o:
sempre terrazza della casa al mare. aiuto mia cugina a fare i compiti d'inglese. non ci si crede quanto odia questa materia... e pensare che io inglese lo facevo a occhi chiusi sin dalla prima elementare.
domani sera pizze nel forno a legna e un po' di bella gioventù. si bevicchia, si mangia e si fanno lunghe biciclettate. il mare mi piace respirarlo più che mai.
a:
eppure di cose me ne sono successe.
a pacchi.
il mio primo viaggio in moto (accidenti che male al culo).
una settimana di divertenti revivalismi liceali nella mia ridente provincia ricca.
una settimana a berlino dal quattrocchi e con la mia fidanzata.
e prima ancora, una stagione fatta di aperitivi birra&cucciolone, film mollati sempre dopo dieci minuti massimo, libri mai finiti, riviste accatastate l'una sull'altra, escursioni ai laghi, svenimenti, gite forzate sul nilo, congiuntiviti, colliri, newsletter di asos, cheesecake di american beauty, sashimi di poporoya, insalate contadino della pusterla, tazze di caffè sporche.
confermo, mi sono disconnessa.
figuriamoci, ho scoperto solo dieci giorni fa che esiste una tizia che si chiama santogold.
manco non fossi abbonata a nylon.
probabilmente per me la felicità, o un "certo" tipo di felicità, è incompatibile con la scrittura di cazzate.
e certo che ce ne vuole di arroganza e di incoscienza per sostenere di essere felici, anche se in un "certo" modo.
no. giammai. sto riconnettendomi al mondo.
datemi tempo. e sentiamoci. recuperiamo. tutto. in generale.
sono in mezzo alla strada per avere la connessione internet - ebbene sí, anche qui al mare è arrivato il wireless - e due bambine mi stanno facendo il terzo grado perché vorrebbero scroccarmi msn... aiuto.
scappo.
ma tornerò.
m:
la fine del trisex?
o:
iniziata con sei ore di ritardo a mosca sheremetyevo. continuata con il classico raggiro del resto sbagliato alla banconota da 500 rupie, come se gliene avessi date 100, a delhi. poi il taxi che fa finta di essere in panne per chiamare i compari che si offrono generosamente di darti un passaggio e spillarti piu del dovuto. e il caldo torrido. umido. le puzze e gli storpi e le mucche e la polvere e l'acqua che non puoi bere. non puoi abbassare la guardia nemmeno per un secondo. stretti vicoli in cui ci siamo persi diverse volte, continue e assillanti molestie di procacciatori di clienti e bambini disperati. ora anche i treni che non si trovano: tutto prenotato e siamo incastrati a varanasi, dove la gente butta ceneri e cadaveri nel gange, ci si lava o ci si lascia morire dentro. tutto bello, tutto suggestivo, niente da dire. ma ci sono anche gli inconvenienti del caso. l'india secondo me non ce la fa... ma comunque sono esperienze di vita.
a:
non esco più.
genericamente parlando, dico.
poco tutto.
ho sempre sonno.
è tutto di sfuggita.
non presidio più nulla.
ho vaghi ricordi del people watching così come delle vetrine.
prendo confidenza a rilento con la mia nuova vita da donna in carriera umoralmente coniugata.
difficile dire di più.