domenica, 29 giugno 2008
a:

una vicina grida come una pazza da almeno un quarto d'ora, stridula ed acuta.
qualcuno le chiede se non si vergogna.
no, non si vergogna.
deduco che le abbiano sbagliato il bucato.
qualcosa si sarà ristretto irrecuperabilmente. o sformato, boh.
parla di cose che costano e valgono e sono delicate e tu brutta cretina infili tutto dentro senza nemmeno guardare cosa c'è.

un quarto d'ora, e mi è venuto il malditesta.

impasse.
eccoci.
ci metti due anni a trovare uno squilibrio confortevole.
sono passati solo quattro mesi.
lavora, troia.

stanotte mi sono sognata nel vecchio lavoro.
sembrava come tornare a pesaro.
però quel figo del mio capo inglese non c'era più.
i colleghi erano tutti uno scazzo.
l'ufficio era il solito grigio tristezza.

in definitiva, vorrei non essere nè lì nè qui.

come sarebbe tutto diverso se non fossi sposata?
uscirei di più.
piangerei di più.
sarei più larga di cinque chili.
non mi addormenterei a metà dei film.
non sarei gelosa di sfu.
10:04 ¦ commenti
sabato, 21 giugno 2008
o:

sono sveglia da più di due ore e faccio programmi per la prima giornata torinese dopo una settimana trascorsa in riva al mare nell'estremo nord ovest della francia. fare la spesa sana per buttare giù i chili presi, o almeno per depurarmi, andare al cinema, andare in piscina, andare alla festa all'aperto dove ci saranno i trionfatori di x factor...

la pelle ha preso finalmente un minimo di colore. un po' mi manca la stanza vista spiaggia e fare il bagno nel mare gelido. e d'altra parte questa città della periferia dell'impero adesso mi sembra nyc a confronto.

è strano quanto possa essere diventato casa un posto che comunque non percepisco come tale. eppure ieri sera al ritorno rivedere la mia stanza, la famiglia innaturale, gli incontri casuali, le facce conosciute, l'atmosfera, tutte queste cose insieme mi hanno fatta sentire in qualche modo parte di qualcosa. non saprei assolutamente dire di cosa, ma comunque...

che sia finalmente arrivata l'estate?
09:46 ¦ commenti
giovedì, 19 giugno 2008
a:

al pitti c'era più milano che a milano.

il concerto è stato superlativo.
definitivo.
oltro.
troppo.
perfetto.
hanno fatto tutto quello che volevo.
perfino just.
cioè, davvero troppo.
e quelle luci.
il film.
ecco, solo la bandiera del tibet mi inquietava un po', ma per motivi miei professionali, via.

la mia fidanazata mi mancava di brutto.
ormai è evidente che è una questione di cognomi.

la mia fidanzata ha iniziato gridando "ah roscio, ah strabbico".
ed ha concluso prendendo un pieno contromano, per poi infilarsi serenamente nella corsia preferenziale dei tram. per dire, di quelle che ad un certo punto diventano puro prato con due rotaie in mezzo, e se sei troppo grasso nemmeno ci passi.

il bello è che siamo uscite di lì in estrema eleganza.
ed apparentemente senza multe.
c'erano solo dei tizi che ci gridavano dietro qualcosa di forse divertente che aveva a che fare col vedi che succede a copiare la strada dei tram.
00:21 ¦ commenti (4)
giovedì, 12 giugno 2008
o:

stamattina ho avuto un risveglio che manco amy winehouse: alle sei e mezza ho aperto gli occhi e mi sono accorta di avere ancora le lenti a contatto (belle appiccicate e appannate), poi ho realizzato che avevo pure addosso il vestito di ieri sera, ovviamente non mi ero struccata, ma soprattutto, ciliegina sulla torta, avevo una gomma da masticare in bocca...

poi ho guardato il telefono e ho pensato porca merda, l'ho fatto di nuovo. naturalmente gli avevo telefonato nel cuore della notte, ma non mi ricordavo nulla, né di averlo fatto né tantomeno se avessimo effettivamente parlato.

ieri c'era un piccione brutto e gli ho detto sei brutto; mi è stato detto che se il volatile in questione avesse avuto il dono della parola mi avrebbe risposto sei bella tu; ho allora affermato che in quel caso gli avrei a mia volta risposto piccione mio, ti sbagli.

devo però ammettere che se l'avessi rincontrato oggi gli avrei riconosciuto che aveva proprio ragione.
21:27 ¦ commenti
a:

io ho la non troppo sana abitudine di lavorare parecchio di fantasia.
costruisco futuri imminenti possibili.
cioè, probabilisticamente del tutto improbabili, ma materialmente non impossibili.

è una sorta di ammazzanoia. un ingannapensieri.
una tradizione che mi porto dietro da sempre.

in generale, sono una specialista delle sorprese.
persone che si presentano all'improvviso, ribaltando il corso degli eventi.
imprevisti, scuse, situazioni.
eventi che rimettono tutto in gioco.
non succede mai nulla.
non è mai successo nulla.
nemmeno ci resto più delusa, tanto è il nulla che mi son sempre portata a casa.
però ormai è così.

eppoi, sette giorni fa è successo.
la mia sorpresa era lì, come l'avevo pensata.
io tornavo da una rissa verbale con la farmacista notturna di prossimità, ed è successo.
volto amato che ti aspetta al citofono mentre tu ti stai trascinando a casa in stato di profonda e scazzata sfiducia verso il prossimo.
è stata come una formula matematica col risultato corretto.
troppo perfetto per essere verosimile.
qualcuno doveva essersi fatto scappare una soffiata.
poi vabbè.
il giorno dopo ero al pronto soccorso, ma che c'entra.

stasera, invece, è successo l'oltre.
dico, l'oltre l'immaginabile.
nemmeno sotto prozac sarei riuscita a vedermi recapitare due vascotte di gelato corredate di due brioche, il tutto nelle mani di un marito mentre con le lacrime agli occhi postavo patetismi mangiando cracker vecchi di sei mesi e ripensando a tutte le cazzate inanellate nel giro di soli quattro mesi.

credo scrivessi di quanto mi sentivo radicalmente sola.
uh.
ha ragione.
parlare di meno, riflettere di più.
se avessi pensato anche solo per cinque secondi, di sicuro al gelato ci sarei arrivata.
e, probabilmente, avrei trovato un accrocchio di gusti ben più convincente di quel buffo mix che mi è toccato mangiare davvero.
00:35 ¦ commenti
mercoledì, 11 giugno 2008
m:

il mio capo: "ma le filippine sono in malesia?"

io: "no... sono a nord dell'indonesia"

il mio capo: "ah, quindi sono in indonesia?"

io: "no, sono a nord dell'indonesia, ad est del vietnam"

il mio capo: "ma se non sono in malesia, in quale parte del mondo sono?"

io: "estremo oriente? sud-est asiatico?"

il mio capo: "ok, grazie"

domani comincio a mandare cv in giro.
12:40 ¦ commenti
martedì, 10 giugno 2008
a:

questo solo perchè devo: mentre mio marito guardava la partita, io stiravo.
malamente, e con gli occhiali un poco appannati.
per via del vapore, eh.
plenty of vapore.

sto cercando di capire se vale la pena o meno caricare di significati simbolici e aspettative il giorno di domani.
il mio lunedì.
come il lunedì della dieta.
solo che io il problema della dieta sembro averlo risolto.
o meglio, lui si è risolto nonostante me.
insomma, domani è martedì ma anche il mio lunedì della calma, della serenità, della lucidità, della distanza, del santo cielo mi viene sonno.

refusi.
chissà quanti refusi.

i problemi quando si risolvono da soli possono dirsi risolti?
o tamponati?
aggirati.
o chissenefrega.

ho usato il flubason sui puntini sbagliti.
ho un polso in fiamme
un altro giorno a casa, grazie.



00:03 ¦ commenti
domenica, 08 giugno 2008
a:

e vabbè.
io cucino, mio marito gioca alla wii fit e parla da solo.
dopo nemmeno due mesi dalla cerimonia di cambio di status su facebook.

ma vabbè.
mio marito è un genietto. mio marito ne sa di più.
colui che sta mimando funambolismi nella mia cucina con tanto di braccia aperte, per la gioia dei miei vicini perennemenre piazzati sul ballatoio, mi ha fatto scoprire una chicchissima del web.
si chiama archive.org, e probabilmente lo conoscono già tutti. ma ecco, io no.

per dire, mi sto togliendo lo sfizio di rivedere i primi buffi template del trisex, riesumare gli scritti ermetici della mia fidanzata, farmi due risate su blog e fotolog di personaggi di vario spessore che credono di aver fatto sparire tutto dalla circolazione.
e invece, no.

lasciando perdere testimonianze di dubbio gusto, andatevi tutti a leggere il famosissimo post di emoboy datato 16/11/2004 sull'esistenza o meno della scena.
sto per piangere.
per gli ignoranti, era allyourbase.splinder.com



14:16 ¦ commenti (1)
giovedì, 05 giugno 2008

o:


devo resistere e non pensare. non devo pensare al fatto che al ballo della scuola andrò da sola, che lui non sarà la mia date ma la date di qualche altra. faccio esercizi di meditazione come fumare, bere, ascoltare canzoni in loop, stare seduta sul divano a fissare il vuoto, lavorare. e spesso funzionano. a cosa servano ancora non so, non ho capito. però continuo imperterrita. un giorno o l'altro, presto, potrei fare una brutta fine. la mia amicacollegacoinquilina dice sempre che scapperà in qualche paese del terzo mondo, vivrà con poco e uscirà da questa società. la mia amicacollegacoinquilina è un po' fondamentalista su certe cose, e un po' chiacchierona su certe altre. ma io le voglio bene così. qui al lavoro mi sembra che nessuno ha voglia di fare un beneamato; scaldano le sedie, parlano del futile, sono gente inutile. e anche io perdo tempo ma per protesta, non per vacuità come loro. è una specie di sfregio al sistema. e intanto vorrei cercarlo con un pretesto stupido come ha fatto stamattina lui con me, solo per sentire la sua voce e provare a indovinare il suo umore. le vite degli altri che mi fanno male non devono entrare nella mia, non la devono contaminare. non mi devono tangere così come non mi tangono le fighetterie delle ragazze di milano.

15:43 ¦ commenti
o:

sono cheesy.

stanotte l'ho sognato di nuovo e non va bene.

una parte di me è irrimediabilmente romantica e stenta a rassegnarsi.

ma perché ci attraggono quasi sempre le persone che ci faranno più male?

sono persone da scalare, come ha detto ieri il mio collega naif, oppure semplicemente degli stronzi?

mi faccio mille domande, bevo cubotti ed esco da sola a camminare al parco sotto il temporale di sera. il fiume in piena, io e nessun altro. a parte tre folli che correvano in mezzo al diluvio universale. sono tornata a casa fradicia. mangiare bastoncini di merluzzo e spinaci fa bene al cuore in una sera di pioggia di quelle che quest'anno sembrano non dover passare mai.

è mai possibile che sia davvero il cinque giugno? mi metto giacconi pesanti e non posso nemmeno considerare l'idea di uscire senza ombrello.

donna per caso di coe è molto triste. mi piace.
07:56 ¦ commenti
mercoledì, 04 giugno 2008
a:

se va avanti così torno single.
mio marito si butta su meetic.
ed io mi muro in ufficio.

alle venti e cinquanta sento il grande capo gridare dal suo ufficio il mio cognome, seguito da una serie di "conto su di te", adatattati a quella che sembra al cento per cento la melodia di vamos a la playa.

alle diciassette invece cercavo di spiegare ad un collega il concetto di mix & match, che credevo sufficientemente so yesterday da essere abbondemente sdoganato.
il collega ha risposto "ah sì, tipo come sei tu adesso.

vamos a la playa, sì ecco.



21:37 ¦ commenti
martedì, 03 giugno 2008
m:

quindi sono ufficialmente di nuovo cento percento single. odio incazzarmi, odio odiare, odio essere geloso, odio essere sottomesso. adesso tutte queste brutte emozioni non mi succederanno più, almeno fino alla prossima storiella senza senso. mi sento un peso in meno. sembra sempre più certo che finirò la mia vita felicemente solo. e quest'idea mi spaventa sempre meno. nasciamo soli, moriamo soli, perché non vivere soli?

l'odore dei pennarelli indellebili neri è meravigliosa, quasi una droga. devo usarli più spesso.
19:05 ¦ commenti
a:

due aulin.
due cibalgine.
un'aspirina.
in due giorni e in un altro ordine, e una trentina d'ore di sonno.
il malditesta sempra passato.
non pensavo che compiere ventisette anni potesse essere così chimicamente esoso.

l'album degli ellos sempra una gran frociata degna delle precedenti.

finalmente sono riuscita ad accalapparmi un napoletano vissuto a roma.
07:48 ¦ commenti (1)
lunedì, 02 giugno 2008
m:

è stato un po' la ciliegina sulla torta di una settimana disastrosa. è iniziato tutto lunedì con un'ora e mezza passata sotto la pioggia all'africa day a cercare un'amica che aveva lasciato il cellulare a casa. il primo di una serie di appuntamenti mancati o cancellati all'ultimo minuto. mi sembra di avere passato una settimana intera ad aspettare o cercare gente che aveva semplicemente trovato qualcosa di meglio da fare. e ieri mattina, come dicevo, la ciliegina sulla torta: la caduta nella doccia. un grande classico, la scivolata incontrollabile. ho sbattuto la testa contro la vasca da bagno. mi sono ritrovato sdraiato nudo con il sangue che mi colava nell'occhio, con tutto il corpo che tremava ed una paura disumana di morire lì, in questa situazione ridicola. dopo cinque minuti di pianto isterico, mi sono ripreso, sono riuscito a calmarmi, vestirmi ed andare in ospedale. mi rimarrà una cicatrice qualche centimetro sopra l'occhio sinistro, niente di più.

e stasera so già che succederà di nuovo, il terzo appuntamento mancato con l'uomo perfetto che in realtà si rivela sempre meno perfetto, sempre più tragicamente umano. mi sento stanco ed asociale. le uniche persone con cui voglio passare del tempo adesso sono gli ufficiali ss del mio romanzo. ammiro morbosamente la loro passione così forte che, anche sapendo che la guerra è già persa, gli dà la forza di continuare ad ammazzare gente innocente solo per rispettare fino all'ultima gli ordini ricevuti.
18:07 ¦ commenti

trisex

un'etica, uno stile, una ricerca continua
oltre il sesso, un'esperienza a sei mani, tre stomaci
un tentativo, probabilmente utopico, di darsi un nome

il trisex sei tu

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