mercoledì, 31 gennaio 2007

a:

fisicamente a pezzi. umore altalenante. uno strazio. brividi, maldipancia, malditesta, malinconia, incertezza, imbarazzi, fancazzismo.

ho ricevuto strette di mano e complimenti. nemmeno io mi ricordavo l'effettiva portata della realtà. in effetti, mio marito è proprio bbbono. più di tutti, pure più del t.b. ma c'è davvero poco da fare. due fighi? bah. io la vedo un po' diversamente. io sono un cessetto, una pluridecorata snobbettina centritalica. lui un contadino comasco. non trovo molte intersezioni, a dir la verità. non saremo mai marito e moglie. nonostante il colpo di fulmine. l'incontro romantico. e tutti i consensi ovunque riscossi. comunque, non sto qui a lanciare previsioni del tempo. scopriremo tutto vivendo.

cagotto. mestruo.

tutto perchè domani addenterò il coraggio che non ho ancora mostrato con mio marito, e dirò alla mia capa che ne ho le palle piene e se non mi dà valide e anti-noia alternative nel breve periodo, io mi prostituisco per il reparto accanto e vaffanculo. cioè, a me viene sonno.

23:45 ¦ commenti
martedì, 30 gennaio 2007

m:

non la conoscevo ancora ma quasi già mi mancava. finalmente mi sono sprofondato nella comunità di expat finiti in questa sconosciuta capitale oscura. ero sicuro che si nascondevano da qualche parte, l'unica domanda che mi facevo era quando li avrei incontrati.

e non sono neanche dovuto andare a cercarli. sono venuti loro da me. a casa mia di venerdì sera, ad un orario sufficientemente indecente per permettermi di non ricordarmi più nulla. ero già perso nella solitudine totale dovuta agli innumerevoli shottini di vodka ingoiati in precedenza. la mattina successiva, erano un vaghissimo ricordo, un gruppo di dodici floating head urlanti e imprevedibili che barcollavano nel mio salotto bevendo il bevibile e mangiando il mangiabile. mi è quindi servita un'altra serata per (ri)incontrarli e capire quali individui si nascondevano dietro le allegre facce di sicuro poco locali.

dal primo istante, ho capito che l'avrei amata, che diventerà un personaggio di spicco della mia aventura caucasica. è sicuramente la più sfigata del gruppo, trentun'anni che sembrano quarantacinque. francese media alterna-volgare molto alcolizzata e probabilmente nimfomana. uno scarto dell'occidente costretta a costruirsi altrove, facendolo passare per una scelta consapevole. lei mi ama, non mi lascia un minuto di pace, produce una diarrea di parole fastidiosissime per colpa del difetto di pronuncia molto accentuato. ma è sempre meglio ascoltarla che guardarla, con il suo fisico distorto, la sua mascella prorompente ed il suo taglio impossibile. mi vuole portare al bazaar, a teatro, in giro per il paese. mi vuole far scoprire tutto quello che le piace. "guarda che adesso che ti ho trovato, non ti lascio più" mi ha detto. ed io ho sorriso. non vedo l'ora di passarli con lei, questi momenti eccitanti. sarà nuovo ed emozionante, forte e sorprendente.

amo le sorprese.

qua, ne ricevo una al giorno.

07:05 ¦ commenti
lunedì, 29 gennaio 2007
o:

sono cattiva e vigliacca e oberata di lavoro. e stanca.

seriamente: sono il peggio del peggio, peggio di tutte le persone che ho sempre disprezzato per la mancanza di coraggio nel chiamarsi fuori da storie che palesemente non portavano da nessuna parte. é una sporchissima situazione di comodo in cui affetto e affezione giocano un ruolo da protagonisti. la convenienza la fa da padrona. l'intelligenza è la grande assente. l'onestà compare a tratti, ma resta relegata ad un misero ruolo da comprimaria, che calca le scene solo per fare la parte della crudele devastatrice di ogni speranza.

mi sorprendo ridotta a pensare che solo chiodo scaccia chiodo, e mi faccio rabbia e schifo.

andare incontro a che cosa? a quale futuro? se potessi vivrei in un harem degli affetti: il mio sogno ricorrente, in senso figurato, è sempre stato quello di riunire sotto lo stesso tetto tutti, avere ogni mio caro con me sempre e comunque, d'amore e d'accordo, in una gigantesca comune, una casa aperta, fortezza dei sentimenti di o.

nella vita, a differenza che in shortbus, il lieto fine non esiste.
23:09 ¦ commenti (2)

a:

il primo appuntamento da secoli. il primo appuntamento con mio marito. dalle diciassette alle ventiquattro.

che posso dire. che mio marito è molto lontano da ogni mia aspettativa. molto meno scontato. molto più interessante. molto meno facile. molto più affascinante. molto meno plausibile. molto più che potrebbe valere la pena provarci. il fatto è che non vedo futuri. cioè, sarebbero davvero da inventare di sana pianta.

mio marito è un vero. mio marito ha dei lati oscuri. di una tristezza impenetrabile. mio marito soffre, è evidente. ed io lì tutta sorrisi e solarità vorrei poter fare qualcosa.

mio marito se lo guardi giureresti davvero che è mio marito. ci sta proprio bene di fianco a me.

non ho mai ricevuto così tanti messaggi / chiamate con in queste sette ore. quasi quasi domani faccio una conferenza stampa. o forse me la cavo con un bullettin e finisce lì.

00:23 ¦ commenti
venerdì, 26 gennaio 2007

a:

aveva ragione il quattrocchi, non dai camerieri, ma dai top manager stranieri mi sarei dovuta guardare.

le cene di gala sono uno strazio, ed i posti assegnati una lotteria con rari esiti positivi. ed io e il mio collega-compagno di marachelle ieri abbiamo vinto un supercapo crucco. un tizio allampanato, con la faccia bianca-rossiccia e, ci scommetterei, i calzini corti. un soggetto tutto sommato con l'aria simpatica, quasi affabile. in ogni caso, un mega capo da cui stare alla larga. ma io ed il mio compagno di marachelle per non morire di noia e mischiare le acque decidiamo che la paura non ci appartiene, e che il rischio è l'unica via di scampo. obiettivo della serata: ubriacare il crucco! in fondo, lui è così capo che tra noi ci saranno almeno altre venti persone, nemmeno dirette, in gerarchia. quindi, perchè no?

già, perchè no. il crucco è addirittura supersimpa. si scopre che è laureato in storia. che è stato manager di ogni possibile reparto in svariate capitali europee. sembra aver un debole per le mie faccine di imbarazzo. il mio essere completamente maldestra. il mio inglese random ed alticcio. nel giro di mezz'ora gli riempiamo almeno cinque volte il bicchiere. poi però il mio compagno di marachelle si eclissa e mi ritrovo sola a raccontare la storia della mia vita al crucco. la mia tesi. i concertini. gli amici. la mia città natale. le mie aspirazioni. abbozzo quasi un tentativo di illustrazione della teoria potenza vs atto. il crucco è completamente stordito dalla mia logorrea. ogni volta che tocco il telefono mi chiede cosa abbia da dire di così importante al mio fidanzato. ora è lui che mi riempie il bicchiere. ed io parlo parlo parlo e l'effetto voce da portinaia è ormai inevitabile. il peggio succede quando passa la mia capetta e gli dice che io sono la ragazzina che farà carriera. spaccia la mia persona come una specie di fenomeno aziendale. seppellitemi viva, please.

e scatta il peggio. un peggio durato almeno mezz'ora riassumibile con un: baby, cosa vuoi fare da grande? il tuo futuro sei tu. dear, tieni qui il mio biglietto da visita. lunedì mattina, appena arrivi in ufficio mandami una mail che vediamo che si puoi fare: sei troppo bella e troppo sveglia per restare per un altro anno dove stai.

io vorrei dirgli lascia perdere. vorrei dirgli astinenza coatta. solo che sono troppo sfatta per pensare ad una traduzione decente. quindi faccio la finta modesta e sparo un lunedì mattina il mio nome non ti dirà niente e deleterai la mia mail senza nemmeno leggerla: you are so top manager, i am so nothing.

e credo che questa sia l'uscita più imbarazzante e paracula e parainglese che spero mi esca mai dalla bocca in tutta la vita. inutile dire che dopo sta sparata il crucco era sul ciglio di un tracollo cardiaco. mi ha sussurrato nell'orecchio cose che grazie a dio non ho nemmeno capito. e poi saggiamente mi sono defilata al cesso. infine ho raggiunto la mia capetta e gli altri. e siamo tutti andati a sbronzarci ulteriormente in un localino sul lungomare.

19:31 ¦ commenti
giovedì, 25 gennaio 2007
o:

questione di timing. o anche right place & right time.

prendere tutto quello che di buono può scaturire da questa esperienza.

nonostante sessantottini pentiti e laidi mascalzoni, ben poco idealismo e molta voglia di vendere, di vendersi.

sempre attenti alle spalle.

ho rinunciato alla consulenza strategica.

ho scaricato le rose del deserto di monicelli, o almeno così credevo, ma quando ho aperto il file per iniziare a guardarlo mi è apparso davanti agli occhi, anziché il solito pornazzo indesiderato, quello che definirei un documentario musicale. oserei dire quasi un docu-musical: si intitola surplus, ed è una sorta di giustificazione teorica, sostenuta da ed esemplificata con testimonianze varie, del movimento black block.

la mia amica e compagna di tante scorribande niuiorchesi e pomiciate sul ponte è ufficialmente diventata una brooklynite.

ma perché la science des rêves in italiano diventa un'arte?

evviva la capra sul dirupo.

no, non credo proprio che tromberò nella mia trasferta romana. e non sarà solo per cause di forza maggiore dovute al sovraffollamento della casa fraterna.

a volte mi dimentico che dietro ognuna delle persone contro cui mi accanisco c'è una storia: grave errore. potrebbe succedere lo stesso a me. potrei ritrovarmi io nel ruolo della condannata senza appello. e mi rendo conto che c'è sempre chi sta peggio. la disadattata con gli amici immaginari e le due dita di fernet branca che la mamma le somministrava ogni volta che faceva indigestione. e così via. la collega che ho scoperto essere molto più vecchia di me, e con cui forse mi sono lasciata troppo andare. condividere critiche e giudizi può essere un'arma a doppio taglio. ma abbiamo anche chiacchierato di tango finlandese e cultura giapponese.

laura malmivaara parla italiano, o almeno ci recita; però non guardate l'amore di màrja: fa cagare.
23:58 ¦ commenti (1)
o:

una giornata così. di quelle che rimangono negli annali. di quelle che si ricordano per sempre.

niente di eclatante per le sorti del mondo, solo una serie di strane coincidenze scollegate. una congiuntura astrale a dir poco bizzarra ha portato a una serie di eventi che forse hanno un qualche tipo di relazione solo nella mia testolina malata.

mi sveglio e m'imbelletto per il primo appuntamento della giornata, sola come al solito nel silenzio della casa e nel presto della mattina. incrocio inaspettatamente lui, in bagno. le lacrime agli occhi, sussurra: forse non ci vedremo più fino alla settimana prossima, devo prendere il primo volo e tornare a casa perché stanotte è morta mia nonna.

poi esco e dopo due isolati mi imbatto in un carro funebre. non mi era successo da quando vivo qui.

al lavoro m'innamoro. appuntamento delle nove e trenta: un timido ragazzo di cinema, semplice, niente di speciale, eppure mi ha fatto così tenerezza.

più tardi arriva lei, con una strana aria, o magari lo penso solo adesso col senno di poi... mi prende in disparte e mi confida il segreto che aspettavamo da tempo. dovrò custodirlo gelosamente a lungo, e sarà dura. sono quasi l'unica a saperlo.

la giornata prosegue tra altre riunioni (in cui non serve essere belle) e caffè e telefonate e problemi risolti e da risolvere. e sorrisi e premure che forse prima di oggi non mi sarei lasciata scappare con altrettanta spontaneità.

ancora un po' di lavoro in solitaria, poi di nuovo mi sento chiamare a voce bassa. mi vedo prendere in disparte. e finalmente parliamo dei fatidici temi scottanti che finora erano stati accuratamente evitati. promesse ed elogi sperticati.

l'ho già detto: mi piace sentirmi dire brava. si potrebbe dire che vivo per quello. per essere e per fare sempre meglio, per pompare il mio ego. non è forse solo quello che voglio? piacere alla gente... o quanto meno essere riconosciuta. in stile, in carattere, in bravura, in bellezza, in personalità. e in più, certo, ci sono altri aspetti: fare cose che mi piacciono, fare cose in cui credo o che mi appagano, fare cose buone e giuste, fare cose utili per il prossimo (reminiscenze di catechismo).

insomma in quanto a pompare il mio ego, oggi ci è riuscita: mi ha chiamata "rarità" e ha definito quello che faccio "ottimo". potrei gongolarmi per giorni, adagiarmi sugli allori. ma è un errore che non voglio commettere.

l'autoanalisi non finisce mai...
19:14 ¦ commenti

m:

ringrazio il cielo di non aver fatto lo iulm. quando sento di una laureata dell'università dalle scale mobili e dai bagni comuni per maschi e femmine deve fare un corso di sei mesi per andare a lavorare su una nave da crociera (e non come manager, tengo a precisarlo), mi viene da pensare che i tre anni passati li non siano serviti a niente. non solo fanno studiare sui libri per bambini speciali e fanno esami sull'arte della seduzione, ma danno pure un diploma finale che vale quanto un rullino di carta igienica. la presa per il culo è totale ed innegabile. ventimila euro buttati nel cesso (comune per maschi e femmine però).

cara mamma b. non ti ringrazierò mai abbastanza di avermi avere scelto me.

10:28 ¦ commenti (1)
mercoledì, 24 gennaio 2007

a:

la sister di a.  al telefono con mum di a.

sister: ieri sera sono uscita con a. ed i suoi amici

mum: chi è a.?

19:17 ¦ commenti (2)

a:

che ci faccio io a postare all'una e mezza con addosso un pezzo (la giacca) di gessato sopra ad un paio di collant viola glitterate? partire per la convention aziendale dà alla testa. ingessarsi qui dentro è un incubo. continuo a mettere su massa. accidenti.

stasera ho scopero che posso sentirmi serena cantando ma il cielo è seeeempre più blu mentra la sister sfreccia in circonvalla. ho scoperto che anche a milano bruciano le macchine parcheggiate. che il fumo si diffonde velocemente, dappertutto. che i pompieri arrivano dopo minuti che sembrano pure tanti. che le ruote scoppiano subito. il serbatoio anche no. che i pompieri fanno sesso un po' a tutti. che il carpaccio è davvero buono, più di quanto ricordassi. che a tutti si scioglie il cuoricino ascoltando il primo disco degli ash. e che indovinare la mia traccia preferita è un gioco da ragazzi.

è stata una bellissima serata. forse per quello non mi viene sonno.

in ogni caso, non sono affatto credibile nel mio gessato. maledetta convention. ed ho pure una delle rare e pregiate stanze singole. ma qualcuno si è scomodato a dire all'organizzazione che è tutto sprecato, che tanto io non trombo?

01:44 ¦ commenti
lunedì, 22 gennaio 2007

m:

che figata i matrimoni georgiani. gli sposi arrivano con mezz'ora di ritardo in chiesa. il prete non si ricorda quello che deve dire, lo sposo ride fortissimo durante la cerimonia. i cellulari squillano in continuazione. tutti chiacchierano felicemente e nessuno segue veramente quello che sta succedendo. le donne delle pulizie chiedono davanti a tutti al prete se possono tornare a casa. c'e pure una tipa che ha preso fuoco. e stato di gran lunga il matrimonio piu divertente della mia vita. ho deciso di sposarmi qua. manca solo la sposa.

07:03 ¦ commenti
o:

metti una sera a cinema michel gondry, gael garcia bernal e perché no, anche quella bruttona di charlotte gainsbourg. gran film. gli ingredienti per colpirmi al cuore c'erano tutti: il povero piccolo messicano a parigi (e mica uno qualunque), per di più orfano di padre, delicata comicità dell'assurdo, atmosfere onirico-naïf à la gondry, tenerezza infinita, una spruzzatina di dettagli perfetti e grandiosi personaggi di contorno come il confidente-collega ipervolgare. la storia di due disadattati sognatori. raccontata con trip mentali degni di droghe di elevatissima qualità. insomma, andate a vedere l'arte del sogno. magari l'inizio è un po' in sordina, ma dopo pochissimo il film spicca il volo.

un'altra precisazione: gael è indiscutibilmente trooooooooppo sexy, bello e bravo.

difetti: il doppiaggio italiano, perché come al solito si perde gran parte del film, soprattutto i passaggi da una lingua all'altra e qualche gioco di parole.

pregi: il doppiaggio italiano, perché copre l'irritante accento british di charlotte gainsbourg.

ora però sono incazzata. su rai uno poco fa parlavano di milleuristi e precarietà; vorrei dire solo una cosa a tal proposito a quegli ipocriti incravattati: magari guadagnarli mille euro al mese. se se ne deve parlare, almeno che se ne parli come si deve. se dobbiamo sviscerare il fenomeno, facciamolo con serietà, e non con e-mail false quanto babbo natale, scritte da david sassoli mezz'ora prima della trasmissione.
01:14 ¦ commenti (2)
domenica, 21 gennaio 2007

caro lele,

ieri sera abbiamo avuto modo di presenziare al tuo concerto in casa 139.

per prima cosa, volevamo confermarti che sei sempre bravo e pure bello.

però ci è rimasta una perplessità: di chi erano le prime due cover? può essere pink floyd e/o eric clapton?

brr.

ma invece di chiudere con lullaby, non potevi piuttosto fare l'impronta?

comunque grazie per aver prolungato il nostro trip anni novanta dopo jarvis.

con amore.

 

14:56 ¦ commenti (3)
sabato, 20 gennaio 2007

a:

sto ancora soffrendo per e con lele battista. santocielo, ma era così bello negli anni novanta. così fico e malato e pure un po' teddy bear. ma che ci fa lassu sul palco baggy-vestito, con asole tiratissime ed i bottoni della camicia pronti a spiccare il volo. col giro coscia di una sequoia. e le guance in caduta libera.

cazzo, lele. eri uno dei miei sogni erotici di diciottenne. non è giusto.

mio dio. ho passato il venerdì sera ad immedesimarmi in lele battista. triste parabola del corpo che cambia e se c'è amore non c'è appetito oh ma quanto c'hai ragione, bello.

ed alla fine, invece di perdermi dietro alla fintissima rossa da film, la ragazza del mistero tutta scolla-scoscia, avrei dovuto fermare lele e proporgli una dieta congiunta o che ne so, una bella scampagnata da figurella.

a momenti, shortbus-cineforum. in tre sul mio letto. o forse sul pavimento. spero tanto di poter smentire aggressive.

 

18:42 ¦ commenti (3)
o:

un altro post solo per dire che comincio seriamente a pensare che quella che ho comprato ai saldi di h&m come una gonna sia in realtà un top...

saranno le mestruazioni, ma mi sento propensa all'innamoramento. sono in quello che si definisce un periodo sensibile. ed è ormai noto che l'innamoramento nasce dalla coincidenza di periodi sensibili.

mi piacciono praticamente tutti. oddio non esageriamo.

quel sogno erotico ai peperoni dell'altra notte mi ha lasciata esterrefatta, stupita di me stessa. bastano davvero le influenze e le suggestioni esterne per far scattare una molla potente come quella dell'attrazione sessuale? o ero solo io che negavo a me stessa, e con tutta me stessa, che ciò potesse accadere? non era plausibile e non lo è tuttora.

le persone si dividono in due categorie: quelle talentuose e quelle no. ne conosco un sacco di quelle no, ma anche un discreto numero di quelle talentuose.

sto cercando una parola italiana che proprio non mi viene in mente... ogni giorno ho meno neuroni a disposizione per realizzare i miei progetti.
14:05 ¦ commenti (2)
o:

a me piace fare sogni erotici con il più intelligente di tutti.

io non sono arrivista, non sono una di "quelle che". quelle che leccano il culo e sono tutte sorrisi, quelle che fanno le finte timide e le finte donne dell'understatement.

mi trovo a mio agio con l'apparire, se necessario; temo l'apparire quando non è strettamente necessario.

le cose mi frullano in testa ma sto zitta. sono una così, io. al settimo cielo per i successi, frustrata al massimo per gli insuccessi. mi piace farmi dire brava e non lo nascondo. non sono una falsa modesta.

non sono nemmeno una falsa femminista che poi ti pugnala alle spalle.

io rifletto e non agisco, perché l'azione mi fa paura. le azioni mi fanno paura.

sono una permalosa, io.

mi faccio coraggio con il vino. e quando bevo rido, oppure mi siedo sul davanzale di una finestra con le gambe penzoloni verso il mondo di fuori.

io amo e non me ne vergono. e a me non piace il bello ma ciò che piace.

ho il mio stile fatto di ritagli. e mi adatto ad ogni situazione. sono un capo portabile in ogni occasione. un ingrediente per tutte le salse.

dopo aver sorriso e fatto il cabaret per esigenze di copione mi rinchiudo nel mio mondo. mi rifugio nel mio anonimato non anonimo.

non sono cool e non sono out, io, ma sono io. irrimediabilmente, irreversibilmente io.

il trucco è una maschera che mi rende più bella. lo stesso vale per le scollature. sono giochi.

io merito. io sono speciale. nuoto in acque non mie da campionessa olimpica.

la mia bellezza è la forza.

posso fingermi una sgallettata, impartire ordini o obbedire.

a me piace bere. e mi piace ridere. mi piacciono gli occhi profondi e gli sguardi intensi.

mi piace la fede, quella in qualcosa, quella in qualcuno, e a volte persino quella al dito.

forse amo i miei amanti molto meno dei miei amici perché di questi posso prendere quasi solo quello che è più vicino a me e che mi è più affine. dei primi invece, bisogna accettare incondizionatamente, votandosi al martirio, anche i peggiori difetti. anche le più inconciliabili differenze.

io adoro le differenze. non tollero le differenze.
13:53 ¦ commenti
venerdì, 19 gennaio 2007

a:

soffritto da giorno festivo e luminosità inoltrata:questa mattina via clusone era piacevolmente insolita. troppo di fretta per approfittarne. giusto il tempo per essere certa di aver puntato la sveglia sull'orario esatto ed infilarmi in un tram a caso.

giornate in cui sono stranamente serena.

incredibile. abbastanza leggera da non percepire fastidi. le facce da presenzialismo coatto di ieri sbiadiscono in una. si riconosco a malapena e boh. simpatici allegri coglioni inutili. tutti riportati. tutti finiti, in fondo. niente di nuovo. fanno sorridere. fanno solletico.

serena perchè c'è un legame tra noi + c'è ancora un legame tra noi.

è vero: chiudersi in casa è la risposta sbagliata.
farsi violenza is the answer.
farsi violenza tra persone finite ed innocuamente solleticose. farsi violenza in attesa dell'epifania, col cartello vacant sulla mano destra.

oggi è bellissimo. da montagna e due caprette, no?

18:47 ¦ commenti
o:

mi sono struccata a fondo. perché mi ero truccata a fondo. in via del tutto eccezionale. per l'occasione. aveva ragione l'ex coinquilina di a. questo mondo in cui lavoro fa schifo. apparenti vecchi saggi sono tanto laidi quanto i classici piacioni provoloni da cui te lo aspetteresti.

arrivismo e pugnalate alle spalle a go go. false femministe. false sorelle. bei discorsi e brutte azioni. si predica bene e si razzola male. grandi sorrisi e perfide parole.

la giornata era stata un successo. meglio di così non poteva andare. paradossale comportamento. da parte della persona che più doveva essere soddisfatta.

perché io valgo. lodi sperticate. orali e scritte. minacce di rapimento.

nemmeno un grazie. neanche un brava. e poi la frecciatina.

ma che significa?

irrazionale.

perversa.

malata.

fuori.

boh.

no.
00:42 ¦ commenti
giovedì, 18 gennaio 2007

a:

corto è bello. corto è meglio. se continua così, mi rapo a zero.

maldistomaco. maldistomaco atroce e a fitte dopo ogni pausa pranzo. e quindi? sono uno di quei classici casi di somatizzazione di disagio in ambiente di lavoro? mobbing? no. troppe responsabilità? nemmeno. non particolarmente, non in questo periodo. solitudine, isolamento, asocialità. bah. direi piuttosto logorrea. mangio troppo? boh troppo veloce? troppo parlando? troppo distratta? chi può dirlo. dico solo quattro giorni di maldistomaco rabbioso. non posso scappare dall'ufficio un'ora prima tutti i giorni. nè chiudermi in bagno a lacrimare. domani provo con l'astinenza. o col piatto di riso terzomondista. boh.

aiuto. ho trovato l'annuncio di lavoro del mese. giuro che nel weekend penso a come farmi comprare.

vorrei passare serate in maratone notturne. ed invece mi ritrovo con due biglietti per jarvis in mano.

voglio camuffarmi da maschio.

20:32 ¦ commenti
mercoledì, 17 gennaio 2007

a:

e alla fine è successo. è ufficiale. vivrò sola. quantomeno, per tre quarti della settimana (i tre quarti meno interessanti, ovviamente). in altre parole, la sister farà l'emigrante oltralpe e questa casa potrà sembrarmi troppo grande. magari finirò col cagare a porta aperta, lasciare tutte le luci accese per non sentirmi sola o mangiare in piedi di fronte alla finestra. chi può dirlo. alla fine, ho sempre sostenuto che la modalità massaia single in carriera solitaria è molto più che adatta a me. fuori la vita, dentro il privato. con qualche sana e ben schedulata contaminazione. chissà. vedremo.

neanche io cerco lavoro. eppure continuo a vagliare offerte. cercare sull'agenda buchi in cui scrivere cover letter. proiettarmi altrove.

e poi perchè dimostro trent'anni? sono troppo donna, non è giusto. eppure è così. non posso farci niente. non è nemmeno questione di rughe. dimostro trent'anni e basta. e qualcuno mi impedisca di continuare a riempirmi l'armadio di maledette trashate tutte cuoricini e stelline che probabilmente indosserò solo per andare all'ipercoop o al più in palestra. non saranno loro a ridarmi la mie età, maledette.

qualcuno mi si pacsi, cribbio!

22:48 ¦ commenti (1)
o:

chi sono? e chi voglio essere? il piano magico e le riflessioni pirandelliane mi hanno un po' tirata su da un essere giù che è diverso dal solito.

ho mal di testa. il torcicollo. sono cotta. ne vale la pena? vale la pena farsi un mazzo così per poi scoprire che la mia stagista viene pagata più di me? e quali prospettive ho? urge creare progetti complementari e/o alternativi. e su questo sono ogni giorno più seria.

sono una diva dal capello corto. fatale.

mestruazioni incipienti e una due giorni da incubo di fronte. sorridi e fingi di essere il braccio destro del capo. fingi sicurezza ed entusiasmo. loda le colleghe a cui oggi come oggi vorresti solo tirare il collo.

pietà di me. che almeno la pianti di chiedermi che ne penso del lavoro delle altre. mi suona come un'insopportabile presa per il culo. e comunque evidentemente non potrei criticare le demenze di chi pur stando sotto di me guadagna più di me. e forse piace al capo più di me.

sarai premiata in una vita futura, mi hanno detto. ma che diavolo significa?

porta pazienza, o. porta pazienza ed ignora lo zio che ti chiama per comunicarti interessanti offerte di lavoro in settori ed aree improponibili. ecco una cosa che potrei scrivere interamente in maiuscole, ma non lo faccio per rispetto del nostro pubblico: io non sto cercando lavoro.

per lo meno non subito. a nessuno in famiglia pare serio quello che faccio. un problema in più da risolvere. un esercito in più contro cui combattere.

vorrei dieci chili e innumerevoli cm di girovita in meno. vorrei non dover rendere conto a nessuno.

una cosa sola mi consola: sono ancora in potenza.
21:38 ¦ commenti (2)
lunedì, 15 gennaio 2007

a:

sono un'inguaribile romantica sdolcinata incontinente sentimentale. 

è stato bello finalmente parlarti e raccontarti e colmare il vuoto di quasi due anni di comunicazione asincrona.

tre ore così veloci e profonde e leggere non le vivevo da tempo.

prima o poi dovrò prendere sul serio l'idea di preoccuparmi: msn sta assumendo un ruolo un po' troppo chiave  per il mio sostentamento morale.

23:53 ¦ commenti
o:

ogni volta lo stesso effetto. è come se io fossi la più equilibrata, e questo è tutto dire. è stato snervante. sono andata lì per rilassarmi e invece sono stata piantata in asso per un tossico porco del cazzo. ho visto due piccioncini anoressici nutrirsi di aria e far finta di essere fichissimi. ho sentito una valanga di cazzate. fiumi di parole antifemministe, ovviamente pronunciate da donne. vedo la gente autodistruggersi, o quantomeno perseverare in certi evidenti errori. ricevo pacchi da quelli a cui dovrei tirarne. e non posso farci niente.

e nessuno mi crede se dico che ho dimenticato il caricabatteria del cellulare.

è vero, per un attimo sembrava di essere tornati indietro nel tempo. superate le ansie da rincontro non è andata male, anzi. ero davvero rilassata e divertita dalla situazione, che era a sorpresa un po' per tutti. il passato e il presente possono ancora parlarsi.

il treno che mi ha riportata nella città delle macchine e degli scrittori aveva il riscaldamento guasto. poi c'è stata una sosta a pochi chilometri dalla città perché siamo passati sopra una sedia sdraio di metallo che era stata piazzata da qualche simpatico pazzoide esattamente al centro dei binari. un gran fragore.

but i'm alive and well. e anche se forse anch'io sono fuori come gli altri, sento che c'è speranza.
01:32 ¦ commenti
domenica, 14 gennaio 2007

a:

ecco almeno qualcuno mi ha stupita. io, ovviamente.

incredibile ma vero, ho proprio gradito la rimpatriata universitaria completamente fuori programma di questo pomeriggio. in realtà dovevo semplicemente fare revival del tradizionale pranzo giappo-domenicale con aggressive. due coglioncelle che parlano random di fusioni & acquisizioni, vestiti, mba sotto i cinquantamila euri e concerti. davanti pesce morto, di fianco soggetti fashioncreativi che ci guardano ragionevolmente straniati. in effetti mi farei paura anche io. ma è tutta posa, si sa.

ed invece, eccoli dal nulla due pezzi fondamentali della mia vita precedente: o. e lorenzo, il nerd più nerd di tutti i nerd della mia vita. l'uomo che praticamente viveva in casa mia qualche anno fa. il mio compagno di studi e magnate di gelato nelle ore tarde la notte prima di ogni esame. il mio socio malefico in sfrutta la coinquilina secchiona e acneica che sgobba mesi e mesi e chiedile di "ripassare" il giorno prima e vinci un voto a caso tra il ventotto ed il trenta. bei tempi. le vecchie cene in casa a. i film. gli opossum veri morti infilati sotto le mie coperte. le swot di sè stessi. i progetti impossibili.

io odierei le rimpatriate. perchè il passato è passato. eppure...

eppure mettici svaccati su un divano o su un tavolo attorno ai caffè, ognuno con la sua postura, il suo accento o non-accento (io e la mia dizione perfetta, ovviamente) e... incredibile ma vero, la magia funziona ancora e siamo gli stessi cazzari cazzoni che si gettano merda addosso a vicenda senza troppi complimenti. bello. esilarante. intelligente.

qualcuno si sbrighi a fare sta benedetta legge dei pacs. sono troppo un buon partito per non impegnarmi. con una ragazza, ovviamente.

21:53 ¦ commenti
sabato, 13 gennaio 2007

a:

che si fa quando si scopre che le persone sono finite? è terribile. come si rimescolano le carte?

 

19:47 ¦ commenti (2)
venerdì, 12 gennaio 2007

a:

personalmente trovo che ci sia solo una cosa più odiosa della settimana della moda femminile. la settimana della moda maschile. abitare qui è uno strazio. sciagurati diciassettenni. vi odio. vi odio tutti.

io non dovrei nemmeno vedervi. tanto siete scemi. oppure ignoranti. oppure irrecuperabilmente gay. oppure diciassettenni e basta. maledetti bastardi.

21:33 ¦ commenti
lunedì, 08 gennaio 2007

a:

da un mese sono malata di ladytron. lo stalkeraggio ossessivo di fiere internazionali del cashmere e prodotti affini non mi sta del tutto distraendo dalla fissa principale. bologna, bologna!

la neodipinta porta si apre solo a spallate. ci sarà mai qualcosa che funziona al cento per cento qui dentro?

comunque è un'ingiustizia. è chiaro. non mi merito niente. io non merito la vecchia nuova macchina della mamma. che ci faccio io a bordo di quel piccolo elegante gioiellino nero? povera ciccia. le do al massimo due mesi di integrità, ma solo perchè la uso poco. ora che ci penso, l'ho già bozzata tempo fa in provincia ricca, in una delle rare serate di vita. che merda.

l'unica cosa che merito è il tasto city. ecco, il tasto a prova di donna al volante alle prese col parcheggio impossibile è l'unica cosa che mi sta bene addosso.

20:20 ¦ commenti
domenica, 07 gennaio 2007
o:

ho mal di pancia. ho cominciato a prendere delle pastiglie pseudogiorginesche dell'erboristeria. ho l'ansia prepartenza. non voglio tornare alle responsabilità. vorrei rannicchiarmi in posizione fetale e sguazzare placidamente nel liquido amniotico senza pensieri.

ho trovato tra le mie scatole e i miei pacchi di cose inutili un bigliettino di m. risale al giorno del suo trasloco nella milano bene. è una delle poche volte in cui si è sbilanciato... c'è addirittura scritto "come coinquilini mi mancherete da morire" e "vi voglio un mondo di bene!". anche i nordici hanno un cuore, e ogni tanto osano persino mostrarlo.

nella prossima puntata i vecchi bigliettini di a.
16:39 ¦ commenti (2)
o:

non so che ci faccio di sabato notte alle tre meno venti a leggere la posta arretrata del lavoro. mi preoccupo. le ferie eterne sono quasi finite e lassù mi attende l'inferno. un gennaio da incubo.

il mio colesterolo a ottantotto suggerisce di cambiare vita: dieta e palestra, e stavolta sul serio, non solo a chiacchiere. so che morirò giovane, ma vorrei almeno vedere l'alba dei miei trent'anni.

nel 2007 vorrei essere più proattiva. e vorrei anche diventare una persona migliore. sempre più sister: predicherò alle scettiche la lieta novella della sorellanza. non mi arrenderò a un mondo di volgare competizione femminile, di "quella è una troia", di "tutto sommato la divisione dei ruoli è giusta" e di "tanto alla fine chi comanda nella vita di tutti i giorni sono sempre le donne". basta soffitto di vetro. basta pugnalarci alle spalle le une con le altre mentre ci fanno del male. basta piegarci. basta sostenere che è la natura e non la cultura a renderci schiave.

vorrei anche un anno che mi facesse fare un passettino in avanti nella direzione del sogno proibito di accendere un mutuo, o almeno di avere la facoltà di farlo.
02:59 ¦ commenti (1)
sabato, 06 gennaio 2007

a:

tirata da giù dal letto alle otto. gli omini dei tubi e del portone da dipingere lavorano anche alla befana. lavorano sempre. gli omini dei tubi sono albanesi e davvero gentili, simpatici. precisi e aggraziati

mi chiedono se quella sul frigo sono io o mia sorella. no no, sono io. sono io diciannovenne universitaria in pigiama che bevo il mio caffè macchiato col latte della centrale, puntualmente versato sulla tovaglia a scacchetti nella mia vecchia cucina in via orti, numero 12.

per fare qualcosa ho passato la mattina a sfornare. biscotti alle mandorle. biscotti alle mandorle e all'uvetta. pane di segale svedese.

gli omini dei tubi mi hanno detto che si vede che non sono milanese perchè gli ho offerto litri e litri di caffè.

gli omini dei tubi mi hanno salutato dicendomi ci vediamo tra dieci anni quando dovrai ristrutturare il tuo 200 metri quadri in via torino.

francamente, a me via torino non è mai strapiaciuta. cioè, qui è molto meglio.  meglio sopra gli showroom piuttosto che sopra negozzi coatti, no?

 

15:17 ¦ commenti (2)

a:

ma la domanda è: io voglio un ragazzo in perfetto business, con tanto di iniziali ricamate a mano sulla camicia slim fit e trench burberry, un ragazzo che torna a casa tardi ma con le buste del sushi e due birre, uno a cui strizzare gli zigomi e dire ciao ciccio com'è andata oggi?

lo vogliono tutte? lo voglio anche io? aggressive sembra volerlo.

così tanto da passare sopra ad una faccia anche un po' brutta ed un carisma che dire fiacco è essere gentili. però è un bravo ragazzo. così a modo. così perfetto.

avrei dovuto volere il teddy bear? (che, per inciso, almeno è molto più che carino)

l'intransigenza ha un prezzo. tipo ritrovarsi il sabato sera ad ammazzarsi di pippe.

00:03 ¦ commenti
martedì, 02 gennaio 2007
m:

il 2007 non poteva iniziare meglio di così. ho appena vissuto una delle esperienze cinematografiche più forti della mia vita. shortbus è un capolavoro, un viaggio meraviglioso nel mondo della libertà che rende felici, un attimo in paradiso con gli angeli, un momento di riflessione divertente e leggera. correte al cinema, scaricatelo, compratelo, andate a new york però ogni persona che legge questo blog deve vedere questo magico film.

l'angoscia sale sempre di più, tra una settimana parto. mi cago sotto.
03:00 ¦ commenti (3)
lunedì, 01 gennaio 2007

a:

la notte del trentuno è stata crespelle e mousse in casa a., glitter e tacchi alti, bicchieri che stanno per sparire ed un non bevibile moët et chandon. poi, in ordine sparso, sono arrivati  il 2007, il ti amo, louise brooks chez ghezzi e la festa fantasma nelle sottorranee di ciboh. poi un intero spassosissimo pomeriggio con lish a montare un paio di vika artur sul mio tappetino da yoga. ma anche spremere arance, spostare mobili, sfogliare libri e rifare letti (uno, eh).

insomma, basandomi sulle sue prime spassosissime ore, questo 2007 sarà completamente sobrio. sarà non indie. sarà molto produttivo. sarà che devo rimettermi a guidare perchè basta fare la zavorra. sarà un sano 2007 di piccoli lavoretti domestici tutti di soddisfazione. un anno di recuperi e di lacune da colmare. di visioni notturne e di sessioni al pc finalmente ad altezza uomo.

insomma: prevedo un 2007 totally back to basics. e chissenefrega dell'astinenza coatta.

l'astinenza coatta è una dimensione del tutto marginale quando hai cacciavite, martello, ed un paio di mani ormai piene di piaghe da superlavoro.

menzione speciale a mondo sosio versione homer simpson (barba selvaggia e t shirt slabbrata) e al suo set so eighties ma soprattutto so ricercato (cioè, roba da ascolti notturni su frequenze di nicchia).

20:44 ¦ commenti

trisex

un'etica, uno stile, una ricerca continua
oltre il sesso, un'esperienza a sei mani, tre stomaci
un tentativo, probabilmente utopico, di darsi un nome

il trisex sei tu

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a: leale fashion (f)rigida
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