venerdì, 31 dicembre 2004

o:

già in piedi da un po'. pimpante. sto per mettermi a studiare. mi domando che fine abbia fatto m. (latita ormai da troppo tempo). e rifletto sul ruolo da segretaria/p.r./ufficio stampa del trisex di cui a. ha autarchicamente investito se stessa. tutto sommato mi piace.

sto ufficialmente impazzendo. ieri sera la mia fantastica mamma mi ha vista in lacrime e singhiozzi, e ha pensato bene di portarmi fuori a mangiare una pizza e riempirmi di birra per dimenticare. il motivo: saudade del latino, ma non solo. inquietudine per la tesi, generico timore di un futuro di disoccupazione, paura della morte, ribrezzo nei confronti del mondo. tutto insieme in una tempesta di pensieri negativi, probabilmente neanche troppo irrazionali. dopo il dessert (un'ottima panna cotta) e un prolungato sfogo verbale, la situazione era nettamente migliorata. almeno non piangevo più. quanta abnegazione ci vuole per essere una buona madre...

ovviamente i problemi restano. e il futuro è sempre incerto. ma almeno ho mangiato una buona pizza.

08:59 ¦ commenti (4)
giovedì, 30 dicembre 2004

a:

no, che non hai esagerato. anzi, wow. che post. la mia o.

mi sembra quasi tutto troppo onesto per rappresentarmi. alla faccia della lealtà.

per quanto riguarda il trilione, rilancio: alle due e quarantatre dal nord  mi è arrivato un messaggio a dir poco fantastico. evidentemente la sbornia di m era solo agli inizi. il contenuto, per quanto esilarante, è infatti addirittura abbastanza comprensibile. 

ad ogni modo, che saggezza il nostro uomo ubriaco che divide equamente il proprio manifestarsi tra le sue donne. sono commossa.

12:59 ¦ commenti

o:

ma sì, raggiungiamo pure il picco massimo dell'autoreferenzialità. scriviamoci e leggiamoci. chissenefrega. adoro l'idea di uno spazio pubblico eppure privato. aperto a tutti, eppure esclusivo fino all'eccesso. chi ci ama ci segua. e se ci amiamo solo noi, pazienza, anzi meglio. incompresi dai voyeur della rete, disprezzati dai ring chiusi di blogger che si linkano vicendevolmente, saremo ancora più nobili: andremo avanti, incuranti della massa acritica, per la nostra strada. perché non siamo puttane mediatiche, noi. l'unico difetto che abbiamo è quello di non appartenere a nessun gregge, a nessuna corrente di pensiero preconfezionata, a nessun gruppo etichettabile e catalogabile. insomma il nostro peccato è stato quello di accostarci con il candore della mente vergine al mondo dei blogger e a questa esperienza. il frutto della nostra purezza è stato questo isolamento in cui ci ritroviamo. ma continueremo, per noi stessi e per i nostri dieci (segaioli) lettori.

ho esagerato?

ringrazio m. per la chiamata alle 5e46 del mattino (che ho prontamente silenziato girandomi dall'altra parte per continuare a dormire). e scommetto un trilione di euro che era ubriaco come una merda.

11:40 ¦ commenti (2)
mercoledì, 29 dicembre 2004

a:

sto per rientrare in pista. vita sociale, eccomi!

nel frattempo ho finalmente prodotto tanta, ma proprio tanta cacchina.

ho provato una certa curiosità verso il "di massa" di renato stella. e, finalmente, quando i miei due neuroni si sono incontrati, ho capito che non si trattava di un osceno pornazzo di massa (immaginavo già chili e chili di corpi ammucchiati), quanto, piuttosto, di un banale nonché serioso libro, intitolato "l'osceno di massa" di tale renato stella. spero almeno di aver capito bene questa volta.

eh. questo succede quando si hanno due soli neuroni. oltretutto impegnati a verbalizzare aria fritta. (a proposito, viaggio a pagina diciannove e mezzo) (che produttività, eh?)

poi sono rimasta piuttosto turbata dall'oscurantismo di emoboy.

l'appeal di questo blog, ora che il suddetto non ci linka più, sarà duramente messo alla prova. rischiamo di perdere un quasi dieci per cento di visitatori, quel che si dice un'onesta fetta.

ma forse non tutti i mali vengono per nuocere: un trisex sempre più di nicchia. un rifugio per impavidi happy few. praticamente noi tre. il nostro nuovo lettore cinefilo ( ah, a è abbastanza ovviamente e banalmente l'iniziale del mio magnifico nome). e quei dieci segaioli che infilano inquietanti criteri di ricerca su google.

quel che si dice, una nicchia trasversale.

22:16 ¦ commenti (2)

o:

continuano gli acquisti online. dopo l'osceno di massa di renato stella, consegnatomi a domicilio nel giro di quattro giorni, oggi è stata la volta del terzo rapporto eurispes sulla pornografia. sensazionale: mi sono registrata, ho comprato venti crediti, e tac... mi sono scaricata seduta stante l'intero rapporto. e dire che ero impazzita cercando di procurarmelo attraverso il leggendario prestito interbibliotecario (restando peraltro delusissima da questo mio primo approccio con tale meraviglioso servizio offertoci dall'università) perché pensavo fosse decisamente troppo esoso per me, povera pornotesista squattrinata.

credevi, e invece.

invece i venti crediti altro non erano che venti euro, una somma decisamente abbordabile nonché ragionevole, vista l'utilità attesa delle informazioni contenute nel documento ai fini della mia tesi. comunque non ho ancora letto nulla. al momento sono in altre faccende affaccendata.

il latino non si fa vivo in nessun modo dalla vigilia di natale. spero si tratti solo di un'altra delle sue classiche sparizioni temporanee, seguite da ritorni con aria da finto tonto, che non riesco a non perdonargli.

17:42 ¦ commenti
martedì, 28 dicembre 2004

a:

la qualità della mia vita sta rotolando verso il fondo. penso che il tutto si possa riassumere in cibo, libri, pc, pipì, nanna e niente cacca.

da ciò si desume che:

i miei tentativi di controllare/minimizzare la dipendenza dal dottor giorgini e le sue infernali pastiglie sturatutto stanno evidentemente fallendo. inutile mangiare fino alla nausea kiwi, crusca, e vegetali d'ogni tipo. sono intoppata. e ciò aggrava il malumore.

la mia vita sociale è sospesa fino al rientro, temporaneo, del teddybear. nel frattempo, ho fatto quasi amicizia con quel cesso della sua ex, e gli ho elargito consigli fin troppo sinceri e disinteressati in merito alla sua attuale liason. mai e poi mai avrei sospettato di ridurmi alle condizioni di posta del cuore. e pensare che una volta il teddybear era ai miei piedi.

la mia produttività tesistica è un po' quella di un impigato delle poste un paio d'anni fa. sono a pagina quindici. e ciò è oltremodo preoccupante, dato che la scrittura dovrebbe essere la mia unica attività qualificante, oltre a quelle relative ai vari bisogni fisici, cacca esclusa, of course.

insomma: la pigrizia è un vortice. non ho voglia di tornare a milano. non ho voglia di cercare uscite mondane. non ho voglia di pensare al capodanno. non ho voglia di scrivermi quel cazzo di discorso per metà gennaio. non ho neppure voglia di restare qui. e nemmeno di fare shopping.

resto più o meno con lo stesso vestito per tutto il giorno, e questo dovrebbe dirla lunga.

in realtà voglio solo fare la cacca.

anzi, voglio il dottor giorgini. sì, lo voglio. tra l'altro hanno pure cambiato la forma del barattolo. ma appena, appena. modifiche praticamente visibili solo agli occhi di noi pochi addicted.

oh, basta. a puttane il mio intestino. ammetto la mia dipendenza. cedo al dottor giorgini ed alle mie voglie.

23:37 ¦ commenti
lunedì, 27 dicembre 2004

o:

brutta malattia il rincoglionimento amoroso. non faccio che pensare al mio latino.

non è solo questione di astinenza sessuale. mi mancano i suoi scherzi, addormentarmi con lui, la sua cucina, le coccole e le discussioni, andare al mercato insieme, parlare di tutto. mi manca fare il bagno con lui e abbandonarmi quando mi pettina i capelli come a una bambina.

ho voglia di fare progetti. con il mio compagno. alla faccia di chi è scettico o invidioso, e di chi ci vuole male.

23:38 ¦ commenti

a:

 

la mia compagna di banco del liceo è un mostro. un essere insopportabile. un nervo teso. un tripudio di griffe e cattivo gusto. non capisco per quale sado-maso-motivo si ostini a chiamarmi a giorni alterni per uscire. per poi tentare di trascinarmi dalla sua cumpa di amici dai quindici ai quaranta, tutti abbrustoliti q.b., tutti supermacchinati, tutti vestiti allo stesso volgarissimo modo.

una volta ogni tre mesi, purtroppo, cedo. ovviamente nessuna delle due si diverte. zero argomenti in comune. io mi sento del tutto inibita. e lei vomita giudizi e parole sconnesse che sembrano acquisire un minimo senso solo grazie alla velocità. e si ostina a volermi portare nel locale dal nome esotico di un qualche tizio del grande fratello. io che il grande fratello non l’ho mai visto, non so per la perdita di cosa stia lottando. ma, comunque, mi batto con forza. ed alla fine si ripiega per un posto che lei bolla come smorto. e per fortuna.

la mia storica compagna di banco, tra l’altro, è pure anoressica (lei sul serio). passa la vita a raccontare quanto e come si sia ingozzata delle peggio schifezze ultracaloriche. quanto e come tutti la invidino per il suo incredibile metabolismo. quanto e come lei si sforzi di mangiare ancora di più per rimettere su qualche etto. ma, povera, proprio non ci riesce. sta di fatto che è da mesi che non la vedo ingoiare cibo, che ormai lascia a metà pure i beveraggi e che sfoggia gambe della stessa circonferenza del mio braccino lassù. per non parlare della faccia scavata su cui è perfettamente montata un’abbronzatura smagliante nonché una fluente pettinatura da aspirante letterina.

ma poi, come non ricordare l’enorme, pacatissimo, bracciale dior in plexiglas, incrostato di sbrilluccichi, e sobriamente richiamato da un top, sempre dior, ovviamente, in amena fantasia-pigiama, tutto rosa confetto, a cui si abbina con estrema eleganza una micro gucci rossa tutta un logo? soprattutto, come non notare tutto ciò, mentre sta stronza mi racconta del viaggio a cuba finanziato con borsa di studio per poveri studenti che vivono nell’indigenza? o mentre mi esprime le sue perplessità su come investire la prossima che, vergogna, è di ben mille euro inferiore rispetto a sempre? o i fasti dell’imminente capodanno a cortina. o le discoteche ultrafichissime, senza fila ed a scrocco, grazie ad altolocate conoscenze nel mondo della serie a. e poi stivali di jimmy choo, appartamento universitario ai parioli, il sogno di andare a lavorare in banca.

terribile. temibile. irrecuperabile. non oso contraddirla. non so se odiarla o provare pena.

per il momento mi limiterei da evitarla fino alla prossima data a cui è impossibile sottrarsi. un compleanno tra sei mesi. nel frattempo, cercherò di riprendermi e dimenticare.

ma con quale mostro mutante ho trascorso la mia gloriosa adolescenza?

volevo comunque ricordare ad o che è solo l'inizio. che gli dei sono dalla mia parte. che le sue maligne offensive e distruttive insinuazioni sul mio conto saranno lavate con litri e litri di sbocco.

 

ma che schifo di immagine.

12:32 ¦ commenti

o:

so che quello che mi è successo è nulla se paragonato all'episodio delle ostriche di m. ma giuro che non mi sento affatto bene.

ieri, dopo la terza e ultima abbuffata della maratona natalizia (escludendo il cenone di san silvestro e il pranzo dell'epifania), ho vomitato tutta me stessa fino alle viscere. forse non esisto nemmeno più. dopo ore in preda alle coliche e ai conati si è scatenato un tremendo cagotto, che però sfortunatamente era solo il preludio dello svuotamento corporale che mi avrebbe definitivamente annientata. in un colpo solo (in questo m. è un pivello della sboccata da indigestione) ho restituito al mondo, e dallo stesso canale attraverso cui erano entrate, tutte le portate del pranzo dall'antipasto misto al pandoro. mi tremavano le gambe, ma per fortuna ero a casa. l'unico sforzo che ho dovuto fare è stato quello di togliermi di dosso quel caratteristico odore acido, lavarmi accuratamente i denti e raggiungere il letto per continuare a contorcermi a causa del fortissimo bruciore di stomaco. certamente più leggera. la notte è stata travagliata, il sonno ha portato incubi. e anche adesso non sono proprio al meglio di me.

spero che questi capillari che mi sono scoppiati in faccia ritornino alla normalità al più presto.

09:27 ¦ commenti
domenica, 26 dicembre 2004

o:

basta conversazioni forzate a tavola, basta antonella clerici che dice parole che non si addicono a una signora (come "porcata"...), basta lecciso che non sono cafone e volgari perché vengono da una famiglia della lecce bene, basta ristorante di rai uno. basta con la tv come unica finestra sul mondo: come far capire a mia nonna che è uno specchio deformante? che non c'entra niente con la vita vera, specialmente quella di "noi gggiovani"? forse crede di trovare in un gf o in un lucignolo tutte le risposte. io mi arrendo: ormai la partita è persa. lei è troppo vecchia per farle cambiare forma mentis. la tv l'ha plasmata lentamente, gutta cavat lapidem, e non si può tornare indietro. ciò che più mi sconvolge è che, prendendola singolarmente, con lei si può parlare più o meno di tutto. certo non le racconterei scopate estreme, sbornie colossali e altre amenità simili. comunque è una persona abbastanza intelligente da saper ascoltare senza preconcetti e pregiudizi (è anche vero che non le ho ancora parlato della mia tesi sulla pornografia...) discorsi molto lontani dai suoi schemi mentali. eppure è terreno fertile per la tv, nonostante non ragioni completamente per luoghi comuni. bah. alla fine le voglio bene lo stesso, ma sono percorsa da brividi ogni volta che ha una delle sue uscite maschiliste o "televisioniste".

09:33 ¦ commenti (2)
sabato, 25 dicembre 2004

a:

ma sì, dai, buon natale.

un paio di cinquine, una tombola e quindi un bel gruzzoletto. in più la mia rampante non vita sessuale potrà beneficiare di un fantastico accessorio che può dirsi sexy solo secondo i miei (f)rigidi canoni. tengo a sottolineare che l'accessorio è costituito da calze ultracoprenti e reggicalze sobrissimo. il tutto per solo quaranta euri e passa. complimenti a chi mi ha fatto sto regalo. che giacerà a lungo, temo, nell'armadio. e nel frattempo mi farà sentire anche un po' una sfigata in attesa dell'occasione.

comunque, rinnovo i miei auguri!

 

20:35 ¦ commenti

o:

il pluralismo c'è stato, c'è e continuerà ad esserci. proprio in virtù di esso ho scritto quello che ho scritto, c'è stata una reazione, e tutti i nostri dieci lettori possono leggere per intero il nostro botta e risposta.

chi fa dell'ironia una bandiera, poi, non dovrebbe prendersela...

non sono assolutamente una fan delle festività natalizie. non riesco a viverle bene. evito il natale in tutte le sue forme e manifestazioni, per quanto mi è possibile. mi ricorda i fasti dei tempi andati (ma proprio andati...). mi ricorda quand'ero bambina e la famiglia non era ancora mutilata. allora il natale era tutto allegria. dopo non è più stata la stessa cosa, musi lunghi con espressioni nostalgiche, voglia di chiudersi. e ogni anno è una prova: bisogna sopravvivere al natale. è come se stessi camminando, dicembre dopo dicembre, verso un futuro in cui il natale sarà di nuovo allegro. e nel frattempo mi tocca sopportare cenoni e pranzi e pomeriggi e serate non solo senza gioia ma attraversati da un filo di tristezza. pian piano me ne sono fatta una ragione: con gli anni sono arrivati i bambini, sono cresciuta e scappata di casa (metaforicamente), sono diventata più tollerante nei confronti delle assurdità dei vecchi. non so se è questa la maturità di cui tanto si parla.

in tutto ciò ieri sera alle dieci e mezza, in pieno cenone, è arrivata a casa mia un'inaspettata chiamata da san cristóbal de las casas. un gran bel regalo di natale, proprio nel momento in cui ne sentivo più il bisogno. mi ha fatta felice e ho scordato per un po' il mal di testa lancinante, l'odioso raffreddore e il velo d'invidia per le famiglie normali senza problemi (ammesso che ne esistano).

il resto alla prossima puntata.

12:25 ¦ commenti
venerdì, 24 dicembre 2004

a:

in tutto ciò, il counter ha accusato una leggermente percettibile botta di vita. io invece sono un po' risentita e traumatizzata. uffi.

19:39 ¦ commenti

a:

dalle mie parti si chiama ironia. poi magari aggiungerei un filo di leggerezza. in effetti, non vedo proprio la necessità di prendere tutto così sul serio.

e poi, questo millantato pluralismo, dov'è andato a cacciarsi?

bah, a natale diventano tutti matti.

ad ogni modo, apprezzo la sincerità.

e, per quanto riguarda parenti e familiari, credo di avere tutti gli strasanti diritti di lamentarmi. voi non li conoscete mica.

19:29 ¦ commenti

o:

a. mi è ormai insopportabile. troppo costruita. leggo i suoi post e mi sembrano poco credibili... non gli eventi raccontati, ma il tono. va bene fare gli snob e ostentare il proprio essere trendy (o più tristemente fashion), va bene giocare alle anoressiche sottoposte alla tortura del cibo, va bene anche odiare cinicamente (quanto banalmente) il natale e tutto il parentame, va bene sputare sulle origini e su tutto quello che si è stati.

ma ad un certo punto basta!

e poi non si può lamentarsi dei cd ricevuti in omaggio. e mi oppongo ai post in codice totalmente indecifrabili.

sono uscita dal mio silenzio solo per dire quanto sopra.

questo mondo non mi merita.

18:49 ¦ commenti

a:

cavarsela è difficile. programmo digiuni tattici a scopo sopravvivenza, ma questa casa è ormai intrisa di odori di spezie e dolcetti fumanti e composizioni fruttofloreali da migliaia di dollari. tento di sottrarmi a rimpatriate con amiche logorroiche fingendo di dimenticare il telefono chissà dove. tanto domani la tortura con parenti fino all'ottavo grado non me la risparmia nessuno. anche io con oblio del david foster, anche se distrarsi sarà, appunto, difficile.

possibile che ieri ero davanti ad un camino che puzzava di arrosticini carbonizzati con un cane da cinquanta chili in crisi epilettica ed un vitello travestito da gatto ed un assembramento di esseri umani coetani, di cui uno con chitarra al braccio, tutti a cantare le biondetreccegliazzurriepoi? possibile che mi stessi pure divertendo? giuro non ero io. lo giuro.

17:05 ¦ commenti
mercoledì, 22 dicembre 2004

a:

in partenza pure io. con la mia solita geniale lungimiranza ho combinato date ed orari del mio avanti ed indietro, manco a farlo a posta, proprio per perdermi tutti gli sparuti eventi mondani della mia tranquilla provincia ricca così come quelli della finta metropoli adottiva. vedrò di trovare altri motivi per sopravvivere. tipo i panini al kamut che la mia mamma mi farà trovare caldi caldi. o le ore finalmente di svacco e cazzeggio in treno.

ieri il mio trip aziendale ha fatto tappa mistica al lago di monate. quello dello stracchino della mia dolce infanzia. che posto bellissimo, ghiacciato e avvolto dalla foschia.

oggi invece caccia al regalo. muji preso d'assalto. i mezzi lenti e stracolmi. un'aspirante piccola abitante di new york con una paio di inspiegabili anni di ritardo in sandali e gambe violacee. una vecchietta cicciottosa che mi chiede di allacciarle cappotto e sciarpa, ed io sorrido e mi commuovo e penso che forse questa mia faccia non è così da arpia come o vorrebbe farmi credere. e poi le mie mani distrutte, rosse e rattrappite. e forse è ora che mi metta seriamente a cercare i guanti nel fondo dell'armadio.

alla fine, alla sister il kit della caffeinomane freddolosa. al teddybear quello dell'ingegnere minimal. alla mamma il nuovo devendra banhart. al papi un aggeggino high tech. e cazzo, a me nulla. niente di niente. men che meno.  è da una settimana che tento invano di regalarmi qualcosa, ma, cosa troppo frustrante, non ci riesco mai. ieri, all'apice dell'egoismo, di fronte a questo sterminato magazzino decido di concedermi l'assaggio quattro cd di cui so poco o niente. tutta doddisfatta vado a pagarli, e viene fuori che addirittura i miei ospiti me li regalano. ringrazio con sorriso a miriade di denti, ma in fondo in fondo mi sembra che mi abbiano pure un po' guastato la festa.

uff. uff. uff.

devo terminare gli impacchettamenti. dire a presto alla mia connessione fastweb. esprimere frasi di circostanza a grancessa. che altro?

 

13:46 ¦ commenti
martedì, 21 dicembre 2004

m:

il fratello del mio coinquillino è convinto che mi guardo i porno di notte. infatti ieri sera stavo a letto a guardare the principles of lust, piccolo film inglese piuttosto interessante. il fratello ha però avuto la pessima idea di uscire dalla sua stanza proprio durante la scena dell'orgia e ha quindi sentito delle urla di piacere uscire dalla mia stanza buia. bah, fondamentalmente, me ne frego altamente.

oggi, grande evento, ho visto la praghese per una velocissima birra prima del parucchiere. abbiamo appena fatto in tempo a scambiarci le solite battute di circostanza ma mi ha fatto piacere rivederla. dopodiché, quello che doveva essere il clou della giornata si è trasformato in un disastro. il mio grande, mitico, bello parucchiere di fiducia ha avuto la pessima idea di non esserci. risultato: mi è capitata la bionda transgender non proprio piena di talento. sembro quindi un bravo liceale britannico precisino. che peccato. i miei bei capelli lunghi da artistoide di sinistra sono finiti nella spazzatura. pazienza, ricrescono.

sto aspettando di prendere il treno tra qualche ora. con whitney houston in sottofondo, inizio a pulire la mia stanza e a fare le valigie. ho comprato tutto, i panettoni, alcuni regali. ho i regali di natale della nonna. ciao milano, buon natale.

17:57 ¦ commenti
lunedì, 20 dicembre 2004

a:

ecco, non solo quando sono isterica, ma anche quando cado vittima dell'altrui blaterare, mi odio fortemente.

gente che spande merda dopo essersene riempita la bocca. individui totalmenti inutili ed innocui, persino sulle medie lunghezze. ed io tontolona che perdo minuti nell'organizzare mentalmente il mio tour di recupero forzato. davvero buffo, insomma. viene fuori che son troppo fiduciosa nelle capacità del mio prossimo. o magari pretendo da me l'impossibile. o è solo banale insicurezza.

comunque. c'è mancato poco che il fluire del parlare di sta tizietta occhialuta, maltinta e a dir poco esuberante mi rovinasse tutta la serata. alla fine, solo due ore di implacabile mantra "...che cazzo ci faccio io qui - dov'è l'uscita - metodi per provocarsi una morte indolore entro metà gennaio - metodi per colmare in quindici giorni la mia vergognosa ignoranza- che cazzo ci faccio io qui..."

alla fine, esiste sempre gente collaborativa. gente con cui isolare le spandi-merda, metterle in minoranza e agevolmente ridimensionarle. evviva la gente collaborativa. tutti hanno una funzione.

alla fine, mi si prospetta una serata solo noiosa, ma almeno non pessima. il mio microscopico ego può riposare tranquillo. niente festa etilica, però. tanto l'uomo senza quid non deve interessarmi. ha ragione o. sì. l'uomo senza quid non mi interessa affatto.se lo ripeto qualche altra volta, forse mi convinco anche io.

però, magari, morire prima di metà gennaio potrebbe essere una soluzione indolore. niente stress nè per me, nè per la povera cerchia di individui sulle cui spalle piagnucolo quotidianamente.

però. però, l'evento senza di me sicuramente ci perderebbe. innanzitutto, in glamour. e poi gli altri tizi li vedo troppo professionali e capaci per incappare nei miei tipici maldestri imprevisti dell'ultimo momento, senza i quali il pubblico sicuramente dormirebbe in piena serenità, senza conservare alcun aneddoto divertente e buffo sulla serata. e poi, senza di me, la troietta sparacazzate, contro chi si accanirebbe? ed il mio nuovo amichetto, con chi potrebbe allearsi? e poi, diciamocelo, anche gli individui sulle cui spalle quotidianamente frigno, dovranno sentirsi in qualche modo utili, no? che bello, anche io ho una funzione.

20:36 ¦ commenti
sabato, 18 dicembre 2004

a:

finalmente una serata vuota. finalmente ho visto secretary.

era una lacuna ingiustificabile per il mio pornosegretaria-look.

 

23:28 ¦ commenti (1)

m:

chiavi di ricerca per arrivare qua: "pornosegretaria" "diciottenni stronze" "terapia in menopausa and finti ormoni" "telecamere prendono donne senza farsi vedere" "repubblica modelle non piu' anoressiche" "barbona puttana" "ditalini con la mia amica" "guardo film porno con amiche" "io matura voglio nel culo prima volta" "pornoattrice prima esperienza". splendido. la rete è invasa da poeti inconsapevoli del loro talento. grazie.

11:46 ¦ commenti
venerdì, 17 dicembre 2004

m:

giornata natalizia pre-week-end. Si inizia con la visita del nuovo nid d'amour della soror felix venuta appositamente a milano per farcelo visitare. dopo uno spumantino sur le pouce un'ora di shopping sfrenato per il boyfriend. quest'anno niente perestroika del christmas gift, si segue lo zeitgeist attuale puntando in primis sulla griffe. prima al flagship store di armani dove purtroppo le taglie si limitano a small ed extra-large. si prosegue con il chalet di ralph lauren, troppo classic. prada ha prezzi da haute couture ma un assortimento cheap, non hanno ancora scoperto le collezioni flash. il tempo stringe, quindi non c'è tempo per il people watching nelle boutique di montenapoleone. la folla, degna delle favelas di rio, è così compatta che non c'entra neanche un sushi. lo shopping prosegue. l'offerta di miu miu è degna della tundra siberiana. il bazaar di d&g è decisamente destinato ad un altro target. risultato: niet. forse è stato un problema di kairos, non era il momento giusto. la soror salta sul treno ed io sul tram direzione home sweet home. adesso, piccola siesta e poi, come un torero che entra nell'arena, mi avventurerò in cucina per mangiare qualche dim sun prima di sdraiarmi davanti a qualche format televisivo in prime time. ecco la dura vita delle fashion victim, mica il cliché del maharadjà in paradiso. solidarizzo con i milanesi: ich bin ein mailander.

20:18 ¦ commenti

a:

volevo informare i miei co-blogger che domenica sera sarei disposta addirittura a rinunciare alle ultime puntate di sex & the city in cambio di una serata trisex prevacanziera degnamente organizzata. e qui passo la palla. io intanto alla causa dedico tutto il mio immenso spirito di sacrificio.

e poi, sì, posso anche concedere ad o la visione della bibbia del trip metodologico da me magistralmente scovata tra le polveri della biblio. sono sempre più magnanima. e forse è preoccupante.

19:18 ¦ commenti

m:

oggi giornata di laurea del cugino. mi sono perso la laurea proprio però sono stato alla cena. tanto casino, tanto alcol, tanto falso karaoke. bueno. però si...

ho provato a scrivere cose sensate però troppo ubriaco e stanco. vi lascio l'inizio lo stesso per le mie fan (ricordo all'emo che le parole di origine inglese sono invariabili al plurale, quindi niente fans, solo fan che ricostruiscono l'identikit per il momento più centrato sul mio pacco che altro).

02:44 ¦ commenti (3)
giovedì, 16 dicembre 2004

a:

adesso si chiama non-violenza? ed io che ero rimasta alla ruffianaggine... c'è solo da imparare da questi nordici!

comunque. denuncio una profonda spossatezza dovuta alla serata radical chic del milanese medio(cre) fondazione prada + arci.

che bello: il trisex di nuovo al completo. sorrido e quasi mi commuovo.

buona notte tesorini.

ah. sul colore del muro del cesso del rocket sono effettivamente colta in castagna. non ho la minima idea di quale sia, nè perchè abbia sparato rosso. ci sarebbe da indagare su questo ennesimo lapsus.

00:58 ¦ commenti

m:

back home. finalmente vi scrivo da milano. che felicità ma anche che fastidio. non mi ricordavo che il ritorno in italia fosse così traumatico. già prima di passare la frontiera è iniziato il fastidio. treno di merda italiano pre-prima guerra mondiale in cui è vietato fumare. in assenza di repubblica sono costretto a leggere il corriere in cui trovo un'intervista alla tipa della prova del cuoco, quintessenza del maschilismo generalizzato. sulla stessa pagina articolo sul nuovo programma della sette, format già adattato in inghilterra, francia e altri paesi, in cui dei gay cambiano un etero. solo che in italia, diversamente dai paesi evoluti, il moige, comitato di genitori (poveri bambini), accusa questo programma di divertimento di fare proselitismo dell'omosessualità e che è quindi dannoso per i bambini. mi fermo qua con la rassegna stampa perché o ha già elencato altri accadimenti pietosi. comunque, dopo tre settimane lontano dall'italia avevo dimenticato i suoi lati così insopportabili.

per il resto, vedo che la mia assenza non impedisce l'ormai tradizionale people watching del martedì. noto però con un certo dispiacere il fastidio creato dalla performance della mia ex-quasi-coinquillina (o dovrei dire ex-quasi-copalazzona) non meglio identificata. anche se posso condividere il contenuto del discorso delle mie co-blogger, la forma mi sembra alquanto eccessiva. ricordo che in data venti novembre ho definito gli autori di questo blog "triangolo che ha fatto dell'anonimato relativo una chiara marca di fabbrica" (o mi ha subito fatto notare l'errore di genere, ma sono convinto che sono anche questi errori elementari che mi rendono fascinoso nordico egoista, inoltre si dice che l'autocitazione sia la prova ultima del narcisismo). apprezzate il termine "relativo", epiteto necessario nel caso di esternazioni offerte ad un pubblico teoricamente illimitato. la presenza tra i nostri lettori di individui facenti parte della cerchia allargata di conoscenti era quindi inevitabile e risaputa. posso capire che la frase maldestra dell'interlocutrice rockettiana abbia creato un certo fastidio ma penso che la reazione sproporzionata da parte delle altre due punte dell'amo sia dovuta alla (ri)scoperta del non più relativo anonimato. non voglio tuttavia che questo mio monologo sia interpretato come una censura poiché ricordo che tutti hanno la possibilità di pubblicare commenti (mai eliminati) a post che ritengono offensivi. la mia argomentazione è principalmente dovuta al mio spirito non violento a scopi pacifici. peace.

00:50 ¦ commenti
mercoledì, 15 dicembre 2004

o:

il crocifisso resta in classe. usciamo dal protocollo di kyoto. passa l'emendamento salva-previti.

ma io davvero scappo col mio latino! anzi, visto che laggiù nel continente americano il clima non mi sembra meno inquietante, me ne vado in spagna. sposo uno spagnolo, anzi una spagnola... tanto lì si può. fuggo in un paese civile, o almeno più civile del nostro, vabbè che ormai basta poco per esserlo.

e poi sono stanca, sfibrata, stressata, svogliata, triste, ansiosa.

meno male che in tutto ciò rimane come consolazione l'ormai consueto appuntamento con il people watching del martedì. solite facce, ma mancava qualcuno: continuo a chiedermi quale evento mondano abbia avuto luogo ieri sera, così imperdibile da averci sottratto molta della nostra migliore materia prima da osservare. anyway, penso proprio che la cogliona stesse provando a coglionarci. questa nanerottola occhialuta nasona e insignificante che si è finta ubriaca per mettere in piedi un discorso assolutamente privo di capo, coda, corpo al solo fine di tentare di provocarci o metterci in imbarazzo è risultata davvero patetica. priva di stile. la recitazione era ingenua, da vera dilettante. gli argomenti usati non avrebbero funzionato nemmeno per un secondo anche se entrambe noi fossimo state ciucche. bah, io non mi sono sentita coglionata neanche per un istante. alla piccoletta posso solo dire che deve farsi più furba e imparare a simulare/dissimulare meglio prima di fare un altro show del genere con a&o del trisex. poi ci terrei a precisare che i miei ammiratori hanno invitato la mia "collega" (cito testualmente) a farmi i complimenti "per il décolleté" (chissà se si scrive così) e non, volgarmente, "per le tette", come riferisce erroneamente qualcuno.

e comunque, cara la mia a, non vorrei sbagliarmi ma il muro del cesso non è affatto rosso. ma verde chiaro.

e scassata alla precaria lo dico solo io. gli altri al massimo possono chiamarla diversamente abile.

21:25 ¦ commenti (1)

a:

già. thanks god it's tuesday. notizie dal mondo del cazzeggio.

o che si fa infinitamente pregare prima di uscire. ma non sa che io non ho limiti. nessun problema ad insistere. persuadere. lusingare. sono testarda. sono pallosa. ottengo sempre quello che voglio.

ed alla fine ne vale la pena. come no. perchè il rocket di martedì è ormai il nostro acquario preferito. io sono sempre imbacuccata come un'eschimese, o sempre qualche stagione indietro. o forse avanti. comunque. io sulla la mia regale bici maschile, lei contro la sua scassata e nanerottola precaria. la musica fa sempre un po' schifo, le persone sono sempre le stesse. c'è il puffo che sembra sempre farsi seghe. il turco-italiano che scrocca birra. il cugino tamarro della coinquilina di anna-chi... ma, soprattutto, c'è il broccolone. un gran bel figliolo alto&moro, dotato di un notevole paio di occhi verdi, magari troppo in salute per essere il mio ideale, ad ogni modo palesemente assoldato dalla direzione col solo scopo di intrattenere ragazze, partendo dalla più racchia e via via a risalire senza mai oltrepassare la soglia della decenza, ovviamente. e per sostenere quest'ardua missione il broccolone beve e forse si droga fuor di misura. sta di fatto che, dopo una cert'ora, lo si può vedere aggirarsi con occhio da triglia ed andatura ciondolante e cadere a corpo morto su queste poverette. adesso. non per essere pignoli. ma insomma, anche i cessi hanno dignità. prima o poi io ed o gli andremo a spiegare che sì, è un figo fuori dal comune, ma che, insomma, un figo, per essere consumabile, deve tenersi almeno un tantinino in piedi. soprattutto uno alto come lui. eccheccazzo, avrà sicuramente un certo peso. insomma. il nostro hobby preferito del martedì è spiare senza ritegno il broccolone nelle sue avance senza speranza. mai una che gli si conceda. poveretto. si toglie pure gli occhiali, ma niente. vabbè. stavolta appena ci ha viste è sparito. magari nel passato abbiamo esagerato. siamo state un po' troppo invadenti. peccato però, il nostro people watching in realtà si esauriva perlopiù nel pedinare i suoi goffi movimenti. uffi.

questo, però, non è di certo il core della serata.

diciamo invece che un'inutile ed anonima coabitante di aggressive ha tentato il coglionamento doppio delle sottoscritte tramite banale strategia dell'allegra cogliona ubriaca. insomma. sta tizietta tutta sorrisi ci avvicina. saluti e parole di circostanza. hey ragazze sono brilla, che fate di bello. neanche trenta secondi che già chiede notizie di m ( e che palle...) e poi se ne parte con un monologo comparativo sulla tristezza delle scritte nei cessi universitari, rispetto alla stranezza di quanto appare nei muri del rocket.

un discorso così sarebbe ininfluente, un po' come la donna che lo emette. ma il problema è che mesi fa, io e la passionale possessiva creamy, prese da alcol e noia, non abbiamo avuto di meglio da fare che sentenziare sul muro rosso del cesso, a caratteri bianchi e scomposti, un qualcosa di molto profondo e brillante, del tipo "trisex vs la scena".

uff. sorrisi, risate. indifferenza. ma che ti aspetti, piccola coabitante di aggressive, un'ammissione di colpa? oppure vuoi che salutiamo pure te da qui?

comunque, neanche questo è stato il core della serata.

infatti, per la prima, e presumibilmente ultima volta nella vita, ho ricevuto i complimenti per le tette.

non mie, ovviamente.

due raffinati estimatori, al passaggio di o, mi hanno sussurrato con grazia tale da rendersi udibili presso tutto il locale: hey, fai i complimenti alla tua collega per le tette!

wow. io mi sono commossa davvero. sono addirittura diventato un po' rossa. o invece è riuscita ad offendersi.

03:29 ¦ commenti

m:

ultima notte prima del grande ritorno a milano. leggendo i post delle mie co-blogger mi sembra di avere perso qualcosa. elimina questa naturale credenza che porta a pensare che quando vado via tutti si chiudono in un armadio e non ne escono fino al mio ritorno. ma tra le righe vedo una piccola malinconia e mi viene da sognare che magari un triangolo a due angoli è un po' squillibrato. sarà anche l'ascolto dei drifters che mi fa tornare in mente momenti allegri in cucina a casa che mi da questa voglia pazzesca di essere a casa, di recuperare la mia autonomia da papà e mamma, di mettermi gli occhiali da breve termine e dimenticarmi che tra sei mesi chiuderò definivamente l'avventura milano. in questo momento i cinquemila euro mensili della deutsche bank sono la cosa che voglio di meno al mondo. voglio sperare che il colloquio di lavoro che ho fatto lunedì era solo una scena recitata per il piacere di incontrare una bella responsabile delle risorse umane svedese che mi dice che mi vedrebbe molto meglio da armani che nel settore bancario a cui ho dovuto rispondere a malincuore che invece la banca è il posto giusto per me in questo momento e che la competizione presente in quel mondo sarebbe un bellissimo stimolo per me e mi permetterebbe di combattere gli altri usando le mie competenze. vorrei che mia sorella scherzasse quando mi dice che dovrò tagliarmi i capelli per lavorare in banca perché è un ambiente in cui l'eccentricità, anche se minima, non è un valore. vorrei che il mio conto corrente fosse pieno e che riempirlo fosse solo un hobby. vorrei che il mio relatore mi chiamasse per dirmi che l'università mi prega cortesemente di aspettare prima di entrare nella mitica vita attiva, di cazzeggiare ancora sei mesi. vorrei già essere a milano. thank god it's tuesday.

01:32 ¦ commenti
martedì, 14 dicembre 2004

o:

per la cronaca, ma soprattutto per a.: marina lotar, al secolo marina hedman, nota anche come marina frajese (ex moglie del giornalista paolo) è svedese.

almeno di nascita.

comunque resta una colonna del porno italiano.

15:37 ¦ commenti

a:

e insomma. marina la calda ninfomane in realtà era una quarantenne sfatta e rugosa, con tante doppie punte su un'improbabile chioma biondo cenere infeltrita. un neo posticcio che si spostava da una scena all'altra, un terribile smalto perlaceo dato pure con la grazia di un rinoceronte, su un paio di mani da camionista. una pancia flaccida e mal contenuta e una mimica facciale da ivana spagna.

o ha passato la serata a ripetermi che tutto ciò ha davvero poco peso nell'economia di un porno, perfino di un porno di culto come marina la calda ninfomane.

vabbè. chissenefrega della noia e della ripetitività. della totale assenza di alcunchè di vagamente e umanamente eccitante. della sproporzione pompino vs cunnilingus. della non quantificabile bruttezza degli interpreti maschili.

ma insomma, una cazzo di costumista potevano pure assoldarla per dare almeno un po' di varietà e fantasia a quei tristi bustier strizza-ciccia.

14:01 ¦ commenti
lunedì, 13 dicembre 2004

a:

i miei rapporti con grancessa (la coinquilina del soffritto) stanno incredibilmente migliorando.

in più, ho appena conosciuto la nuova flatmate temporanea. pettinata ma gradevole.

posso avere motivi per non essere del tutto pessimista in merito alla mia sopravvivenza qui. iuppi.

e poi mi attende una pornoserata a casa di o: visione di "martina la ninfomane".

o forse marina?

20:57 ¦ commenti
domenica, 12 dicembre 2004

a:

non so se è stata la strategia degli insulti. più probabilmente ti ho preso per estenuazione. ad ogni modo, grazie, grazie davvero. non tolleravo più quel mio occhio semichiuso. adesso magari mi odi. amen.

comunque. finalmente mi spiego il pacco tiratomi dalla cara o sì sì dai sentiamoci dopo il concerto. dopo il concerto la cara o mi ha fatto fare una miriade di chiamate a vuoto ed alla fine io e l'essere buffo incomprensibile e antisesso ci siamo rassegnati ad una serata in coppia che comunque è stata decisamente divertente.

primo perchè lasciare una macchina intera a due individui col nostro senso pratico non può che portare a risvolti oltre la comicità. perchè lui mi ha fatto fare il giro di piazzale lotto cinque volte. e perchè io solo alla terza mi sono accorta che era sempre la stessa piazza. va beh. non è mica colpa mia se noi abitanti di appartamenti in bilico sulla madonnina non siamo mai saliti su una novanta/novantuno e quindi ignoriamo i luoghi emblematici di tale linea.

poi comunque il concerto è risultato essere alquanto coreografico. meno ruvido delle attese. sicuramente si son divertiti più loro di noi. però, altrettanto sicuramente, è stato meglio di ricevere un calcio in culo.

in seguito abbiamo deciso di fare poco i fighi e restare nel gregge della circonvallazione. quindi abbiamo trascorso una bella quasi-ora in macchina e tra le macchine a parlare con sottofondo di cassetta di daniele, il figo del liceo. e noi due che parliamo siamo ovviamente all'altezza della comicità della serata. io sono la tipica donna isterica che parla a raffica. lui è flemmatico ai limiti della sopportabilità. però sento che questo approccio rallentato ci ha fatto evitare un buon numero di incidenti.

e poi niente. andiamo a farci birra cruda vicino casa e invece ci ritroviamo in qualcosa di simile ad un compleanno. e qui veniamo coinvolti in circolazioni di torte e vino. un paio di brindisi e finiamo col fare le tre parlando di politiche economiche e sociali con un perfetto sconosciuto che offre pure da fumare. io per poco non mi strozzo. e siccome sono pure un po' brilla me ne parto per pensieri profondi tipo wow, forse è la prima volta che riesci ad aspirare decentemente. magari questa volta funziona. o magari no.

11:44 ¦ commenti (2)

o:

leggero ma tenace mal di testa, lingua e labbra violacee, lieve bruciore di stomaco. sono i classici sintomi di abuso di lambrusco. che tristezza, ha detto non molto tempo fa qualche imborghesito. quanti ricordi dell'ormai andata giovinezza, quando bastava poco per divertirsi, dico io.

non che ieri sera abbia bevuto solo quello, per carità. comunque sono appena tornata a casa dopo essermi addormentata nel bel mezzo di una festa di compleanno. non so a che ora esattamente. bevevo e parlavo, parlavo e bevevo. ho fatto il mio show. e in un momento che adesso non riesco a visualizzare con precisione ho deciso di ritirarmi nella stanza del coinquilino del festeggiato per riposare un po'. ho dei vaghi flash di gente che tenta di svegliarmi per uscire, poi altri di qualcuno che mi sfila gli stivali con la forza per mettermi definitivamente a letto. insomma i miei simpatici amici mi hanno lasciata collassata in casa e hanno continuato la festa altrove. sono tornati verso le 5, non proprio con passo felpato e voce discreta. e per di più il mio compagno di letto ubriaco ha manifestato una fastidiosa tendenza a espandersi e a rubarmi tutta tutta tutta la coperta. in tutto ciò la cosa più preoccupante è che quando ho realizzato che non stavo dormendo a casa mia sono andata in panico per causa del mancato ovulo notturno che mi avrebbe sballato la tabella di marcia. ma alla fine fanculo agli ovuli.

non sono più il ghepardo di una volta, ero una macchina da guerra...

10:36 ¦ commenti
sabato, 11 dicembre 2004

a:

m è cattivo, egocentrico e dispotico. si approfitta dei miei handicap e vanta addirittura il possesso del dvd di candyman.

il mondo è davvero crudele ed insensibile con le bambine speciali.

altra esosa cena con adulti professionisti. sono di nuovo rimasta traumatizzata, so già che non riuscirò a dormire.

uffi.

01:21 ¦ commenti
venerdì, 10 dicembre 2004

m:

stasera finisce il mio isolamento sociale. dopo due settimane, faccio cose, vedo gente. non ho bevuto un goccio d'alcol in otto giorni. fumo circa dieci sigarette al giorno. un periodo di salute dovuto alla malattia, paradossale ma sicuramente benefico per il mio povero corpo esposto agli attacchi autoinflitti.

quindi, dicevo, stasera esco. serata tranquilla con gli amici d'infanzia, quelli tanto bravi da fare impallidire i personaggi di dawson's creek. se facciamo follie, sarò a casa alle due. un buon modo per riabituarmi alla vita sociale. perché domani non si scherza, serata in uno chalet in montagna a mangiare fonduta e a bere tutto quello che ci capita tra le mani. diciotto giovani che festeggiano natale prima di natale. come sempre in questo paese, le regole sono precise: ognuno deve portare due regali da sei euro che saranno distribuiti durante la tombola. l'idea è comprare la cosa più inutile e più di cattivo gusto possibile. ho già trovato un cubo di vetro con un toro tridimensionale dentro e la scritta "bel toro". un capolavoro, spero quasi di vincerlo io. per il secondo, devo ancora pensarci.

natale si avvicina sempre di più, c'è il piccolo mercato di natale con tutte le luci per strada. i babbi natali col nasino rosso che ti vendono il vin brulé. i negozi che si riempiono sempre di più di gente sempre più isterica. che bello. sono felice. ma mi fa anche un po' paura per l'impressione di non essere riuscito a combinare niente questo mese, l'angoscia di non farcela a scrivere questa fottuta tesi. e, per togliermi gli ultimi briccioli di motivazione, la deutsche bank che mi propone un lavoro da gennaio pagato cinquemila euro. ho la testa che sta per esplodere.

14:10 ¦ commenti
giovedì, 09 dicembre 2004

a:

uffi. ho deciso che quelle misere quindici righe iniziali sono da buttare. non mi piacciono, si ricomincia. e poi sto trovando sempre più materiale, e la situazione si complica. e nonostante l'assetto da scrittura, il doppio cardigan, la spremuta d'arancia, garbarek e la casa vuota, continuo a temporeggiare. cazzo, non dovrei essere qui.

adesso che scrivo "cazzo" mi viene in mente ieri sera. fantastico. esilarante. cena col papi ed un po' di suoi amici colleghi. passo a prenderlo al marriott (ma le stelle sono proporzionali all'insostenibile pacchianeria?) e poi via ad ingurgitare ostriche e delizie affini (speravo di aver chiuso col festival della proteina ittica, e invece). a parte il mio simpatico vicino di posto, con cui discuto addirittura del palinsesto di la sette, tutti parlano animatamente di trapianti, nomine e poltrone traballanti, ovviamente con ampio ricorso ad un monocorde e banale turpiloquio. credo che più in là di cazzo e frocio non si sia proprio andati. e c'è pure da dire che negli animi gentili di questi rampanti signori la sottoscritta risulta essere poco più che pubescente. e davvero esilarante è stato quindi, non solo ricevere odiosi buffetti sulle guance manco fossi un bambolotto, ma l'aver assistito a questa profusione di scuse e mi di spiace e perdonami ad ogni singola inutile parolina volgare (cazzo/frocio) emessa, che potesse turbare le mie povere orecchiucce di bambina.

tra l'altro non capisco perchè diavolo mi chiedessero scusa dal momento che non parlavano neanche con me... bah.

comunque, sono sopravvissuta alle ostriche, alle scuse inutili, e pure ad un indegno ritorno in taxi. ho costretto mio papi ad una delle mie adorate maratone notturne ed alla fine ha apprezzato pure lui.

e poi ho scoperto che solo le sturacessi del plastic non si sono slinguazzete gli interpol, tutti o in parte. e stavo pensando. cinque mesi di tour. e poi, che ne so, una media di un concerto ogni due giorni. con una buona media di, bah, una decina di slinguazzate a serata. per quattro persone. e mi chiedevo, che effetti devastanti potrebbero aversi se gli interpol, tutti o in parte, si pigliassero una sana mononucleosi?

stasera forse forse incomincia il cineforum dei pornazzi. iuppi! devo solo riuscire a sbarazzarmi dell'ospite abusiva del mio divano letto. la più filosofa delle amiche della sister. magari mettiamo anche lei di fronte al pornazzo. in fondo, non si finisce mai di imparare.

15:45 ¦ commenti (1)
mercoledì, 08 dicembre 2004

o:

ieri mattina, dopo la classica traversata in ICN, ho rimesso piede sul suolo milanese. buio e freddo. tram fino a casa. casa vuota e tranquilla.

più tardi ho passeggiato un po' in una città sorprendentemente soleggiata e gradevole. dalle mie parti uno strano deserto. silenzio. quiete. chiaro, l'università era chiusa... è stato piacevolmente surreale, e, sembrerò esagerata, mi ha dato calma interiore.

dopo una mezza giornata di più-o-meno-cazzeggio-più-o-meno-studio mi sono tuffata nel carosello di madonne psichedeliche frittelle vestiti e accessori da fricchettoni e quant'altro. il culmine sono state le "bambole di lana grezza fatte a mano con amore". no comment. abbiamo anche visto san precario (ah, se ci fosse stato il mio latino...). ho mangiato senza freni e senza vergogna. sublimazione, ha insinuato qualcuno. beh, che dire, aveva ragione! nell'ordine: patatine fritte (1 vaschetta), arrosticini (2 spiedini), panino al prosciutto (2 morsi), pasta integrale con patate (1 prato bem cheio), pannocchia di mais abbrustolita (1/4), frittella zuccherosa (1). ottimo e abbondante. è mancato lo zucchero filato, ma solo perché mi era passata la voglia. alla fine sono tornata a casa pedalando faticosamente sulla mia (sarebbe meglio dire contro la mia) precaria scassata che opponeva una resistenza spaventosa. e poi collasso totale alle ventidue e trenta: prima davanti a ballarò e a seguire nel mio bel lettuccio.

12:28 ¦ commenti (1)
martedì, 07 dicembre 2004

a:

ha ragione o: qui sembra di essere in mamma ho perso l'aereo. casa completamente vuota. zero testimonianze di vita altrui. ed io non sono nemmeno nelle condizioni di apprezzare in pieno così tanta grazia.

ad ogni modo. gli obei obei sono incompatibili con pessimo umore ed agorafobia. o forse farei meglio a definirmi misantropa tout court. bah. comunque, sono stata di peso per me, per o, e per i nostri due accompagnotori uomini che, in quanto tali, molto probabilmente non si sono accorti di alcunchè. io completamente stralunata, o incredibilmente vorace. ho perso il conto dei suoi desideri. e almeno questa è stata l'unica nota buffa e divertente della situazione: comitiva divisa in due, da una parte due fogne bulimiche, dall'altra noi modelle anoressiche. vabbè si fa per dire. solo perchè non voglio frittelle, spiedini fumanti di animale morto, patine fritte imbalsamate, pasta di fricchettoni, panini e mais alle sei del pomeriggio non vuol mica dire che sia anoressica.

comunque. gli odori di incenso, carnazza e castagne. la terribile musica reggae. le pashmine cinquanta viscosa cinquanta poliestere. le madonne catarifrangenti. le torte fatte in casa e vendute a prezzi spudorati.

mi arrendo. non sono abbastanza forte. non riesco. faccio acqua da tutte le parti. e poi ho i piedi davvero congelati, nonostante il doppio paio di calze e l'assenza di un freddo serio. quindi non ho mentito, era un'onesta mezza verità. dieci minuti buoni per venire a capo della mia condizione spazio temporale. e poi via in bici verso casa.

così assente che non guardo dove vado. che guardo per terra e quasi investo una tizia e mi si infila un pedale nello stinco. e devo aver la faccia decisamente eloquente, perchè, nonostante sia in pieno rosso e torto marcio, la tizia mi ricopre di scuse e di premure. vabbè. l'ennesimo ematoma che passerà dal viola al giallo passando per il verde.

poi scopro che qualcuno è entrato nella mia uno, ma in modo nuovo. so che qualcuno a volte ci entra, perchè la trovo aperta ed anche un po' in subbuglio. non so che ci faccia, ed è difficilmente ricostruibile, perchè ormai la sister l'ha improfumata come una puttana. quindi se il qualcuno in questione ci si fuma canne o tira seghe, beh, non lo scoprirò mai. ad ogni modo, questa volta qualcuno ci è entrato senza passare per serratura e maniglia. ha direttamente puntato alla parte bassa dello sportello-passeggero, che adesso rientra di un paio di centimetri buoni. qualcuno abile nel parcheggio quanto me ha evidentemente tentato l'assedio alla mia macchinina. complimenti.

beh, meglio così. almeno non sarò l'unica responsabile di bozze ed ammaccature che infiocchettano la mia povera uno.

e finalmente a casa. mangio latte biscotti e miele.

piango al telefono e guardo fuori dalla finestra. l'omino fastweb mi fa ciao con la manina.

23:37 ¦ commenti
lunedì, 06 dicembre 2004

a:

fine del festival della proteina ittica. ho fatto micropagnotte al farro con semi di sesamo e papavero. ho visto le uniche due persone per cui valesse la pena sottoporsi alla pioggia (il teddybear e l'attrice, nella fattispecie). interrotto la mia preoccupantee cronica insonnia mattutina. da domani riprenderò a svegliarmi all'alba, ma amen. e poi boh. poco altro.

niente di nuovo pure qui: il coinquilinaggio è intollerabile pure quando assente. mi aspetta un impegno semimondano a cui non ho alcunissima voglia di partecipare. e poi il frigo con l'eco. i gattini morti in giro per il corridoio. la casa umida.

ad ogni modo continuo a credere fortemente che questo blog non possa vantare lettrici appostate sulla riva della moldava. in caso contrario, benvenuta miss, anche da parte mia.

15:02 ¦ commenti
domenica, 05 dicembre 2004

m:

sfogo totale contro l'italia bigotta. ho appena letto su repubblica che un concorrente di campioni è stato espulso perché ha bestemmiato in diretta. ricordiamo che era già successo alla fattoria e a grande fratello. è arrivato il solito putiferio da parte delle associazioni di genitori e simili. pietro zocconali, presidente dell'associazione nazionale sociologi, chiede "un'autorevole presa di posizione del capo dello stato". e qua si supera il limite del tollerabile. un sociologo, una persona che dovrebbe riflettere su queste cose dalla mattina alla sera, si permette di dire una tale stronzata? e la scusa è sempre che si vuole proteggere i bambini lobotomizzati che rifanno pari pari quello che vedono in tv.

quindi ai bambini fa bene vedere valentino rossi che beve una bottiglia di nastro azzurro prima di salire sulla sua moto, fa bene vedere gente che fuma, fa bene vedere ridge che ha una storia con quella a cui faceva il bagno da piccola pensando fosse sua figlia, fa bene sentire il ministro mirko tremaglia spiegare che a bergamo i froci li chiamano culattoni. alle bambine fa bene vedere che i tre quarti delle donne in tv sono state scelte non per quello che esce dalle loro labbra ma per quello che ci hanno fatto entrare.

e cosa succede se uno bestemmia contro buddha o maometto? mi sa che riceve la cittadinanza onoraria di treviso.

sti schifosi non si nascondono neanche dietro ipocriti argomenti laici, non ce n'è bisogno. e la stampa comunica in maniera acritica. sono stufo di questa vomitosa mentalità bigotta. grazie dio porco di avermi fatto ateo.

01:58 ¦ commenti

m:

mia sorella mi ha raccontato una storia che è proprio di quelle che vorresti tanto tanto succedessero a te: sabato scorso, a una festa in discoteca, vede un'amica che sta parlando con il solito fighetto milanese insopportabile. va da lei, la abbraccia e le dice "che cazzo fai con questo sfigato, vieni con me, andiamo a bere". poi la guarda meglio e scopre che è una totale sconosciuta che le lancia uno sguardo pieno di sopresa e di odio. incapace di fare altro, le ride in faccia e si allontana. splendido. grazie di esistere.

stasera ho guardato miss france. il sogno della vincitrice è di occuparsi di bambini in difficoltà e di persone diversamente abili.

io, sinceramente, i real-fake-hidden-wannabe-israeli-faggots, me ne sbatto i coglioni.

i pochissimi blog che frequento stanno sprofondando nella fashion-autoreferenzialità-incomprensibile-ai-comuni-mortali.

vorrei salutare i nostri lettori dal perù, dal canada e soprattutto la nostra lettrice sulle rive della moldava. ciao tesoro.

01:04 ¦ commenti
sabato, 04 dicembre 2004

o:

io sono assolutamente pro-faggots... fake o real che siano.

niente concerti quaggiù, solo cinema con la mamma, tempo in famiglia, controlli otorinolaringoiatrici, delizie culinarie caserecce.

e qualche lite, che non guasta mai.

11:09 ¦ commenti
venerdì, 03 dicembre 2004

m:

sto male

da due giorni non riesco quasi ad alzarmi dal mio letto. febbre, dolori muscolari, tosse, mal di testa. ho proprio vinto il jackpot. oggi ho dovuto interrompere tre volte il pranzo e sdraiarmi un attimo per evitare di svenire. sto veramente male. e poi visto che sto a letto tutto il giorno, non riesco neanche a dormire di notte. i miei genitori mi hanno appena abbandonato per il week-end. completamente solo. tutto mi da mal di testa, leggere, guardare la tv, parlare al telefono, andare su internet. quindi mi fermo qua.

16:22 ¦ commenti

a:

le migliori sono le cassiere della standa. accento 100% verace, e non si può non sorridere. ma anche la tizia della farmacia non era da meno, diciamolo. ah. la mia ricca provincia centritalica in riva al mare. ah, che soave sonnacchiosa tranquillità. con queste tecnologie così spocchiosamente vintage. e questa amorevole connessione che viene e va. e va.

qui in ritiro spirituale. teoricamente dovrei studiare più e meglio. visto quanto fatto stamattina, dovrei dire utopicamente. ad ogni modo, ieri almeno mi son vista sti interpol.

che dire. apprezzati. però non avrei dovuto mangiare prima del concerto la ricca piada alla verdure di campo della terry. consiglio ad ogni disperato di passaggio per questa ricca provincia centritalica di consolarsi e gratificarsi con la ricca piada tutta colesterolo della terry. ah. comunque, non avrei dovuto mangiarla perchè al momento non saprei proprio dire cosa ho gradito di più. vabbè, ho gradito molto l'effetto sagome contro luci rosse.

e però il teddyboy mi ha abbastanza pesantemente e prevedibilmente smontato il concerto. invece, divorandosi la piada, ha quasi emesso versi e sospiri.

boh.

13:15 ¦ commenti (2)
mercoledì, 01 dicembre 2004

m:

dopo un lungo silenzio eccomi di nuovo tra di voi grazie alla connessione wifi gratuita offerta dal gentile sindaco della mia cittadina oltralpe. decisamente, siamo troppo avanti. sono quindi lontano da milano per tre settimane ma so già che il tempo volerà qua.

le ricerche per la tesi vanno benissimo, come al solito i miei concittadini sono di una disponibilità inimmaginabile. tutti che dicono buongiorno, sorridono, ti ascoltano, fanno ricerche per te. wow.

per il resto, vedo che la mia serata di venerdì e quella delle altre due punte del triangolo felice si sono svolte in parallelo. ho fatto il nordico con grande stile. pomeriggio da intrecci per farmi una piega semplicemente strafiga, vestito in giacca e pantaloni neri con il tocco fantasy della camicia rossa. lo spumante e le vodka lemon hanno fatto effetto molto rapidamente. ho, in ordine, provato a sboccare due volte, chiacchierato con b, perso le chiavi dei festeggiati, dormito un'ora su un divano, riprovato a sboccare, parlato con totali sconosciuti, dormito a casa, vestito e con le lenti. e tutto questo in un cinque stelle pseudo-fashion della milano bene. il nordic style rappresenta decisamente un muro all'imborghesimento precoce milanese.

sabato, invece, una di quelle serate che piacciono a me. inizio piuttosto light alla festa di natale finlandese con bambini che urlano da tutte le parti ed io che mi ubriaco lentamente con birra e vin brûlé. rimpatriata con amiche che non vedo da cinque anni di cui la più sfigata ha solo un bambino. tutte mamme ingrassate, dolci casalinghe della società contemporanea. quelle che sette anni fa urlavano commenti osceni durante la tombola, oggi battono le mani quando il bambinino tanto carino va a ritirare la borsa finnair che ha appena vinto. perché riprodursi significa per forza normalizzarsi? dopo la tombola, alle dieci e mezza, tutti a letto tranne noi che proseguiamo verso il bar della stazione dove la cameriera ci racconta con tanti dettagli come ha pulito il vomito lasciato da un cliente poco prima. dopodiché, direzione karaoke per regalare il nostro dolce timbro vocale ad una canzone partorita dall'icona céline dion. un momento di antologia con sguardi terrificati o imbarazzati ed un bel commento finale del karaoketario "è tragico". quindi si prosegue per una festa di giocatori di basket in cui mi sento un incrocio tra titti e calimero con probabilmente il quoziente intellettuale inferiore a questi due illustri modelli. ritrovo l'amico della soror che aveva assistito alla mia conquista della barbona semi-obesa sessantaquattrenne ubriaca più di un anno fa. noto con un certo orgoglio che questo exploit mi ha fatto entrare dritto dritto nel suo pantheon dei life-model e mi presenta a tutti i suoi amici. quattro vodka mela dopo si decide di avviarsi verso casa dove ospito n, la mia accompagnatrice per tutta la serata e la sua nuova conquista che dormono insieme nel letto accanto al mio. però lei ha le mestruazioni e quindi posso sognare tranquillamente senza interferenze esterne indesiderate.

17:45 ¦ commenti (1)

trisex

un'etica, uno stile, una ricerca continua
oltre il sesso, un'esperienza a sei mani, tre stomaci
un tentativo, probabilmente utopico, di darsi un nome

il trisex sei tu

tre blogger

a: leale fashion (f)rigida
m: fascinoso nordico egoista
o: passionale possessiva creamy

contatore

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