

o:
mi oppongo all'esteticamente obbrobriosa nonché moralmente deprecabile manipolazione delle mie parole ad opera della signorina a.
questo blog ha decisamente bisogno di me. è ormai evidente che gli altri due terzi sono allo sbando. incapaci di esprimersi e di restituire al trisex quel piglio vivace e brioso che lo caratterizzava. ricorrono a citazioni, plagi, trovate più o meno ridanciane, testi pruriginosi e ammiccanti.
suvvia, compagni (mi permetto di apostrofarvi così)! festeggiate pure il mio ritorno: nella sconfinata magnanimità che mi contradistingue vi concedo di leggermi.
tanto per cominciare oggi ho sentito l'uomo della tesi, il mio autorevole occhio nel mondo del porno, colui che tutto sa e tutto può, il critico amico di tutti. sì, insomma, quello che mi ha cercata sabato sera (sul cellulare e a casa) senza riuscire a trovarmi. se maometto non va alla montagna... questo tanto per darvi la misura di quanto sono desiderata. normalmente è il/la tesista a doversi sbattere per entrare in contatto con il/la intervistato/a. e invece nel mio caso accade il contrario. c'è bisogno di dire altro? la seconda notizia del giorno è che sono finiti i lavori di sventramento della mia stanza causa infiltrazione di acqua di proporzioni catastrofiche. la camera è ancora completamente smontata (armadio quattro stagioni compreso). ma da domani non ci saranno più sexy-muratori e sexy-idraulici ultracinquantenni panciuti alti uno e sessanta, calvi come zucche, privi di proprietà di linguaggio ma in compenso pettegoli e attenti a ogni dettaglio delle foto-libri-cartoline-volantini-poster-etc. che arredano il mio spazio vitale. gli indolenti operai, che peraltro mi hanno fatto patire le pene dell'inferno sotto forma di mal di testa, leggevano ad alta voce frasi d'amore del mio latino affisse in giro, scrutavano con aria interrogativa la sua effigie, e non risparmiavano attenzioni a nessuna suppellettile presente, per quanto piccola o nascosta.
grazie al cielo il peggio è passato. ora tutto sta nel ricostruire la stanza. ma a questo ci penserò domani.
perché domani è un altro giorno.
a:
è con immenso piacere che mi adeguo alla moda delle citazioni. ecco uno stralcio di conversazione tra i due terzi più femminili del trisex. cioè, la sottoscritta e l'ineffabile drama-queen. colei che non se la tira e non se l'è mai tirata e disprezza fieramente chiunque lo faccia. (un'ottima persona tutto sommato, a cui voglio decisamente bene).
a scrive:
sicura che te la stai tirando a sufficienza, eh?
o scrive:
non ancora
o scrive:
mai troppo
o scrive:
ops
o scrive:
io non me la tiro mai
o scrive:
volevo dire
a scrive:
mmm scusa?
a:
giorno di semilibertà che, tutto sommato, sto portando avanti in modo piacevolmente inconcludente.
giorno in gran parte dedicato a quella misera ed ingrata drama-queen. che è tanto stronza quanto sfigata, quindi merita cure e premure. cosicchè stamattina, dopo la consegna del capitolo, le ho addirittura portato una veneziana presa appositamente dal mio panettiere preferito. e per stasera, prima del nonpornocineforum in casa a, le ho preparato tutto il meglio del mio salutismo. zuppetta zucca-zucchine-funghi ed insalata creativa della mia mammina. pane di soia (quello ai cinque cereali era finito, mannaggia) e moderato alcol.
se questa non è amicizia. se questo non è affetto spassionato per la mia vittima preferita.
insomma. 100% casalinga. ed a proposito di casalinghitudine. questa casa non è più il covo di igieniste di una volta. altro che dismissione. frutta ammuffita e cadaveri sotto i mobili. ma chissenefrega: navigo nell'ottimismo. ho trovato posto nella mia amata piazzetta dietro il tribunale e vado avanti a faccine idiote su msn.
e intanto la mia nuova coinquilina esibisce lati di sè sempre più stupefacenti. eravamo rimasti alle corna ed allo scroccaggio cronico. ora possiamo dire che fa bella mostra del suo uso di stuzzicadenti a tavola e che si intrufola abusivamente nelle borse dello shopping altrui sindacando su acquisti, prezzi e gusti. adorabile, eh?
tra l'altro mi si è pure autoinvitata in provincia ricca questo weekend.
ed io ancora non ho manifestato reazioni violente. wow.
m:
dopo la citazione di ieri, ecco l'autocitazione di oggi. l'ho scritto esattamente un anno fa, nel mio letto di notte. evito di dirvi a chi è destinata.
rompere il ghiaccio semplicemente… evitare figure di merda… approfondire la conoscenza… conoscerti, meglio, ancora, sempre… ti penso da giorni, ogni giorno. incomprensioni, non sulla stessa lunghezza d'onda, imbarazzo, attrazione. tanta voglia, tanti desideri. bisogno di scoprire il tuo corpo, accarezzarlo, nudo, completamente. desiderio di conoscere queste curve, questa pelle dorata, passare la mano, le dita, nei tuoi capelli scuri, scendere, toccarti il viso, gli occhi, guardarli, profondi, tristi, passare alla bocca, toccarla, leccarla, baciarla, ascoltarla... fissarti, ore e ore, ridere, monologhi senza risposte, assenza di incomprensione nei tuoi occhi, felicità, di stare con me. non fare l'amore, non fare sesso, semplicemente essere con te, nell'intimità. in un letto, nel mio letto, con me, adesso, far cessare la mia solitudine, essere presente, volermi. dimenticarci di quella durezza, della schiavitù della carne, tornare un po' bambini per apprezzare la fisicità. il bisogno di toccarti. vedere il tuo sorriso, avvicinare le mie labbra alle tue, ridere insieme di tutto questo. il tuo corpo, senza vergogna, tutto mio. ogni angolo, ogni dettaglio, toccarlo, averlo per me. rinunciare al pudore, rinunciare al giudizio, rinunciare alla performance, solo tu ed io, complici, amanti. offrirti il mio corpo, la mia anima, la mia voce. la magia della passione, la negazione dell'erezione, dimenticare il cazzo, tenerci l'essenziale. da condividere. sorridere e morderti il labbro inferiore, da degustare, da apprezzare. il lento brivido che ti attraversa il corpo. guardarci, tu io, capirci, amarci, per un attimo. una notte con te, un'ora con te, un attimo con te, infinito. osservarti, ancora, la curva della spalla, lo sguardo triste, la voce... la voce... sentirti, ascoltarti, concentrazione, il silenzio sensuale, attraente, affascinante. toccarmi, ombelico – brivido – scendere – sensazione – pene – piacere – movimento – bacio – ancora – godere – guardarti – fissarti – venire – benessere – baciare – stringere – volere. quante cose ti farei...
a:
muoio di freddo. alterno caffè d'orzo a camomille. ma ora che ho finito il miele di bosco, credo mi darò al solo caffè. la camomilla con lo zucchero perde tutto il suo fascino.
il capitolo non vuole finire. ormai è una questione personale: o io, o lui.
muoio di freddo ed avrei di gran lunga preferito darmi alla pazza vita coi miei due coblogger. in effetti, è dai tempi della mia conferenza farlocca che non ci si vede tutti e tre. peccato.
m:
oggi faccio solo una citazione da ilmycielodistelle.splinder.com:
"ed ecchime qua ^^ uhm...oggi a school è stato cm se nn avessimo ftt 1 cavolo...alla 1° ora abbiamo fatto matematica ma ha interrogato francesca e saverio...o mejio s'è messa a parlare di altre cose cm smpr...poi alla 2° ora abbiamo fatto ed.fisica e ho giocato a ping-pong...io & vera abbiamo pure battuto 15 a 6 emanuele e fabio ahahahahah xd poi alla 3° e ultima ora abbiamo fatto religione e abbiamo letto la poesia di primo levi "se questo è un uomo" e parlato della persecuzione deji ebrei xche cm saprete oggi è la gg della memoria... la poesia di primo levi l'avevo letta già alle medie...ed è stupenda...casomai dopo la posto...e vi posto anche un'altra poesia stupenda di joyce lussu che si intitola "c'è un paio di scarpette rosse"...anche qst l'ho letta alle medie...va bè...poi siamo usciti da school e subito at home xche piovigginava...e io intelligente cm sn m sn dimenticata pure l'ombrello a casa u.u poi...che è successo +? oo ah! rosy m'a fatto leggere altri messaggi di un certo gualtiero...dolce e tutto ma ragà...quanto caxxo è brutto!!!! c'ha 20 o 30 anni se nn sbajio...ma sembra che ne ha 50!!! poi c^ha un naso a pippa madò... tralasciamo...è 1 cosa oscena punto u.u ah! poi oggi francesca e saverio si sn appiccicati in 1 maniera esagerata...e x cosa poi?!? x una palla mancata nella partita di pallavolo -.- ahhh!!poi chiara è andata a roma ad amici!!!!infatti oggi fanno la puntata alle 3 - 1 quarto in diretta e c sarà lei ^^ bella chiaretta :***
+ tardi vado al vomero cn my mather...e sapete ciò di cosa è sinonimo??? ma di shopping ovviamente xd...uhm...credo ke x ora le notizie bomba siano finite xd ah!ho deciso che m vojio leggere "la mia battaglia(o guerra nn m ricordo oo)" di hadolf hitler...premetto...non sn ne nazista ne condivido le sue idee...xo vorrei capire cm lui la pensava veramente visto che tutto è smpr visto dalla prospettiva degli ebrei e non dei tedeschi... va bè ora dopo avervi stupito cn qst ultimo mio progetto vi lassio...a stasera credoooooooooo
ciaoooooooo >.<
-fefa-"
sinceramente è straordinario. assolutamente straordinario. quando dicevo postmoderno. wow
a:
non si tratta più di vili sospetti. ulteriori e molto verosimili dettagli inquietanti si aggiungono all'identikit della mia nuova coinquilina. non so se si possa parlare di comunismo unidirezionale o piuttosto di banale cleptomania. sta di fatto che comincio a sentirmi piuttosto fortunata per avere abitudini alimentari tendenzialmente votate all'austerity. grancessa invece non può dire altrettanto. il suo parco dolciumi (chiacchiere, cioccolatini e torroncini e frutti tropicali di cui ignoro il nome) si è inspiegabilmente più che dimezzato nell'arco di tre giorni. ovviamente, nessuna denuncia ufficiale. solo vaghe allusioni più o meno soft. io, ovviamente, faccio la gnorri totale, anche se ho assistito a ripetuti "prestiti".
mica tanto ovviamente, però. non so se si tratti di autosuggestione. ma i due centimetri in meno in ciascuno dei miei tre step clinique mi stanno facendo meditare. mica scema questa coinquilina nuova. ma perchè non mi fotte i cereali 50% segatura e 50% tristezza? o perchè non pesca dal magro&spartano beauty case di granci?
e comunque, questo appartamento sta raggiungendo la data di scadenza. ogni giorno si rompe qualcosa. non vedo l'ora di andarmene.
m:
se volete veramente capire cos'è il postmodernismo, guardate la tv il 27 gennaio, cosidetto giorno della memoria. si passa dalla discussione sull'uomo forte o l'uomo dolce all'italia sul due al discorso di putin che spiega che i terroristi di oggi sono come i nazisti di sessanta anni fa. dal bambino che fa vedere un disegno di un bell'uomo biondo e dice "questo è un ss" allo studio dell'abbigliamento di vanna marchi al suo processo. dal sms su mtv "il vero terrorista è sharon che fa subire ai palestinesi quello che i nazisti hanno fatto agli ebrei" al discorso del presidente israeliano che spiega che la terra d'europa è macchiata dalle ceneri degli ebrei e che nei fiumi d'europa scorre il sangue del popolo d'israele. da deborah che ha proprio paura delle prove di ballo della sfida di giovedì prossimo a gad lerner che dice che dodici percento degli italiani non crede all'esistenza dei campi di sterminio. da gasparri che spiega che i crimini dei nazi-fascisti sono la cosa peggiore che sia successa nella storia dell'umanità alla domanda fondamentale "chi è la vera stefania orlando".
un capolavoro di non-sense. un melting-pot di idee, frasi che rispecchiano bene la società televisiva attuale. e tutto sommato, questa è una società che mi piace. forse sono spariti il misticismo e le credenze magiche di altre epoche, ma hanno lasciato il posto ad una irrazionalità totale ed incontrollata. mi sento proprio figlio di questo mondo. figo.
a:
il mio rampante venerdì sera : un bozzolo con un plaid intorno. musica bassissima. occhi rossi e a fessura. e l'immancabile pc. addirittura il coinquilinaggio si è dato alla pazza vita questi ultimi giorni. ennesimo contributo al mio entusiasmo creativo.
ma perchè il passatempo preferito di buona parte dei miei conoscenti consiste nel tirarmi scema?
e perchè persino mia mamma, senza alcun visibile senso di colpa, si sollazza nel tirarmi scema al telefono?
sono la vittima dei mali del mondo.
voglio comprare la tesi.
sono ufficialmente la regina dei secchioni.
il teddybear sta partendo. io non lo sto salutando. mi mancherà. vorrei essere lì. uffi.
e ho addirittura dimenticato di comprare le mele fuji. terribile terribile.
non c'è che dire: l'ultima frontiera della mondanità.
m:
mi sembra che potrei, ogni mercoledì mattina, fare un bel copia-incolla di qualche post precedente sul rocket. ma per quanto ripetitiva, la serata del martedì rimane spesso il momento di spicco della settimana. ritrovare le stesse facce, gli stessi giochini tra habitué, la stessa massa separabile in eteronormati e altri (i trisex fanno decisamente parte della seconda categoria), gli stessi baristi che fanno un po' gli stronzi ma in fondo sono buoni, la stessa musica piuttosto scadente. e poi è anche l'appuntamento settimanale con a, l'occasione di raccontarsi le due tre cose nuove della settimana, ridere del passato e sognare per il futuro insieme. decisamente un'abitudine che deve diventare routine.
per il resto, ho deciso di non approfondire il rapporto con la tipa di capodanno, non me la sento di mantenere qualunque tipo di rapporto a distanza, per quanto poco profondo. voglio finire il mio ciclo milanese in maniera pura e non inquinata da fattori esterni. sono arrivato qua un po' più di quattro anni fa, la mente libera e deciso a farmi una nuova vita, voglio andarmene la mente libera e soddisfatto del risultato. voglio che tutti i cuoricini che avrò negli occhi e nel cuore siano per le persone di qua e non per qualche estraneo/a che ignora tutto del m milanese. probabilmente, a qualcuno sembrerà un ragionamento stupido, ma io do importanza ai simboli.
a:
il people watching resta, nonostante l'imperdonabile defezione di mister broccolaggio, all'altezza delle aspettative. ed io ed m lo eleggiamo pratica di igiene mentale settimanale da qui alla consegna.
e poi al ritorno, ai meno tre dichiarati dalla centrale del latte, parliamo di posti simpatici ed incivili per fare la pipì. tipo presso banconi di discosteche nordeuropee in attesa di beveraggi (m), pianerottoli al primo piano e mezzo della stecca (io) e tram party (o). il tram party direi che vince di misura, questione di equilibrio.
e poi , sempre ai meno tre, concordiamo sull'essere orgogliosi del fatto che il nostro fedele pubblico sia costituito, al più, dai soli emoboy e mozilla2000. nella speranza che i nostri calcoli siano esatti e che emoboy e mozilla2000 non coincidano. ad ogni modo, un gran bel pubblico. dopo di noi, ovviamente.
e poi vorrei che qualcuno mi chiamasse. in effetti, comincio a sentirne la mancanza.
a:
ed io che pensavo che liti e polemiche facessero audience.
ma poi, quali liti?
mi sento ingiustamente tagliata fuori dal mondo.
la mia vita è così radical-chic-mondan-spocchiosa che ormai sono un blocco unico con la mia sedia ikea.
l'unico aspetto positivo della giornata è stato scoprire che freddo e letargia non hanno in alcun modo intaccato la vitalità della mia unobianca.
per il resto, sono in attesa che i due stronzi manifestino un qualche minimo segno di vita.
a:
caspita, o.
ma basta con questi toni apocalittici. con questo snocciolare giudizi sulle altrui frustrazioni. ma c'è qualcosa in palio? hai una crociata in corso contro le insoddisfazioni del mondo ed i modi più o meno biechi per camuffarle?
e questo rancore? fortuna che sei felice, altrimenti chissà cosa ci toccava.
ammetto i miei almeno dieci personaggi, sorrido dei miei difetti ma non mi metto in cattedra: ho ancora qualche speranza di salvarmi?
o:
non sopporto quelli che se la tirano. c'è proprio incompatibilità tra me e loro. penso di non tirarmela affatto, in nessuna circostanza e a nessun riguardo. non è colpa mia se, pur essendo felice della mia vita, non me la tiro per quello che faccio o che so. semplicemente non mi sembra il caso di esaltarsi e fare i fighi. tirarsela è un atteggiamento patetico, ma soprattutto noioso per chi lo subisce. e non lo trovo niente affatto divertente nemmeno dal punto di vista di chi lo inserisce nel proprio personaggio. coloro per cui tirarsela è un ottimo passatempo devono essere proprio dei poveri esseri tristi frustrati e insoddisfatti della propria esistenza, che non hanno mezzi migliori per consolarsi.
in quanto lettrice del trisex mi infastidiscono e mi tediano i post radical-chic-mondan-spocchiosi. e in quanto membro attivo sento di non poter condividere più a lungo questo spazio di espressione con portatori di visioni del mondo così radicalmente diverse dalla mia. sto pensando seriamente di sottrarre le mie due mani alle sei di questo blog.
m:
che dramma, che senso della tragedia. sembra aida. e che superiorità, che presunzione. sembra silvio berlusconi. forse non te la tiri ma compensi ampiamente con l'autocompiacimento e le lezioni agli altri.
a:
wow. per una volta sono brilla persino più di m.
ho passato la sera ad una festa. praticamente tutti se le tiravano, e si tentava più o meno di dissimulare la cosa. tristezza. io ero, appunto, troppo brilla per tirarmela sul serio. quindi ho fatto una serie di figure discutibili col bigliettaio dell'oberdan e con uno sfigato modaiolo studente di filosofia cazzataro ad oltranza nonchè oltremodo egocentrico e, purtroppo, pure piuttosto carino. ho fatto la solita figura della cinica aggressive faccia di culo quale non sono. ma va beh.
comunque, a mio parere, o non se la tira affatto. e quanto ad m, non direi.
magari solo io, nel trisex, cedo alla tentazione di tirarmela.
ma forse lo ammetto solo perchè, come al solito, sono la più inflessibile ed intransigente con se stessa.
o perchè sono piccola ed insicura.
o perchè, banalmente, non ci vedo proprio niente di male nel farlo. basta dirlo chiaramente... tirarsela è un ottimo passatempo.
ad ogni modo, ultima riflessione pre-nanna: a forza di frequentare questi mattacchioni del trisex ho perso il senso della realtà, del pudore, e del politically correct. son due sere di fila che, involontariamente, scandalizzo il mio pubblico con racconti di vita vissuata (censurati all'80%) o addirittura con semplici opinioni.
siamo davvero troppo.
m:
infatti. ottimo film. fantastico raspberry reich.
con i coinquillini in cucina si è bevuto e parlato stasera. o più che altro ho bevuto io. sono già ubriaco e mi sento una merda. si parlava del tirarsela, di chi se la tirava per cosa. si doveva fare un giro e ognuno doveva dire per che cosa se la tira. l ed io l'abbiamo fatto, ch l'ha fatto in parte e o ha spiegato che non se la tira per niente. chiunque si sarebbe aspettato che tutti si incazzassero con o per insultarla dicendo "brutta egocentrica del cazzo che non ti rendi neanche conto che te la tiri per certe cose", e invece mi sono preso tutta la merda in faccia io. mi hanno spiegato che io me la tiro per le mie serate (leggi per tutto quello che fai fuori da questa casa), che appena torno a casa racconto tutte le cose belle che mi sono successe con autocompiacimento. fondamentalmente che mi faccio le seghe ripensando a quanto sono figo e a quanto è figa la mia vita. ho provato a dire che è dovuto al fatto che io sono fatto così, che racconto tutti i fatti miei a loro perché voglio che i miei coinquilini mi conoscano come sono. non voglio dare una falsa immagine di me. sono anche andato nella loro direzione ammettendo che basta una scopata perché me la tiri visto che ho la vita sessuale di un frigorifero. niente da fare. sono soltanto quello che se la tira e basta. provo a pensare che questo giudizio è dovuto ad un complesso di inferiorità ma non riesco a convincermi.
quindi sono solo un brutto tiratore di merda? non voglio e non posso crederci. va bene che non mi vedo come una sottomerda catapultata su questa terra per essere calpestata da tutti però non per questo mi sento lo strafigo di turno pieno di sè. penso semplicemente di essere una persona per tanti versi nella media, per altri sotto e per altri ancora sopra. sono cosciente dei miei difetti e dei miei pregi. merda. se questo significa tirarsela, allora è un mondo triste. mi sembra che la mia vita sia così sotto gli standard di figosità che non dovrei neanche rientrare nella pseudo-categoria dei tiratori. un giorno me la potrò tirare. nel frattempo aspetto e mi godo la vita che ho. carpe diem cazzo. lasciatemi questo porca puttana.
o:
ebbene. oggi è stata una giornata completamente persa dal punto di vista strettamente produttivo. forse la chiacchierata di giovedì pomeriggio con gg&co. mi ha troppo rassicurata. e mi sto lasciando andare in maniera eccessiva.
fatto sta che stamattina anch'io ho avuto la mia buona dose di passeggio da fine settimana. sfrecciando sulla precaria (la mia due ruote sempre più scassata) per prima cosa ho fatto un salto all'odiata ma necessaria pam. solo perché avevo un disperato bisogno di assorbenti interni, di una marca altrettanto odiata ma necessaria. la seconda tappa è stato il cts, di cui ho molto apprezzato l'apertura di sabato mattina (proprio non ci speravo): buone notizie per il mio biglietto aperto un anno per il messico, che potrei ancora comprare a un prezzo non proibitivo. magari fra poco il trisex andrà in america (quella buona). e, dulcis in fundo, la destinazione finale della mia uscita, la meta del mio pellegrinaggio: ho approfittato degli ultimi saldi di h&m. tre maglioni e un cappotto. tutto questo a soli 90 euro. sono contenta, soddisfatta e orgogliosa. e poi il mio cappotto liso da piccola fiammiferaia stava diventando insostenibile persino per me.
la giornata è continuata bene, con tanto cazzeggio e serie usa. ma soprattutto con un film che consiglio a tutti i lettori del trisex. un vero capolavoro. intelligente e dissacrante (leggi paraculo) nei confronti di tutto e tutti. esteticamente splendido. regia ottima. un piacere per gli occhi e per la mente.
the raspberry reich di bruce la bruce.
m:
ricetta della cena di ieri sera che abbiamo mangiato con o:
300 g di linguine della coop
20 olive verdi tagliate
50 crostini di pane fatti in padella con burro
4 cucchiai abbondanti di burro di arachidi
1/2 dl di latte
1 peperoncino
ricetta completamente improvisata con gli ingredienti che avevamo in casa ma risultato ottimo. da rifare al più presto. oggi abbiamo comprato gli ingredienti per il tacchino al cioccolato. vi terremo informati.
a:
superlavoro per l'ufficio stampa, assolutamente non preparato a ricevere questa pioggia di complimenti. si tratta ancora di imparare a non contaminare professionalità con emozioni e soddisfazione per i traguardi raggiunti. ci lavoreremo su.
nel frattempo, cerco di fare ordine tra vestiti ammucchiati tra gli ormai onnipresenti libri della collana franco angeli. e poi mi sono ritrovata dentro al letto una busta di zafferano leprotto, che, molto probabilmente, prima mi navigava nella borsa. e poi voglia di studiare saltami addosso. e la camminata di sabato mattina è un must irrinunciabile. ed a milano anche gli elettvauti hanno la r moscia, incvedibile. ed ancora, dall'adolescenza fino ai secoli dei secoli, sarò perseguitata con questa storia dell "hey, ma sei uguale uguale a victoria di mtv". che culo, un onore. e non mi stancherò di ripetere che lei, comunque, è molto più vecchia e puffetta della sottoscritta. e poi continuo ad invertire l'ordine degli argomenti. aumento le fonti del copiaincolla. intorno a milano esiste un posto sperduto che si chiama merlino. ma la mia nuova amica stilista è davvero strasimpatica, anche se ha delle abitudini alimentari un po' singolari (pare che spesso ceni con cinque sei pacchi di caramelle gommose, e che poi vada avanti a cagotto per giorni e giorni). e mi circondo di libri inutili che non aprirò mai. uffi.
ed infine, sensi di colpa. a bizzeffe, e molto generici.
urge tappa igienica nella provincia ricca. mamma coccole cibo sano e nanna alle dieci e mezza.
o:
ieri sera siamo stati al giapponese. abbiamo ingerito una modica quantità di alcol. qualcuno ha ripercorso mentalmente per due ore abbondanti episodi autobiografici legati al consumo di droghe sintetiche. mentre qualcun'altro (io) ascoltava, pensando semplicemente "bah?!?". sulla via del ritorno c'è stato un incontro lampo casuale piacevole con due colleghe che non vedevo da secoli. sorridenti, simpatiche, non mi sono mai sembrate così belle.
stamattina copioso sangue mestruale defluisce dall'interno verso l'esterno di me. mi guardo allo specchio nuda e mi piaccio. mi sento donna. e immensamente felice di esserlo. così rotonda e armoniosa, le mie linee sono morbide e meravigliose. che splendido disegno ha fatto per noi madre natura. non esiste paragone tra le nostre forme e quelle maschili. cosa mi significano i poveri uomini, con i loro corpi ridicoli e sgraziati? rallegriamoci per noi stesse, e compatiamoli.
m:
sì, serata molto carina al rocket ieri. quantità perfetta di gente per un people-watching approfondito. coppie che si fanno e disfano. a ed io che stiamo a guardare, divertiti. proprio quello che ci voleva per festeggiare il mio ultimo esame.
stasera invece, serata tranquilla a guardare i miei soliti gay pittsburghiani televisivi. mi rimangono poche puntate e so che mi mancheranno. non voglio neanche pensare alla fine della serie. dopodiché piccolo viaggio nel tempo a leggere i miei pensieri passati sparsi in file del computer. pezzi di me che ritrovo tramite diari, lettere, sfoghi, sceneggiature, bozze di romanzi scritti in periodi di alti e bassi per liberarmi. niente capolavori ma prove che ho avuto una vita emotiva e che ce l'ho tuttora. tra l'altro ho voglia di farvene leggere uno il trenta gennaio, un anno esattamente dopo la sua creazione. preparatevi.
e poi, last but not least, il commento del nostro fan numero uno. un commento breve ma intenso, quasi troppo. un complimento di quelli che vorresti ricevere più spesso. una dichiarazione d'amore resa ancora più bella perché rivolta al mio orecchio destro. la benzina necessaria per continuare questo blog per almeno un anno. la consapevolezza che vale di più un lettore inamorato di mille lettori disattenti o insignificanti. grazie.
a:
sentire il conte vrònskij pronunciato all'inglese è stato piuttosto divertente. anche se, ovviamente, il povero attore non si avvicina minimamente all'ideale che coltivo da anni del mio stronzetto preferito da romanzo. amen. andare fino all'oberdan da sola ha avuto comunque un senso preciso. in effetti, sono preoccupata. credo di essere ipercinetica. sono così isterica e nervosa che se trascorro in casa più di due ore e mezza consecutive incomincio a dare di matto. tipo scenate telefoniche. attacchi di igienismo. pianti a dirotto o risate immotivate.
quindi, sempre meglio uscire. trovare un modo per stancarsi, come si fa con i bambini, insomma.
quindi sono andata fino all'oberdan a piedi passando per il duomo, andata e ritorno. come se non mi fosse bastata la passeggiata tra la neve la scorsa notte (o forse stamattina).
ormai dormo una media di quattro ore e mezza, ma non mostro minimi segni di cedimento. che palle. devo trovare un modo per stramazzarmi e mettermi fuori uso per un po'.
e poi sono pure preoccupata per la teoria delle coincidenze. al di là della soddisfazione di aver partorito un'infallibile teoria, sto seriamente cominciando ad essere infastidita da questi incontri puramente non casuali. l'ultimo, il modello beccato poco fa in porta venezia. lo stesso che ieri sera mi ha scattato un primo piano piuttosto mosso al rocket (evento che mi ha messo decisamente in imbarazzo: non ero ubriaca, quindi non facevo numeri, quindi non mi spiego queste attenzioni. m che ormai è abituato ad essere al centro dell'obiettivo sosteneva comunque che il tizio stesse fotografando un po' tutti...)
ad ogni modo, giuro che non me lo sono sognato. il modello mi ha pure riconosciuto, credo solo grazie agli occhiali, nonostante fossi sepolta tra i vestiti. e si è pure messo a ridere sguaiatamente ed a sbracciarsi per salutare. che sia anche lui perseguitato dalla teoria delle coincidenze?
se rinasco voglio fare il modello straniero.
a:
ieri il people watching ha mantenuto le promesse. anzi, la rarefazione umana ha reso il tutto molto più controllabile. alla fine io e m avevamo affibbiato nomignoli a quasi tutti i soggetti rilevanti, giudicato gli altrui outfit, censito tutte le pseudo coppie nonchè studiato ogni singola mossa del broccolone (che, ormai, nonostante le sue condizioni di scarsa lucidità mentale, ha compreso ed accettato il fatto di essere oggetto di indagini sociali da parte del trisex. infatti, di tanto in tanto, ci fissa occhi negli occhi, con un sorrisetto dal retrogusto un po' furbacchione) (per gli interessati: il broccolone, manco a dirlo, ha broccolato tutta la sera con una tizia volgare ed inutile, che, alla fine, gli ha immancabilmente dato buca. il broccolone ha però reagito al paccaggio con estrema sportività. grande broccolone. quel che si dice l'esperienza.)
un grazie alla neve, insomma. è stato proprio bello uscire. cose per veri temerari. altro che quella prepensionata di o.
così bello, che, presa dall'entusiasmo, ho deciso di tornarmene a casa a piedi, per apprezzare tutto il chiarore del percorso via pezzotti-viuzza più chic-altolocata-elitaria in zona 5.
e stasera il conte vrònskij sarà mio. wow.
m:
mckenzie è so yesterday. io ci sono andato due anni fa alla sua festa e mi è bastato. va bene che a ha sempre un po' di ritardo su di me però due anni... non pensavo. e poi se ci va lei, significa che ci vanno cani e porci, non c'è neanche più l'esclusività. niente da fare.. si stava meglio quando si stava peggio. e a milano non nevicava. ah i vecchi tempi.
a:
e insomma. questa festa di mackenzie, oltremodo tamarra. con questi tizi, ciascuno con più tette di quelle del mio coinquilinaggio (me compresa) messe assieme, tutti belli lustri ed anguillosi. e poi gente vestita un po' tutta uguale. zero guizzi di originalità. questo pseudo fetish alla portata dei comuni milanesi. questi cocktail venduti a dieci euri. bah.
l'unica cosa in grado di destare il mio interesse era l'annodatore professionista. magari un ex scout, chissà. ad ogni modo, faceva strani giochini con le corde, piuttosto curiosi. peccato su quei corpi viscidi e overpalestrati.
questa mondanità modaiola un tantino mi delude.
o:
bello. semplicemente bello. un film in grado di allontanare l'ansia da tesi e farmi ridere per un'ora e mezza abbondante. di quelle risate d'altri tempi, causate da situazioni mai volgari, intelligenti. un umorismo che per fortuna ha ancora un suo pubblico in questo schifo di mondo. sala strapiena di gente che non si stanca di vedere e rivedere, assaporare pellicole come questa. quanto a me, non ho ancora capito se sono innamorata di antoine doinel o di jean-pierre léaud.
semplicemente fantastica la sua mimica facciale. strepitosa la scena davanti allo specchio con lui che ripete ossessivamente il nome della giovane corteggiata, dell'anziana desiderata e infine il suo. forse la pellicola mi ha estasiata anche perché i protagonisti sono parigini così lontani da quelli che vedo ogni giorno, molto meno odiosi di quanto lo siano nella vita reale...
(evviva le generalizzazioni facili. lo so. ma che posso farci? i luoghi comuni sui parigini sono tutti veri...)
ancora una giornata persa. forse gli dei non sono con me.
a:
perdere il proprio cappello preferito a gennaio in pieni saldi può essere un guaio irrimediabile. ho passato mezzo pomeriggio alla ricerca di un degno sostituto, qualcosa che non spiaccicasse i miei poveri boccoli saltuari. ho solo trovato una mezza cuffietta della nonna, invece.
ma perchè ogni volta che eccedo con l'alcol perdo pezzi di guardaroba in giro?
e perchè questo blog è letto da meno delle dieci persone su cui erroneamente facevamo affidamento?
mentre rifletto su queste ed altre ingiustizie, mi preparo al mio party mondano e modaiolo.
o:
me ne sto qui. mi sembra di essere su un altro pianeta rispetto ai bagordi dell'altra sera. ora sembro una vecchia paralitica in sedia a rotelle chiusa in ospizio. seduta in vestaglia con una coperta sulle gambe. di fronte al mio computer. ferma al primissimo paragrafo della mia tesi, che continua ostinatamente a non volerne sapere di avere un senso compiuto.
penso al mio latino, che non sarebbe stato troppo contento di vedere le mie sfrenate dimostrazioni di affetto di venerdì...
ieri sera mi ha fatta addormentare felice, grazie a una tenera mail che finiva con le parole "buonanotte ciccina guanciottosa", e senza nemmeno un errore di ortografia! a volte ho paura dell'idea di passare tutta la vita con lui, ma penso che sia normale. è tanto diverso da me e tanto uguale. non mi era mai successo di stare così bene con qualcuno prima. e di non stufarmi. o che lui non si stufasse.
m:
per i nuovi lettori sarà solo l'ennesimo cambiamento di foto di m, ma i fan della prima ora noteranno il ritorno alle origini. il cerchio si chiude, ricomincio da capo sbandierando la parte migliore di me.
a:
wow 1 . non so come abbia fatto a raggiungere questa veneranda età senza concedermi la visione di blow up. stasera ho colmato l'ingiustificabile e vergognosa lacuna e sono ancora in stato confusionale.
wow 2. ritornando a casa e cercando motivazioni per non cedere al gelo da corsa in bici nei mitici giorni della merla, mi sono soffermata sulla vetrina di miu miu. ho visto le scarpette della mia vita. per il gran giorno di fine aprile, voglio quelle.
perplessità derivante dalla serata di ieri 1. forse è il caso di mettere sulla lista nera il locale dove ieri il trisex ha concesso performance non richieste? ma se io ritorno lì, mi riconoscono?
perplessità derivante dalla serata di ieri 2. c'è ancora qualcuno che ha il coraggio di darmi della (f)rigida? ok, sul repressa ci sto.ma per tutto il resto c'è ancora speranza.
perplessità derivante dalla serata di ieri 3. ho immaginato diverse soluzioni cromatiche per il party a tema di fine aprile. non vedo l'ora di comunicarle. per quanto riguarda il matrimonio sulla spiaggia, ho ricordi un po' vaghi.
ed ora vado a mettere a nanna queste membra spossate. notte notte.
o:
mal di testa. nausea ancora prepotentemente persistente. mani tremanti. buchi nella memoria. bella serata. ma sono distrutta. è esattamente il genere di uscite da non fare quando sei in tesi, perché ti fanno perdere tutto il giorno successivo in hang over. dovrei trovarmi alla biblioteca sormani o in un sex shop, a scelta. e invece sono qui a cercare di riposare e riprendermi. intanto ho già ricevuto un invito in birreria per stasera che non so se sarò in condizioni di accettare. ci siamo divertiti parecchio. peccato essere finiti tutti e tre ko. non si scherza con dolce vita e birra doppio malto.
a:
mi sono ri-svegliata ora.
la mia coinquilina nuova mi ha appena raccontato che ieri notte, entrando in casa, ho proferito: non sono nelle condizioni di rilasciare dichiarazioni. e poi mi sono chiusa in camera. e poi si è sentito un bel trambusto. poi più nulla.
wow. questa cosa dell'ufficio stampa deve aver lavorato parecchio sul mio inconscio.
a:
alle cinque mi sono ritrovata la faccia piena di lacrime. completamente vestita (che fantastica mise da conferenziera, tra l'altro) , dentro al letto assieme a libri e cuscini, le nuove calze blu puffo e poi chiavi fazzoletti scontrini. in pratica, l'unica cosa che ho fatto appena rientrata è stata togliere le scarpe per poi infilarmi nel letto senza sgombrarlo di tutte le cose ammucchiate lì sopra. senza togliermi le lenti a contatto. o il maglione. senza slegare i capelli, o almeno liberare la mia testolina da tutte le mollette invisibili.
ho seguito il consiglio di m alla perfezione, insomma.
credo di stare ancora male per parlare di ieri. tra poco arriva l'omino del riscaldamento, ecco perchè sono sveglia. non so se e quante pillole prendere per il malditesta. non so se e quanto tentare di dormire.
cerco di ricostruire pezzi di serata. è vero: che sguardi.
io, finchè ero cosciente, ero cosciente di essere felice. dell'affetto.
e poi ricordo fughe in bagno. sguardi altrui un po' perplessi. baci.
ripasserò più tardi, credo. ora sto troppo male.
m:
serata trisex al completo. come al solito serata movimentata e multipla, impossibile da riassumere in un solo post. racconterò quindi il principale per me lasciando alle mie due co-blogger l'impegno di riempire i buchi.
avevo scritto sette righe di testo qua però mi sa che non sono abbastanza ubriaco per pubblicarle. mi sa che queste righe rimarranno nella mia testa e in qualche file nascosto del mio computer. riguardavano degli sguardi, degli sguardi belli, molto belli che ho visto stasera. riguardavano la mia felicità data dalle mie co-blogger. riguardavano una pace interiore mia. riguardavano me, a, o. riguardavano la monogamia. co-blogger, vi voglio tanto bene.
con questo post creo più buchi di quanto ne riempi. pazienza. lettori nostri, date la colpa a dioniso e auguratemi una buona notte.
a:
la mia nuova coinquilina non solo cornifica il fidanzatino ufficiale, ma è anche intima amica del coabitante di aggressive. quindi buona conoscente della suddetta.
dov'è l'uscita?
a:
grazie a m che ieri mi ha tirato fuori di casa, sottraendomi al mal di dente del giudizio ed alla depressione.
grazie a m, perchè senza di lui non avrei mai sorpreso la mia coinquilina nuova di zecca mentre si slinguazzava contro un muro un simil hooligan cornificando con ardore il suo fidanzato pluriennale di cui è da una settimana che mi fa il panegirico.
la mia coinquilina ha acquistato tanti di quei punti che neanche se lo immagina.
o:
amo l'isteria collettiva, i discorsi autoreferenziali, la tensione. sono fuori di me. stressata e terrorizzata dall'idea di non farcela. ma una volta che sarà finita (se mai finirà) credo che conserverò un bel ricordo di questo periodo, se non ne avrò addirittura nostalgia. e parla una che è nella merda fino al collo. praticamente a zero pagine a due mesi dalla consegna.
in compenso ho avuto la mia prima soddisfazione: ripetuti contatti telefonici con un personaggio decisamente fuori dalle righe, intelligente, peraltro tutt'altro che viscido, gentile ed esilarante. quest'uomo si è dichiarato dispostissimo ad aiutarmi e oggi passerò a ritirare una copia omaggio del suo libro, che autograferà con dedica, in un sex shop milanese. peccato che il libro in questione stia per arrivarmi a casa da un momento all'altro, alla modica cifra di non so più quanti euri, a seguito di ordine online. a saperlo prima...
nonostante l'ostentazione della sua esistenza "senza regole" (ci ha tenuto a precisarlo), e il fatto che a volte mi parla come se fossi una bambina o come se il gap generazionale fosse troppo insormontabile, alla fine è abbastanza piacevole parlare con lui. penso che sia proprio così come sembra: fuori di testa, un po' distratto, un po' in un mondo suo. da ciò che ho letto pare che sia un nostalgico del vecchio porno Seventies o Eighties al massimo. e questo me lo rende ancora più simpatico. è una specie di mezzo idealista mezzo burlone, ma che in fondo ha anche i piedi per terra.
a:
qui per dirvi che non mi sto sopportando. che vorrei saltare a piè pari questi momenti di isteria collettiva e generalizzata. che vorrei non conoscere solo gente in tesi. che i tesisti sono un cumulo di cervelli fritti capaci solo di emettere discorsi autoreferenziali su stili e formattazioni e capitoli e ricevimenti e scadenze.
voglio il ventiquattro marzo. sì. quanto lo voglio.
qui per dirvi che sulle confezioni di assorbenti anglofoni c'è scitto che durante il ciclo la nostra capacità mnemonica è al suo culmine. wow.
che il mio discorso per domani è una sottospecie di infuso di camomilla e valeriana.
che mastico caramelle ipocaloriche in continuazione. che ho finito le unghie e le mie mani fanno schifo. che il president è il mio cinema preferito.
che ora vado a simulare il mio intervento. e che sto per farmi molto schifo. e pure un po' pena.
e che se non trovo quel fottuto libro di kapferer neanche alla biblioteca del centre culturel di sticazzi , beh, allora cambio argomento. ed ora mi è pure venuto in mente che stasera la caroline ci farà registrare le conversazioni in modo tale da renderci consapevoli della nostra pronuncia mediamente molto vergognosa. ri-wow.
m:
che dire. la mia vita è di una noia pazzesca per causa esami quindi non vita sociale quindi solita routine quindi post inesistenti. l'unica cosa è magari questa tipa di capodanno con cui mantengo un rapporto espistolare (o mailistolare dovrei dire) poco regolare. intanto mi sa che si è affezionata a me perché sinceramente, quando una persona ha così poca maestranza dell'arte retorica e si ostina a scrivere, significa che ci deve essere qualcosa. ma non mi dispiace affatto essere nelle fantasie di una ragazza come lei. sento una certa soddisfazione narcisistica a pensare che potrebbe approffittare della lontananza geografica per fottersene e che invece si ostina a mantenere qualche rapporto parlando di un incontro alla mia prossima visita nella mia città di origine. chissà, forse questa è la volta buona. anche se non mi sembra che abbia una filosofia molto trisex, mi sembra abbastanza tranquilla per accettare le mie idee poco comuni sulla coppia. però forse il suo interesse è dovuto solo al mio rifiuto di fare sesso la seconda notte che abbiamo passato insieme. infatti mi ha spiegato che era la prima volta che le capitasse che un tipo dicesse di no. può darsi che voglia soltanto essere sicura di avermi ai suoi piedi prima di scaricarmi come un vecchio giocattolo. intanto, cari lettori eterosessuali maschi di questo blog (che saranno probabilmente in due al massimo), seguite il mio consiglio: rifiutate di fare sesso, la ragazza sarà intrigata. stuzzicatela, fate un po' di preliminari, e poi, tac, prendete una scusa qualsiasi e dite no, non voglio più. forse o ha ragione quando dice che maschi e femmine hanno sessualità diverse perché io sinceramente me ne fotterei (o forse maschi e femmine hanno la stessa sessualità e io sono un caso a parte). intanto pensavo che fosse solo una cosa cosÌ per iniziare l'anno e invece mi sorprendo a pensare a lei più di quello che vorrei. dall'altra parte è una tipa alterno-fashion, più grande di me, che studia design industriale, femminista inconsapevole, sessualmente liberata, tutte caratteristiche che la avvicinano al mio ideale femminile. vabbè, sono molto tranquillo, wait and see. vi terrò aggiornati.
a:
quasi quasi sono gelosa che, per la prima volta, per quel che ne so io, pensi ad un essere altro da te più di quanto riesca ad importi.
comunque, la strategia del non concederti ormai è vecchia quanto il cucco. funziona solo se non ti si conosce. e poi bisogna pure ringraziare l'ingordigia e la prevedibilità dell'etero medio.
fortuna che ci sono ancora un po' di trisex a piede libero...
a:
tanto per dare ragione alla donna più equilibrata del trisex (che onore, che equilibrio, che stabilità...) eccomi qui a decantare i motivi della mia puntuale esaltazione quotidiana: al secondo semestre del mio quinto anno di sopravvivenza nella città grigia posso dire di aver finalmente trovato una coinquilina simpatica. ma simpatica davvero. stiamo diventando quasi siamesi. allarmatemi finchè siete in tempo.
m:
quasi quasi sono geloso che non ti passa neanche in mente di passare a salutarmi dopo settimane di separazione e diventi siamese con la coinquillina. boh.
a:
l'ufficio stampa desidera manifestare affetto ed empatia non razionalmente giustificabili nei confronti dell'anonimo utente di mozilla nonchè fedele lettore del trisex.
grazie, vederti tra le ultime quindici visite è rassicurante. avremo dieci lettori. ma almeno alcuni sembrano pure simpatici.
o:
esaltati. schizofrenici. frustrati.
mi sembrano i termini più appropriati per descrivere i miei co-blogger. perché io sarò la paranoica con tendenze depressive per eccellenza, ma per loro la parola d'ordine è esagerare tutto, sempre. ed assumere posizioni estreme. pwc vs marangoni? grazie al cielo esiste tutto un universo nel mezzo (o sarebbe meglio dire al di fuori) di queste due entità mitiche... inoltre tra le altrui epifanie, frustrazioni, tra gli altrui pentimenti e ripensamenti continui, la sottoscritta rischia anche di passare per l'ottusa che invoca la coerenza a tutti i costi. lungi da me. non sia mai detto. ma sia ben chiaro che non ho mai cambiato opinione sulla pwc, io: non mi è servito leggere uno stupido test per capire che quello è un mondo di merda con della gente di merda, che non mi attrae neanche un po'. e non mi sono mai pentita così drammaticamente per il corso di studi scelto, pur avendo la consapevolezza che questa è solo una delle mie vite possibili e che ormai è tardi per fare rewind e tentare altri scenari forse più consoni al mio personaggio.
non penso sia coerenza fine a se stessa. piuttosto si chiama equilibrio. o stabilità mentale. oppure maturità.
e poi se proprio vogliamo citare le cos, facciamolo fino in fondo.
m:
ho appena passato due ore a scrivere una finta lettera di motivazione alla pricewaterhousecoopers per una consulenza cv che ho domani pomeriggio. devo andare lì con un cv e una lettera di motivazione e, come sempre, ho fatto tutto all'ultimo minuto. mi sono quindi trovato a vagare sul sito della pwc dove ho trovato un fantastico test per vedere se sei adatto per l'azienda. ci sono domande tipo "qual'è la differenza tra sushi e sashimi?" "la cravatta deve scendere fino all'ombelico o fino alla cintura?" "quanti denti ha normalmente un essere umano?" "cosa fa la padrona di casa per indicare che la cena è finita?". fantastico, semplicemente fantastico. quindi è questo che serve per lavorare in uno studio di consulenza. pensavo magari di provare a lavorare qualche mese in quell'ambito ma devo dire che questa tristezza mi ha raffreddato parecchio. io che ho sempre spiegato che rifiuterei un lavoro in cui bisogna andare in giacca e cravatta, mi troverei a farmi spiegare dal mio superiore come sapere quando posso alzarmi per andare in bagno. no, no, no. voglio vincere al lotto e mandare tutto questo mondo triste a cagare e fare un lavoretto dove non mi danno un cazzo ma in cui sono apprezzato per le qualità che reputo importanti. che odio profondo. perché ricordiamo che i magici mondi pieni di esserini simpatici e interessanti tipo la serata di a (anche se sinceramente la conoscenza della collezione donna-guerriero di marras non mi sembra una garanzia di qualità) sono anche mondi senza soldi (per quanto dire che il mondo della moda è senza soldi mi crea problemi). o almeno senza soldi per i poveri giovani al primo lavoro.
dai, stanotte provo a sognare molto molto forte un mondo diverso e forse domani mattina mi sveglierò nel paradiso dei giovani al primo lavoro.
a:
mi spiace abbassare, e di parecchio, il tono del discorso. ma è una questione importante: ieri ho scoperto di potermi considerare una fallita frustrata a pieno titolo. e tutto ciò, grazie alla cena della ragazza del tram.
dire cena, poi, è del tutto inappropriato. in realtà era una festa di quelle che non si vedevano dai lontani tempi di matricola in libera uscita. persone brille e fumate di ogni età ed orientamento sessuale rinchiuse in un micro appartamento superstiloso e semidistrutto. festa d'addio, purtroppo. infatti, la mitica ragazza del tram è stata chiamata da noto stilista americano , ex emergente, ormai del tutto emerso, a curare buona fetta della collezione. e come dire di no?
io che mi aspetto cena pacifica e chiacchierosa finisco in questo groviglio di esseri colorati, tutti completamente sconosciuti, tutti marangoniani.
aldilà degli imbarazzi iniziali (difficile spiegare chi fossi e cosa ci facessi lì, che tipo di amicizia mi legasse alla padrona di casa e tutto il resto) è stata proprio una bella serata.
comunque: niente cena. piuttosto, un'epifania.
io che a due anni piangevo se le calze erano in disaccordo con la maglia. che a sette anni disegnavo vestiti. che mi porto dietro quasi da sempre l'appellativo di arbiter elegantiae. che vengo assillata da ex amanti e amici ed amici di amici per le mie impareggiabili prestazioni di personal shopper. e che ora faccio proprio tutt'altro. eccomi. finalmente posso fare discorsi come "ma chi è il tuo stilista preferito" o "quanto era figa la collezione donna-guerriero di marras di qualche stagione fa" senza essere guardata come una mentecatta. ore a parlare di tessuti e tagli. di nomi ancora underground. wow.
e poi, come non commuoversi dal momento che tutti mi scambiavano per marangoniana doc? come non essere fiera del fatto che tutti stentassero a credere verosimile la mia attuale occupazione.
insomma, probabilmete ho sbagliato tutto nella vita. ma va beh.
nel frattempo ho rimediato una bella sbornia. un sacco di numeri di persone che ricordo solo in parte. e pure inviti a feste post-sfilata della prossima settimana. meglio di così.
m:
piccolo aneddoto successo a mio padre due giorni fa. stava camminando tranquillamente verso la stazione per prendere il treno quando sente uno strano ploc dietro di lui. si gira e scopre, a cinquanta centimetri da lui, il corpo di una donna che si è appena buttata dal quarto piano. preso dal panico, corre in un albergo per chiamare un'ambulanza ed il tipo della reception spiega che se l'aspettava perché conosce(va) la tipa e sapeva che l'avrebbe fatto prima o poi. arrivano la polizia e l'ambulanza, ascoltano mio padre, portano via il corpo (che, pare, non era molto bello da vedere), ringraziano e se ne vanno.
osservazione numero uno: se la tipa si fosse buttata mezzo secondo prima, sarei orfano adesso e dovrei spiegare a tutti che mio padre è morto schiacciato da una donna in una stradina. immagino il sorriso involontario che si accenderebbe sulle labbra di tutti dopo avere sentito questa storia piuttosto inconsueta.
osservazione numero due: nelle nostre società occidentali in cui ci sono così tanti soldi, non si può proprio fare niente per evitare che la gente arrivi ad un tale livello di disperazione? nella mia città c'è un ponte che tutti chiamavano il ponte dei suicidi perché circa una persona al mese si buttava da lì. le autorità hanno trovato una soluzione: hanno messo nuove barriere impossibili da scavalcare. adesso la gente si taglia le vene a casa e nessuno rischia più di prendersi un tipo in testa quando passa sotto quel ponte. non sono sicuro che il problema sia proprio risolto.
osservazione numero tre: mio padre adesso, quando cammina per strada, guarda sempre in alto. non auguro a nessuno di dovere pulire le proprie scarpe per togliere gli schizzi di sangue e materia cerebrale di una persona sconosciuta.
osservazione numero quattro: non auguro a nessuno di trovarsi al quarto piano di un palazzo e chiedersi se e quando saltare.
o:
i meridionali della mia regione emigrati al nord sono soggetti interessanti. me ne convinco viaggio dopo viaggio, traversata dopo traversata. semplici eppure non stupidi, allegri, abbastanza aperti, pieni di energia e voglia di fare. le loro storie sono estremamente variegate
li amo anche perché molti, come me, potrebbero scegliere mezzi di trasporto più comodi per spostarsi e invece non lo fanno. per attaccamento alle origini, per razionale scelta di risparmio, per masochismo, per autopunirsi dell'abbandono della ridente terra natia. non so. ma sento che abbiamo qualcosa in comune. e li apprezzo.
o:
non se ne può più della gente che con la spina del cervello staccata inserisce commenti random pur di far comparire qui il link al proprio blog. se solo gli piacessimo davvero, almeno un po'...
ancora peggio quando si tratta di una bieca trovata pubblicitaria per vendere un proprio prodotto: che tristezza! la strategia non è sciocca, ma è necessaria una mente sapida per metterla in atto a regola d'arte. non si può certo farsi sgamare a inserire nei blog di cani e porci commmenti tipo "bello bello bello questo blog. e tu vieni a visitare il mio". qui al trisex non siamo così, non ci facciamo abbindolare da questi specchietti per allodole ritardate. chi ci conosce lo sa. e da questo patetico tentativo fatto, si evince quanto tarocca sia la nostra fan scrittrice e mia conterrona. i nostri dieci lettori sanno che non siamo fatti di questa pasta.
ben venga chi davvero ci stima. agli altri, meschini cacciatori di numeri sul counter, o peggio ancora di volgari acquirenti, tutta la mia compassione.
a:
come ufficio stampa, una domanda ai miei rappresentati in merito alle politiche relazionali.
ma c'è una soglia minima di decenza affinchè i commenti possano essere degni di qualche forma di reazione da parte del suddetto ufficio, vero?
perchè in certi casi anche solo l'ignorare sembra quasi troppo cortese.
a:
la "donna della mia vita" anche nota come "la ragazza del tram" mi invita domani a cena.
io incomincio a spaventarmi, altro che fatevi sotto.
a:
giornata decisamente anomala.
stamattina un perfetto sconosciuto, che solo poco prima mi aveva chiesto l'ora nonostante avesse un agile cellulare tra le mani, nello scendere dal treno, mi sussurra ciao, e sei bellissima. io, ovviamente, rido. poi il tizio incomincia a bussare dal finestrino mostrandomi un sorriso ebete da cinquanta denti. io, ovviamente, continuo a ridere, sempre più sconcertata.
trascorro il viaggio, nel dormiveglia, a chiedermi se il tizio abbia visto la puntata di ieri dei simpson. se mi abbia immaginato triste, depressa ed assonnata ed abbia voluto contribuire alla mia inesistente self confidence, regalandomi un complimento del tutto inappropriato. se magari sia ritardato. o se mi pigliava semplicemente per il culo. o se per hobby dica cose assurde ai propri compagni di viaggio quando ormai è sicuro di non poter più essere picchiato. boh.
io, pallida come un morto. con solo due ore di sonno alle spalle. piena di valigie piene di libri ed altre cose inutili. con tre maglie e zero trucco. non mal vestita, perchè è impossibile, ma sicuramente sotto i miei standard. e con due spaventose fessure inespressive al posto degli occhi. tutto, insomma, tranne che bellissima.
il tizio, invece, il primo semitamarro palestrato dotato di un certo retrogusto tra il soave e l'ovattato.
boh.
ad ogni modo, ho scoperto di avere un possibile appeal presso i semitamarri palestrati. che culo.
nel pomeriggio, dopo aver pulito la mia stanzetta, disfatto le valigie, reperito provviste alimentari all'ipercoop, mi sono spinta fino in duomo alla ricerca della prima farmacia aperta alla ricerca del mio dentifricio preferito, l'unico con cui mi sia mai lavata i denti. davanti alla sormani, circa, un tizio in bici mi supera e si volta. dopo due minuti, mi risupera e si ferma. mi terrà a parlare un buon quarto d'ora proponendomi biciclettate sulla martesana, ma solo se pedalo sul serio (ma per chi mi hai preso, bello? la sottoscritta fila come il vento, eccheccazzo) poi cinema di mercoledì e non so che altro. io mi collasso dal ridere, ovviamente.
io, in condizioni, se possibile, pure peggiori di quelle del mattino. sono un bozzolo tra sciarpa e cappotto. gli occhi sono sempre ancora semichiusi (sono andata a nanna alle quattro, mi hanno prelevato dal letto alle sei e mezza, mi hanno caricato sul treno alle sette ed un po').
lui, una gran faccia da culo. una gran bella bici vecchiotta come la mia. dell'aspetto fisico meglio non parlare.
ad ogni modo, ho scoperto di aver pure un certo appeal pure presso ingegneri semipelati trentenni e occhialuti. che culo. (perchè non parlare dell'aspetto fisico, in fondo?)
quello che non ho scoperto, invece, è se sono in astinenza da così tanto che ormai mi è spuntato il fumetto in testa: fatevi sotto, ce n'è per tutti.
muoio di sonno, ma stasera esco lo stesso. fatevi sotto. eh eh.
m:
finalmente. oggi ho scritto le prime due pagine della mia mitica tesi. che goduria. che piacere. che felicità. che figata. e addirittura mi piace. sto bene davanti al mio schermo a scrivere (o dovrei dire fare copia-incolla). sono tutto pieno di energia. so che mi andrà tutto bene. sono fiducioso. ce la farò. e anche bene.
e poi ho guardato donnie darko. boh. sì. carino. incomprensibile. buona musica. boh. è un po' un peccato dover passare tre quarti d'ora su internet per capire un film però dall'altra parte ha tante qualità. un film da vedere. decisamente.
adesso mi guardo una puntata di queer as folk. più facile da capire...
a:
i discorsi dei miei coblogger mi alienano.
almeno, nella sua puntuale prevedibilità, il capodanno di m è rassicurante. e, diciamolo, piuttosto divertente. invece le paranoie su due cuori sterili ed una capanna mi lasciano piuttosto interdetta. ma immagino si tratti di lontananza e malinconia.
io, invece, mi sento immobile ed impantanata. come al solito, troppo diligente. e, ormai, cronicamente (f)rigida.
che bambina speciale che sono. ma forse sarebbe meglio se iniziassi a curarmi.
o:
un inizio d'anno in grande stile per m. non c'è che dire. peccato che io sia un po' scettica sul proseguimento. dagli epici racconti di cui ho memoria mi pare che i suoi capodanni siano sempre all'insegna di rituali più o meno orgiastici. sfortunatamente il resto dei dodici mesi trascorre prevalentemente (o meglio quasi totalmente) nell'astinenza.
comunque è riuscito a farmi sentire vecchia. ho paura di diventare come mia madre. per anni ho giurato a me stessa che non sarei mai stata così. e invece... ora ho in testa idee balorde come poter passare il tempo libero in totale asocialità, sotto le coperte con il mio latino. pensieri tanto romantici quanto bislacchi tipo chissenefrega di dove vivrò e cosa farò, mi basta essere con lui. non mi riconosco più. mi faccio paura. per non parlare del mio incubo diurno ricorrente in questo periodo: essere sterile. passo il tempo a fantasticare sui nostri figli e subito dopo mi assale l'angoscia di non poterne avere. me ne sbatto della social life, perché mi basta pensare a lui per essere felice (e a dire il vero anche per via dei sensi di colpa per la tesi).
sono da ospedale psichiatrico, lo so. sono psicopatica, come direbbe colui che ha prodotto copiose deiezioni la sera di san silvestro. sembro un'ospite dell'italia sul due, o di qualche programma della de filippi.
mi vergogno.
m:
eccomi di nuovo. l'assenza prolungata è dovuta alla morte del mio caro dolce computer la notte del 21 dicembre sul treno che mi portava a casa. sono quindi stato da allora sprovvisto di accesso al mio adorato virtuale diario. vedo però con piacere che le altre due punte del triangolo felice hanno mantenuto il ritmo con polemiche, intrattenimento e, a dir poco, capolavori (o del 30 dicembre). noto inoltre con piacere l'arrivo di un nuovo commentatore regolare e il coming out di emoboy che ha finalmente ammesso per quale dei tre batte veramente il suo cuore. ovviamente, un racconto in dettaglio di tutto questo tempo sarebbe troppo lungo nonché superfluo e anacronico. mi accontenterò quindi della notte di capodanno.
un detto popolare pretende che la notte di capodanno è un'anticipazione dell'anno successivo, non posso che sperarlo. oserei anche aggiungere che i minuti precedenti la mezzanotte rappresentano l'anno appena concluso. infatti, ho finito il 2004 cagando e iniziato il 2005 vomitando, bevendo, pippando e scopando.
ho passato tutto l'ultimo giorno dell'anno a letto con la nausea. non riuscivo ad alzarmi per più di dieci minuti ma ho deciso con ostinazione che questo non avrebbe rovinato la mia serata. la cena con fratelli ed amici a casa è quindi stata interrotta più volte da pause più o meno lunghe in bagno. poco dopo la mezzanotte, mi sono ritrovato abbracciato al cesso, davanti ad un largo pubblico, a vomitare litri e litri di pasta portofino, salmone affumicato ed altre delizie ingoiate poco prima. questa sboccata del secolo mi ha completamente liberato permettendomi di buttarmi nelle braccia di dioniso senza paura. da allora, la serata è andata sempre crescendo in feste a casa di sconosciuti in cui la gente provava a colmare l'assenza di neve nelle alpi con piccole montagne bianche sulla tavola del cesso. questa gente altruista con i poveri turisti delusi si è però dimostrata egoista con me e la causa del mio buon umore è stata quasi esclusivamente dovuta ai piaceri dell'alcol. è in queste condizioni che mi sono trovato a condividere un caldo bacio triangolare con mio fratello e leila, un'amica dittalinata poco dopo in pubblico. questo mio fratello che ha avuto l'ottima idea di parlare a lungo con una sconosciuta, divertita ed attratta dai suoi modi un po' fuori dalle righe. il tempo passando, è diventato sempre più pressante con questa dolce fanciulla, che chiameremo jo, che ha però preferito lo charme del fratello più giovane, cioè io. ecco come sono finito con la ragazza con cui mio fratello ci aveva provato per quattro ore a baciarci su un divano di fianco al dittalinatore di cui ho accennato prima. dopo alcuni drink, preliminari leggeri ed accenni di presentazioni, mi sono ritrovato per la prima volta nel letto dei miei genitori alle dieci e mezza di mattina con una sconosciuta (quanto l'ho maledetta quando ho dovuto lavare e stirare, con l'aiuto di mio fratello, le lenzuola per eliminare le prove della mia lussuria). ma una sconosciuta simpatica, carina, vagamente artista, ex hostess ed ex tossica. il 2005 non poteva iniziare sotto auguri migliori per me. buon anno a tutti, buon anno a me.
a:
immagino che la vostra esistenza fosse ormai più che insopportabile senza più alcuna notizia sullo stato di salute del nostro uomo nordico. ebbene, oggi, mentre tra gli scaffali dell'ipercoop sceglievo la mia piccola moka nuova (una fantastica bialettina da un tazza abbondante, metallizzata, testa di moro e crema) (quella vecchia, giallo zabaione, dopo mesi e mesi di recalcitrante stitichezza, si è fusa), il mio telefono modello barbie ha iniziato a vibrare.
il nostro stava cercando un'ikea dalle parti di rozzano e, non trovandola, ha pensato bene di rivolgersi all'unica studentessa fuori sede che all'ikea non è mai riuscita a mettere piede. l'ho mandato a corsico. boh. mi sembrava un'indicazione verosimile. perchè corsico è a sud, vero? boh.
fallimento totale anche come stradario on line.
probabilmente anticiperò il mio ritorno tra le nebbie. mi sto troppo annoiando qua. e poi non vedo l'ora che si faccia sta benedetta gita al sex shop. qualcuno me l'ha promessa, oh.
concludo dicendo che oggi anche la sister è semi-caduta dalle scale. ormai si è capito che è tutta colpa delle ciabattine infernali che ci hanno regalato a natale. ciabattine spacciate come antiscivolo. in realtà ad ogni passo si incollano al pavimento intralciando l'andatura e mettendo a dura prova l'equilibrio.
ma nessuno si preoccupa di fare test di laboratorio alle ciabatte prima che finiscano in commercio?
o forse qualcuno vuole biecamente sbarazzarsi delle sorelle a.?
dovrebbe quindi farmi riflettere il fatto che sia stata proprio la nostra mamma a regalarci le suddette ciabatte assassine?
mai complicarsi la vita con troppe domande.
o:
confesso la mia ignoranza: non mi ero mai trovata di fronte alla parola cunnilinctus. in principio pensavo si trattasse di un errore, uno dei tanti refusi di cui è disseminato l'osceno di massa: il poverino avrà voluto senz'altro scrivere cunnilingus... però mi sono insospettita quando, a poche righe di distanza, è sbucato un altrettanto strano anilinctus. ne ho verificato la correttezza e... mea culpa. questi termini esistono davvero, esattamente così. e avendoli riportati qui, faccio entrare il trisex tra le poche centinaia di siti al mondo che li contengono. sono soddisfazioni.
a:
le passeggiate mistiche in riva al mare possono provocare piccoli turbamenti. stamattina, ad esempio, ho scoperto che il mio nome è piuttosto gettonato sia presso le cagnette, sia presso le bambine, che numerose pascolavano sotto il sole e tra la sabbia. me ne farò una ragione.
il fancazzisco continua, comunque. discussioni nel cesso con la sister sui fiori blu. film visti a metà causa narcolessia. e poi siamo pure arrivati al cous cous palestinese equo e solidale. non si sa più cosa inventarsi a casa a. ormai poi siamo guariti dall'influenza-domino che, uno ad uno, ci ha accoppato tutti quanti.
oggi, per la noia, sono pure caduta dalle scale. sempre più un fiorellino.
continuo a studiare per mettere a posto la coscienza e collocarmi al riparo da altre fonti di ematomi. se sul narcisismo può ancora sussistere qualche indecisione, sul fatto che io sia la sola ed unica secchiona nel trisex non c'è alcun dubbio.
o:
il 2005 è iniziato all'insegna dell'assenteismo sul trisex. nel giorno numero uno del nuovo anno nemmeno un post per i nostri dieci lettori...
chiedo scusa, ma per quanto riguarda me ho dovuto presenziare a un pranzo di famiglia (peraltro disertato da tutti i giovani e da alcuni degli anziani) che si è prolungato, come nelle migliori tradizioni di queste lande del mezzogiorno italiano, fino a pomeriggio inoltrato. il tutto essendo la sottoscritta reduce da una piacevole notte danzereccia.
è stato il primo capodanno vissuto in maniera rilassata che io ricordi da secoli a questa parte. sono stata con il fratellino e degli amici alla festa organizzata da una radio locale che si proclama alternativa. in un teatro (ma non si pensi a nulla di antico, elegante e fastoso: in realtà si tratta di poco più di un capannone) che è l'unico in questa città ove si svolgano di solito spettacoli vagamente sperimentali e all'avanguardia. ho ballato fino all'alba, e purtroppo mi vedo costretta a ribadire ancora una volta la perdita delle mie doti ghepardesche... penso che la mia ansia da capodanno non mi abbia colpita quest'anno per un motivo semplice: mi ero rassegnata all'idea di starmene a casa, guardarmi un film e abbandonarmi alle braccia di morfeo da vera non giovane. ma una telefonata pomeridiana dell'ultimo dell'anno mi ha fatto cambiare idea improvvisamente. era il dolce signor diecivolte, il conterraneo a cui bisogna spiegare tutto dieci volte prima che recepisca qualunque messaggio. e mi invitava a questa serata, a cui, combinazione, avrebbe preso parte anche il mio fratellino. non mi sono fatta pregare troppo e ho accettato, non senza un certo disappunto di colui con cui condivido i geni. ma lui, si sa, è fatto così. se ci sono di mezzo io ha sempre da ridire, di qualunque cosa si tratti, però alla fine stiamo bene insieme. insomma la nottata è trascorsa piacevolmente, tra incontri mondani più o meno desiderati e desiderabili e danze scatenate e divertenti. un capodanno senza angoscia e senza eccessi da divertimento festivo forzato. bilancio positivo, non c'è che dire.
al pranzo di capodanno ho ascoltato i racconti allucinanti dei miei zii di ritorno dopo un mese negli usa. e mi sono beccata una calamita fiorita a forma di scritta "laugh!", che dubito mi sia stata regalata con intenti ironici, a differenza dei copri-interruttori "kitsch switch" provenienti da brighton del mio amico d'infanzia. d'altra parte finora con i regali di natale mi era andata fin troppo bene. non ho ricevuto un granché, ma almeno quello che ho avuto l'ho avuto in euro e non in inutili cianfrusaglie di gusto a dir poco non conforme al mio. l'orrore degli orrori finora è stata una vestaglia in pile dai motivi grigiastri irregolari dotata di chiusura lampo. no comment!
ah, vorrei condividere con tutti l'immenso orgoglio per il fatto di essere ancora a pagina zero della mia tesi. questo sì che è sprezzo del pericolo.
a:
wow. condivido con voi l'irrefrenabile gioia e soddisfazione per le prime ventotto pagine di aria arrosto.
ammalarsi durante le vacanze può avere un senso.
e però, sono davvero a pezzi. dolori alle costole. tonsille grandi come mongolfiere. faccia giallo simpson. un fiorellino, insomma.
ho passato capodanno spalmata sul divano a cercare di vincere il mio tipico abbiocco cinematografico. a ricevere sms da gente ridicola che ricompare dopo almeno tre anni solo per dire che sta suonando nel posto più figo del mondo. a tossire e ingoiare aspirine. e ad inzuppare cantucci casalinghi in piccoli bicchieri di fantastico visner. perchè, passi pure il capodanno malaticcio ed asociale, ma astemio, no, quello mai.
al momento sto facendo un sondaggio tra conoscenti. pare che, a parte o, per ora il mio capodanno sia stato il più indolore tra quelli del mio campione. si parla di feste vuote, sfigate o ultracostose. di attacchi di pseudo appendicite. di colossali sboccate. o di corna scoperte proprio nei pressi della mezzanotte. complimenti davvero.
trisex
un'etica, uno stile, una ricerca continua
oltre il sesso, un'esperienza a sei mani, tre stomaci
un tentativo, probabilmente utopico, di darsi un nome
il trisex sei tu
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