a:
ma voi la avete una cicatrice da coltello al centro del palato?
voi vorreste limonare qualcuno solo per capire se è o meno possibile leccare una cicatrice da coltello al centro del palato?
ma vi hanno mai infilato un coltello in bocca? dentro, ferendovi?
io sto facendo troppe scommesse.
io mi fido troppo del mio superio super(f)rigido, e finirò presto col pagare cene a destra e a manca.
m:
l'uscita di o su foxy lady è stata la battuta del secolo. è passato quasi un mese dalla sua inaspettata visita in territorio granbritannico e continuo a ridere da solo per strada, al supermercato o in autobus.
ormai, anche la tube costa troppo per il mio budget ristrettissimo. niente uscite, poche sigarette, consumo di alcol al minimo storico, no shopping, no market, no cinema. sto sprofondando sempre di più nel quarto mondo e non mi dispiace neanche così tanto.
il primo colloquio di lavoro è stato un enorme disastro. una manager divorata dall'acne che si aspetta supplicazioni per il suo lavoro di merda. io la guardo dall'alto con aria disinvolta e disprezzante, con un'enorme voglia di non essere seduto lì in quel momento.
allora l'invito ad un colloquio con una società di consulenza random fa bene all'autostima. nonostante l'email automatica spedita alle 5.20 di mattina e le difficoltà di comunicazione con il coglione dal forte accento estremorientale.
la vita da disoccupati è terribilmente lunga e noiosa. angoscia.
a:
il mio caro amico occhialuto fu coinquilino per una settimana con il mercoledì libero di mezzo dice:
"ti spiego tutto:
-lui è praticamente nelle tue mani
-tu vuoi le sue mani su di te
-tu sei femmina
-lui ti avrà ma non troppo
-lui ti desidererà ancora di più
-tu cadrai innamorata e avrete una breve e intensa storia oppure tu non cadrai innamorata, prenderai le distanze e lui impazzirà d'amore e farà cose tipo mandarti 50 rose in ufficio
-io vincerò una cena"
la mia fidanzatina tanto studiosa tanto stressata dice:
per me il "ti spiego tutto" dell'occhialuto può benissimo essere; mò "ti spiego tutto" io :
-no-filo-logico
-lui spara un sacco di cazzate, perchè in due rapidi scambi ha capito che tu ne sai una valanga ed è già psicologicamente schiavo del fatto
-ergo unito al fatto che sei femmina gnocca e colorata lui è tutto proiettato verso di te, ma non sa ancora dove mettere le mani
-ma ciò non gli può impedire di toccarti in giro
-tu vuoi (!!!solo!!!) le sue mani su di te
-tu non glielo vuoi far capire (quel!!!solo!!!)
-vuoi che lo capisca da solo
-lui non lo capirà, appunto perchè non gli sarà chiaro un cazzo e perchè è bambozzo
-eccitato e confuso si farà la ceretta
-perderà tutto il suo sex-appeal
-tu lo scoprirai imberbe dopo vari approcci ed uscite
-e capirai che non ci può essere amore senza pelo umano
-non cadrai innamorata
-lui capirà di essere caduto, solo in quel momento (in fallo sulla ceretta e in love dai tempi dell'insospettabile fermata)
-lo scaricherai e non vi vedrete per un po'
-lui farà un gran lavoro su di sè
-mentre tu ormai te la spassi coi cinquantenni di aikido
-piomberà da te una sera dopo aver tanto riflettuto sui suoi errori
-e ti offrirà finalmente !!!solo!!! il suo corpo riimpelosito
-e finalmente succederà l'inevitabile
-!
-ancora!!?
-?
-ah già il quattrocchi vince sempre il suo tortino unto"
ed io che dico? adesso, onestamente, io riesco solo a dire che li amo.
a:
il concerto dello smilzo rimorchiatore nelle anticamere dei cessi è stato grazioso.
divertente, gradevole in modo del tutto inaspettato.
molto delicato.
eppoi via, rimorchiatore è assolutamente fuori luogo.
diamogli dell'espansivo.
in fondo, ha solo mostrato giusto un paio di volte di voler fare amicizia con me e/o la mia fidanzata.
ed era pure ubriaco.
non prendevo il 9 nell'altra direzione da mesi.
non passavo ai navigli di notte dall'università.
altra cosa piacevole.
le nuove generazioni mi mettono ottimismo.
c'è da stare tranquilli.
loro ne sanno di più.
il mio minorenne mi ha riconcorso per via p., raggiunto e dato una sonora pacca sulla spalla.
io stavo facendo quella che lo ignora, per un misto di decenza e menosità.
e questo all'entrata.
all'uscita, il mio minorenne mi ha detto di fronte a tutti aspettami, dai, che facciamo la strada insieme.
ce audacia!
poi mi ha detto ti posso portare la borsa.
io gli ho detto ma sei scemo, non sai nemmeno quanto pesa (tanto).
il mio minorenne è un filo troppo touchy e si avvicina oltremisura.
dice una valanga di cazzate.
io un po' gli do corda, un po' gli dico dici una valanga di cazzate.
lui fa la faccia da allegro coglione, e non capisco se ci rimanga male oppure no (e non è che mi interessi molto capirlo: non gliele ho certo chieste io le sue cazzate)
il mio minorenne ha la faccia come il culo, e tra una cazzata e l'altra mi ha buttato lì un invito ad assaggiare i suoi ravioli speciali fatti dalle sue miracolose manine. eppoi a bere qualcosa al mom, tanto per dire un posto geograficamente e logisticamente casuale. il ragazzino è completamente sfrontato.
il mio minorenne mi ha riferito che si dice in giro che sono un filo manesca.
questo solo perchè una volta, con il suo amichetto, ci abbiamo preso un po' gusto a farci del male.
piuttosto male.
però era divertente, anche se la mattina dopo avevo i polsi distrutti.
o:
mentre io mi sparavo una delle solite full immersion con questi pazzi pazzi sceneggiatori e col resto dell'industry, e me la spassavo all'esclusiva festa del tff, il vegetale praticamente strisciava ai miei piedi e 4/5 simpatici ladri si intrufolavano in casa mia rubando quasi tutto il possibile e immaginabile.
ma a me per una volta è andata di culo, e sono qui che posto dal mio pc, l'unico oggetto di valore superstite.
sono stati giorni di un'intensità sconvolgente, giorni senza respiro e senza fiato.
proposte di lavoro arrivate per caso e accennate con aria complice.
tentativi di attirare l'attenzione che dimostrano che la figa sono io e lo sfigato non può che essere lui.
confessioni.
pensieri ossessivi.
occhi molto rossi.
stamattina il fabbro e la denuncia. deve essere stato bruttissimo vederli uscire da casa nostra con la refurtiva e non poter fare niente. in più, ieri cinque poliziotti coglioni che invece di fare il loro dovere si mettono a curiosare nelle nostre cose. la stanza sottosopra come nei film e nelle fiction da quattro soldi. il piscio dei ladri in bagno, sulla tazza e per terra, in diversi rivoli. il rito delle litrate di cillit bang. sensazione di profondo disgusto e violazione. tutto in venti minuti. venti maledetti minuti. queste cose cementano, siamo sempre più una famiglia. abbracci collettivi e stare vicini vicini e coccole e sentirsi scossi insieme.
flirtare con tutti, persino con i francesi. ridere da ubriaca. non passare inosservata. scollature profonde e sorrisi seducenti. peccato che ora sono uno straccio.
stanchezza cosmica. mi sento allo sbando. mi sono persa. dove sto andando?
a:
credevo che avrei parlato di baudelaire, e di tutto quello che mi ha scatenato.
invece, eccomi con tutt'altro in testa.
sono un filo confusa, ma divertitissima.
io stasera proprio non dovevo essere lì, e lui nemmeno. non era il nostro giorno, invece lo era.
un'ora proficua e entusiasmante. sudore, cadute, prese e capriole.
poi l'attesa del ritorno a casa.
e, improvvisamente, mi sono trovata alla fermata dell'autobus sommersa dalla pioggia ma soprattutto dagli imprevedibili risultati di un mese e mezzo di muto flirting fondato sostanzialmente su risolini ed occhiate.
lui si avvicina e mi offre una gomma del ponte.
lui è il manzo sesso sesso ebbasta.
"quando tempo fa ti ho vista così colorata e particolare ho pensato: wow devo conoscerla"
merda. ma questo parla! finalmente uno che ha il coraggio di parlarmi!
e cosa dice: questa è la quintessenza del paraculismo a viso aperto!
mioddio. sono incantata.
sono struccata, spettinata, reduce da un'ora di attività fisica, ancora in preda allo gnoccofritto hangover, rincoglionita per una giornata di intenso lavoro, affamatissima ed ho pure la tenacia di fare la stupidina col manzo bisettimanale.
penso a tutte le congetture buffe e assurde che ci siamo fatti col quattrocchi e la mia fidanzata nell'immaginare questo momento.
ed è pure meglio.
questo è l'abbordaggio da manuale, il vero e unico, più un tocco di oliatissimo stile personale.
è un momento bello, esilarante.
tutto va come deve andare, come quando ad aikido capisci quali sono le mosse e le posizioni giuste al momento giusto, ed i movimenti sono armoniosi, una danza, un puzzle.
poi succede una cosa.
succede che all'altezza della sesta battuta esce fuori qualcosa che suona tipo "ma possibile che ti ho vista al politecnico qualche giorno fa?"
mioddio.
capito bene.
l'università!
qui si parla di università.
merda.
sto per buttarmi sotto un trentatrè.
merda, non è giusto.
ancora una volta la malefica regola si conferma: io suscito interesse in tre sole categorie maschili.
i froci.
i minorenni.
i minorenni froci.
cazzo.
altro che sesso sesso ebbasta.
il manzo ha diciannove anni.
e quando lui è nato, io già disegnavo i vestiti dei miei sogni.
o:
la gente si piace e non riesce a nasconderlo. la gente si mette le mani addosso. la gente si fa incazzare, si sfancula, fa pace e si rivede. si cerca disperatamente.
non sono pam. sono volgare e sguaiata. e tutti gli insospettabili mi odiano.
l'occhio tenero e l'occhio da pazzo. sotto il portone fino quasi alle quattro del mattino in totale incoscienza. il giorno dopo al lavoro essere degli zombie. abbracci e carezze e minacce di succhiotti e ambiguità dichiarate. c'è del sentimento.
e non capire se si tratta di cattiveria e sadismo, o davvero solo di una malata forma di complessità. e se è malattia ti voglio curare, e se è cattiveria voglio che mi maltratti.
una sfida di intelligenza, bravura e abilità. tenere un diario, conservare decine di sms da mesi.
segreti che hanno un valore, dimostrazioni di fiducia.
da un giorno all'altro non ti può piacere una persona: non è proprio così che è andata, e poi non è vero.
la prossima volta lo accompagno direttamente io a casa, e accetto di salire e restare da lui.
ma la sua ragazza, se esiste, dove sarà?
a:
cielo terso e sottozero dietro tetti da aristogatti. torte al rabarbaro. l'inimitabile the dei freres mariage. l'anatra che è lì ancora il mattino dopo e la raclette che torna su nei secoli dei secoli. le rape conciate a chips. stare proprio proprio per vomitare sulla signorina del check in. fare la pipì sul marciapiedi dell'unesco. rinnovare l'autunnale abitudine di perdere il solito paio di splendidi guanti in pelle fuori e cashmere dentro. banchine della metro piene molto piene proprio come nelle foto sul web. stazioni della rer vuote come quelle dei film western. chilometri camminati più per il freddo che la grève. ricevere per oscuri motivi quattro minuti di celebrità sulla tv francese dei giovanissimi. dire in camera être tiré à quatre épingles senza essere troppo certi di non stare bestemmiando. sbagliare taxi. incontrare la parietti che incontra vecchioni. lo smalto blu di nars, ormai fuori produzione - troppo tardi , belle. aggirarsi alieni da hermès. la vodka imbottigliata nella torre eiffel.
avere il sospetto che i francesi siano più fighi e le francesi pure, solo che hanno la faccia da stronze e portano i vestiti tutti tagliati allo stesso modo.
questa si chiama esterofilia, bella.
l'altra si chiama invidia.
loro non sentono il freddo.
eppoi, sia maledetto il beaujolais.
o:
gli scrittori se gli dici che non scrivi ti guardano male, come se non capissero cosa gli hai appena detto. gli scrittori non parlano d'altro che di scrittura e a volte possono risultare un po' noiosi.
è bello parlare di tutto e stare bene con tutti. voglio vivere trasversale.
il manzo emilianoromagnololombardoveneto mi si broccolava abbastanza evidentemente, ma era al sardo che io puntavo e lui mi ha evitata accuratamente. con un napoletano ho instaurato un affettuoso rapporto da fag & hag. insomma in sostanza anche a sto giro nulla di fatto. ma almeno mi sono tolta la soddisfazione di snobbare il vegetale e troieggiare in giro sotto i suoi occhi.
a:
davvero non capisco se sono una scellerata svampita a partire o una paranoica ossessiva a farmi dei problemi.
in ogni caso, siccome sono soprattutto una nota banderuola e la mia compagna di viaggio è una nota scellerata svampita, alla fine si parte.
vado a parigi a fare la cavia.
sarò la dimostrazione vivente dell'evidenza che quando tutti i sindacati di tutte le categorie professionali dichiarano sciopero ad oltranza, la mossa più furba è starsene a casa.
l'unico aspetto positivo è che ormai padroneggio con una certa scioltezza il gergo sindacale francese, ma anche quello della mobilità urbana e della politica interna. maledetto sarko. maledetti scioperanti. maledetti francesi.
per crucciarmi della catastrofe annunciata ed accettata allegramente (ma anche per impacchettare un paio di outfit in valigia) ho addirittura dovuto declinare l'invito esclusivo alla cena vip da zio pesce.
e sempre a proposito di vip, ho drammaticamente perso la pin "romantica" a milano.
temo di averla lasciata scivolare tra i bavicchi miei e della mia fidanzata sabato scorso al vero concerto so 2007.
altro che interpolli.
o:
dice che con lui riesco a dare sempre il peggio di me però continua a cercarmi.
dice che troieggio con lui, ma non mi ha mai vista farlo davvero.
ammette di troieggiare con me e due ore dopo sostiene di non essere ambiguo.
dice che non abbiamo un rapporto tale per cui posso dirgli o anche solo pensare certe cose.
insomma tutto e il contrario di tutto, a seconda di come gli conviene.
è infantile, egocentrico, egoista, sadico, schizofrenico, arrogante. e a volte pure un po' l'uomo medio italiano.voglio uscirne, farla finita davvero, perché questa è pura follia.
a dicembre scade il mio contratto. dio fai che mi caccino, fai che mi caccino, fai che mi caccino.
a:
ieri davvero non bisognava esserci, perchè ieri c'erano tutti.
vale a dire, tutti quelli che non si sono ancora rifugiati nella più rispettabile e decorosa vita dell'anonimato in tutte le sue forme.
ieri era scena pura, sotterranea e puzzosa di fumo come prima della legge.
io, ovviamente, non c'ero.
non supererei mai la door selection del leoncavallo.
non saprei nemmeno che down town significa scendi le scale e trova i tuoi simili.
al mio posto c'era l'incrocio di me stessa con carlos degli interpol, ma senza peli in faccia.
la mia controfigura era fantastica, un vero fico, molto più di carlo pastore.
ieri si beveva birra in lattina al prezzo di due euro, con un markup che immagino superiore al 100%.
ieri ci si agitava di brutto.
ho visto gente compostissima e compuntissima stravolgersi sotto il palco.
così emo.
ieri essere di pesaro era davvero cool.
o:
il dolore è dappertutto. anche quando non si vede, soprattutto quando non si vede. e ridiamo e andiamo avanti perché così è la vita. tutti si portano un fardello, una croce. beh, quasi tutti. poi ci sono quei pochi fortunati che vivono effettivamente in un mondo dorato. a me non piacciono, so che non è colpa loro se sono stati baciati dalla sorte e non hanno mai avuto un problema serio o una disgrazia nella vita. in un certo senso mi dispiace per loro perché non hanno il contatto con la realtà.
per me il contatto con la realtà è fondamentale: se non la conosci come fai a migliorarla (o a rifuggirla); alla fine quelli che non hanno il contatto con la realtà sono paradossalmente intrappolati in essa.
quando un uomo prende una donna la prende con tutti i pianti del mattino e gli sbalzi di umore e le pance gonfie e i brufoli. quando una donna prende una donna è più facile.
tmi - too much information
bff - best friends forever
a:
non esistono isole felici, ovvio.
anche ad aikido, forse soprattutto ad aikido, ci si imbatte nella tipologia umana del microdotato / insoddisfatto / umanamente disaddattato / profondamente maleducato che, per una malefica coincidenza della sorte, è pure bravo, cazzo, e ripone tutto se stesso in questa sua bravura, porello.
andando al dunque, sono incazzatissima.
se avesse avuto l'orologio al polso, lo avrebbe guardato in continuazione.
invece, nelle arti marziali ti devi spogliare di tutto, e se proprio vuoi mostrare indisponenza verso la giovane partner che ti ha dato la sorte, basta semplicemente sbuffare, opporre resistenza fisica, mescolare le carte per confonderla... al resto penserà lei, perdendosi con pochi agili step nel solito bicchiere d'acqua.
ecco, io ero la partner imbranata. ed ero proprio incazzata ma non scazzata: insomma, mi sono impegnata, concentrata, astratta dalla situzione, immedesimata in lui... ma niente. zero collaborazione.lui non ci provava nemmeno. ero io a praticare con un corpo avverso.
alla fine, l'unica rimasta era la mossa fin troppo magnanima di offrirgli la possibilità di riabilitarsi con un sorriso, o almeno con un gesto tra il cavalleresco ed il maschilista: insomma, me ne sono uscita con la più celebre delle mie frasi così gentili ed umili da essere quasi offensive.
col sorriso da allegra cogliona gli ho rifilato un senti, è evidente che sei troppo più bravo di me e mi dispiace, davvero, ma faccio quello che posso.
insomma, cocco mio microdotato: stupiscimi! fa' l'uomo, l'indiana jones, fa' il maschio alla prese con la donna al volante, fa quel cazzo che ti pare, ma fa qualcosa!
ma lui zero: una sfinge leggermente smarrita, ma neppure troppo.
il problema è che mi avviliscono certi incontri.
cioè, per colpa sua per dieci minuti ho addirittura pensato di cambiare sport. eppoi mi sono dimenticata di scendere alla fermata giusta.
sono una sciocca. cioè, oggi ho pure scoperto che forse un'avvenente trentenne vuole fare del f.f. con me.
o:
vado ai megavernissage stanca, sbattuta e vestita come il giorno prima. senza un filo di trucco. mi mimetizzo e faccio finta di non vedere la gente. la evito.
vado avanti col pilota automatico senza curarmi della spossatezza e della malattia. alive 'n' kickin'.
mangio cannerozzetti con pancetta, dado, paprika e birra. alive 'n' cookin'.
esistono differenze tra uomini e donne. almeno tra uomini italiani e donne.
a me piace flirtare. con stile. e troieggiare glielo dici a tua sorella.
cerebrale è bello.
rehab is the new black.
a:
il mio bambino interno stasera l'ha avuta vinta. niente lezione, accidenti. ho bisogno di assecondarmi nella mia pigrizia.
saperci fare.
quanto conta l'esperienza passata? io dico che l'esperienza passata è solo zavorra per le esperienze future.
improvvisare.
scoprire e scoprirsi.
il brutto ma anche il bello di scoprire di non avere - più - voglia di esperienze.
riciclare. io sto riciclando.
ma perchè alla fine, sul serio o per finta o per finta ma sul serio, tutti finiscono col proporsi per venire a vivere con me?
o:
cose che non sono mancate: brick lane, fish&chips altamente unti, affetto, cibo cinese quantomeno discutibile, assenzio, parlare di sesso, vedere opere d'arte che avevano a che fare con il sesso, birra, bagel, atmosfera british.
cose che sono mancate: senso dell'orientamento, fare sesso, clubbing, atmosfera di quartiere, movida della domenica sera, shopping serio.
a:
dopo che o. ormai anni addietro ha rivelato anzitempo al prezioso pubblico del trisex la morte di marissa, è senza alcuno scrupolo che ora mi accingo a blaterare del mio stupore nell'aver scoperto ieri notte che dexter fa sesso.
dexter con quel suo genuino disinteresse per la materia era il mio vero baluardo.
e invece no, gli fanno fare sesso.
dico, sesso come le persone normali.
sesso che, parafrasando la mia fidanzata, sei stranamente sudaticcio e capita che inciampi su qualcuno e per puro caso sotto c'è pure un letto e zac, magia, si diventa animali e ci si strappano i vestiti di dosso ed è praticamente la fine.
ovviamente, la chiave di tutto è inciampare.
c'è troppo equilibrio nella mia vita.
per quanto ad aikido non lo stia dimostrando, c'è troppo equilibrio.
l'astinenza coatta è una degenerata sublimazione dell'equilibrio.
oggi il capo supremo ci ha voluti tutti singolarmente per almeno mezz'ora per capire.
io sono stata dentro al massimo quindici minuti, dieci dei quali li abbiamo trascorsi discutendo su quanto amy winehouse fosse high o meno al concerto. poi abbiamo parlato dei suoi tatuaggi, infine del parruccone. anche della magrezza, ci mancherebbe.
in cinque minuti gli ho detto che per me è tutto ok. lui mi ha detto che anche per lui io sono ok. poi ha voluto strafare rivelandomi dove mi vede nel 2009.
io gli volevo dire che ho seri problemi ad immaginarlo il 2009.
però non l'ho detto, eh. ho continuato a sorridere, nella mia ottima parte dell'allegra cogliona così giovane per quello che fa.
ad averne di employee come me.
a:
sto ancora smaltendo i postumi del mio finesettimana marchigiano.
quattro giorni incantevoli, nel corso dei quali l'unica vera difficoltà è stata sottrarmi alle lusinghe della mia hairdresser che, tra un complimento alle scarpe ed uno alla gonna, mi ha letteralmente fatto accerchiare dai suoi collaboratori con l'intento di estorcermi un sì alla tintura. quale tintura, non si sa.
si è parlato di colpi di luce. la mia espressione disgustata ha fatto virare il tutto al caffè americano. qualcuno ha detto non ti preoccupare niente rosso. lei ha assicurato l'effetto celebrity.
ha detto proprio così: fa molto celebrity. fa rivista, fa tv, fa cinema. fa non banale. fa speciale come sei tu.
a parte questo surreale quanto fastidioso assedio (a cui ho strenuamente tenuto testa - in effetti, basta pensare a tutto quanto di bello si può fare risparmiando sulla spesa di una tintura di un colore casuale ma dal certo effetto celebrity), è stato tutto molto dolce, sereno, rilassante.
pane fatto in casa, passeggiate per centri storici, scorrazzate in macchinatra le colline, spaghetti alla pescatora nella bettola dietro il mare, vecchie compagne di classe in procinto di matrimonio, prove di taglio e cucito, film visti incastrata sul divano tra mamma e papà.
insomma, tranquillamente marche.
insomma, forse era davvero meglio quando si stava peggio.
dico, torno qua e scopro che il peloso sta davvero sempre sempre attaccato all'amico del peloso noto anche come il pelosino noto anche come il tipo simpatico con cui ho praticato l'altra volta noto infine come il cripto-gayo.
ecco, l'ho detto.
forse sono stata vicina all'infatuazione per l'ennesimo potenziale frocio.
fortuna che domani ho un rendez-vous con un incrollabile pilastro dell'eteressualità bruttina, miope e secchiona.
e soprattotto, fortuna che ora c'è il mio dex, lies & videotape!
m:
ormai ogni centesimo conta. guardo l'orologio in continuazione per sapere quando potrò fumare la prossima sigaretta. faccio tutto a piedi per risparmiare il costo dell'autobus. bevo acqua del rubinetto. compro la birra 2 for 6.
è matematicamente dimostrato che non arriverò alla fine del mese. senza neanche pensare all'affitto di dicembre.
intanto i giorni passano, ed il lavoro non arriva. finalmente ho ricevuto una risposta all'ennesima application mandata. ovviamente negativa però almeno è una risposta. mi propongono addirittura di passare qualche settimana non pagata nel loro ufficio. vengo considerato come un povero neolaureato qualunque pronto a prostituirsi pur di avere un bel nome sul cv.
quindi non valgo niente sul mercato londinese. pensavo che mi sarebbero saltati addosso appena passata la frontiera all'aeroporto di stansted. che non avrei fatto in tempo ad avere il mio primo orgasmo onanistico prima di trovare il lavoro dei miei sogni.
come milioni di immigrati sfigati prima di me, dovrò iniziare dal basso, tipo sogno americano da quattro soldi. facendo il cameriere, incontrerò il grande manager che vede il potenziale in me. oppure dando lezioni di tennis alla match point.
ho appena firmato un contratto di casa di dodici mesi, sono ufficialmente irresponsabile.
la prima notte nella nuova casa la passerò con o. che sballo.
o:
sono incorreggibile e incastrata. faccio cose ignominiose. non posso proprio avere rapporti sani con le persone. ma qualcuno può?
sono ossessiva e mi lascio penetrare dalle mie fissazioni. devo spremere succhiare spolpare finché non ne resterà più niente. devo toccare con mano. avvelenarmi col veggie pudding. eliminare tutto con diarrea e vomito fino a depurarmi. ma niente lavande gastriche. ho perso di vista le cose importanti, o magari no. sto sbagliando tutto di nuovo, o forse faccio mosse sagge. sono intossicata.
la mia amica-collega-coinquilina mi ha rifiutato la chiamata quando sono tornata a casa. sono stata avvistata da amici di amici in dolce compagnia. più che dolce era bittersweet.
cattiverie e aggressioni fisiche e verbali. provocazioni a parole e provocazioni con le mani, con il corpo in tutte le sue parti.
ma non si era deciso per un omaggio al buon gusto? evidentemente era una frase che faceva parte del gioco e rientrava nel quadro clinico come tutte le altre. la tensione è alle stelle.
il mio problema è che continuo a illudermi che non riesca a fare a meno di me.
questa cosa mi sta mettendo contro tutti, mi sto facendo terra bruciata intorno. gli altri hanno ragione e io ho torto ma continuo imperterrita. non si diceva una volta che sbagliando s'impara? non mi sembra poi la fine del mondo essermi incastrata in questo modo, e allora perché il resto del mondo è così contrario e mi mette in guardia e mi fa prediche?
mi piacciono la tremarella e la nausea ed essere sull'orlo delle lacrime.
a:
lo stalker mi ha fregato.
ho parlato troppo di lui, ed alla fine non si è manifestato.
niente luce accesa nella mia stanza.
ormai era una certezza, un appuntamento.
forse non avrei dovuto cercare sotto i letti, dietro le porte, dentro gli armadi.
il mio stalker doveva restare un impenetrabile mistero.
una presenza, un'azione.
una luce accesa quando tutto è buio.
una dimenticanza, una sbadatezza, un dettaglio diverso da come ci si attende l'immagine.
immagino ora il mio stalker rannicchiato su uno dei miei ripostigli in quota.
nel 2008 tutti dovrebbero fare un finger job.