

o:
tranquillamente casa. fino a poco fa guardavo l'infedele con madre e fratello. niente chat con il latino per qualche giorno. solo calma e tempo per pensare. dovrei studiare, ma parenti e abbiocchi post-eccessi-enogastronomici me lo impediscono. è come se qui io cadessi in una specie di letargo. non ho bisogno di dire a nessuno che sono arrivata, che ci sono. sfuggo la vita sociale. dormo mangio dormo mangio. passo il tempo con i miei cari, che non mi danno pugnalate a tradimento. guardo la tv. pigra più del solito. mi indigno ma mi lascio risucchiare, ipnotizzata davanti al wrestling o ad affari tuoi. domani è prevista gitarella di famiglia nello sperduto paesino di origine di mia nonna. sono previsti freddo e ottimo prosciutto di montagna. dovrò coprirmi bene, visto che qui nella mia milanodelsud, a differenza che nella metropoli grigia, fa un caldo pazzesco: zero riscaldamento acceso, zero cappotti e zero giacche in giro. e dire che lassù al nord si gelava, non faceva che piovere e il cielo grigio era una costante nelle mie giornate...
m:
si sta avvicinando la fine e non vedo proprio l'ora di esserci. anche se lasciare milano mi dispiacerà sicuramente un po'. ieri sera parlavo con s del bilancio di questi anni qua e devo dire che io sono soddisfatto. lei diceva che avrebbe potuto fare molto di più, divertirsi, incontrare un sacco di gente. ma sinceramente non è quello l'importante. lei è arrivata qua che era umanamente, psicologicamente, sentimentalmente e sessualmente scombussolata. adesso sta bene, ha trovato un suo equilibrio, ha imparato un sacco di cose, è apprezzata e rispettata dai suoi amici qua ed a casa sua. cazzo, non si può dire che non è niente. mi sembra tanto, tantissimo.
per scaramanzia preferisco non fare ancora il bilancio della mia permanenza in questa città grigia. per il momento dico solo che è positivo, molto positivo. ho una voglia pazzesca di ripartire per nuove avventure in una nuova città, in un nuovo paese, stare lì qualche anno e ripartire, ricomminciare, ancora e ancora. wow.
e voglio un bambino.
a:
ho finito di fare le valigie, finalmente. ero partita con l'idea di fare la smart con solo lo zainone da viaggiatrice. poi ho ripiegato sul trolley, giusto per non star scomoda e non sgualcire le camicie. ora, oltre al suddetto trolley, si è aggiunta pure un'ulteriore mega borsa colma di libri e dischi. manco dovessi andare su un eremo per un mese. vado a tranquillamente casa per tre, quattro giorni. quando le migrazioni programmate cadono a strafagiolo tra gli inconvenienti quotidiani.
ad ogni modo ora sono più tranquilla. ho esagerato. mi sono lasciata sopraffarre della ansie. come al solito mi perdo in microscopici bicchieri d'acqua. parlarne con un perfetto sconosciuto dalla voce suadente è stato come un massaggio cerebrale. mi sono vista piccola e buffa. ho sorriso di me. posso imparare ad essere indulgente. posso trovare spiegazioni ai miei comportamenti. se non posso del tutto liberarmi della rigida similcalvinista educazione che mi porto dietro e dentro, posso almeno cercare di scovarla nelle mie paure. nelle insicurezze.
sì, sto meglio.
e non è colpa di nessuno. neanche mia, neanche della mia mami. certe cose non le decidi. e sicuramente non ne hai l'intenzione.
non so. sono un poco confusa. ma parlarne è stato salvifico.
ora ho solo un gran sonno.
baci, dolci baci.
a:
perchè fuggire è la cosa che mi riesce meglio?
a:
notte pessima: non ho dormito quasi per niente, ed in quei pochi momenti in cui ho chiuso occhio è riemerso tutto il peggio della mia vita sotto forma di incubi.
e poi zanzare e paure irrazionali nascoste. ed un insetto che scricchiolava inquietantemente. ed il letto duro ed il male all'osso nel fianco destro.
non sono fatta per la vita. la vita non è fatta per me.
le ragazze serie stanno chiuse in casa.
chi non regge l'urto è meglio che non ci provi neanche.
le figlie di maria sono le prime a darla via.
senso di inadeguatezza. impossibilità di sentirmi al sicuro. ed il solito desiderio di essere altrove.
what the hell am i doing here?
a:
povera piccola o !
però non è giusto, voglio vederlo pure io numa numa ie! magari lavatelo prima...
anyway, una precisazione:
se casa di o & m è in centro, la mia è in bilico sopra alla madonnina.
vi metto pure al corrente del mio ultimo oggetto del desiderio: un paio di superpantofolone similstivali in piuma non so quanto d'oca con i cervi disegnati sopra, viste stamattina da h&m al prezzo amico di nove e rotti euri. qui fa ancora un caldo boia, ma sono così carineeee. se venisse una bottarella di gelo artico sarei pronta a dismettere addirittura le mie amate ciabattine in gomma piuma con le zampe dei micetti.
che strano tutto questo bestiario nel mio guardaroba casalingo. a me gli animali veri sono del tutto indifferenti. mah.
ps: questo post era per dimostrare che posso essere anche più odiosa che in quello precedente (che del resto a me pareva abbastanza innocuo...)
o:
aiuto. mi sveglio con la usual nonvoglia di studiare. mi alzo faticosamente dal mio letto ripromettendomi che oggi ce la farò. uscirò di casa. punterò dritto alla biblio dell'uni. e studierò il più possibile. scendo la scaletta del mio fantastico lettone soppalcato ikea. guardo fuori dalla finestra. cielo grigio, panorama desolato: ok, sono ancora qui, ce la farò a scappare da questa città. chiamando a raccolta tutta la mia determinazione mi dirigo verso la porta della stanza. la apro ed esco. compio una rotazione di 90° verso la porta del bagno che ho usato negli ultimi 5 anni. apro la porta e vorrei non averlo mai fatto.
sarà durato un secondo, ma è stato terribile. imbarazzante. inquietante.
ho visto numa numa ie, il temporary flatmate rumeno, che cercava contorcendosi spasmodicamente di nascondere il suo probabilmente minuscolo pene e chiudersi i pantaloni per evitare l'umiliazione. un reciproco scusa scusa scusa. ma in queste situazioni ci metti sempre qualche frazione di secondo di troppo per realizzare cosa sta succedendo, dirlo al cervello, e avere un qualsiasi tipo di riflesso reattivo appropriato. sono corsa in camera e mi ci sono chiusa. c'è da aggiungere che quest'uomo è anche stato ribattezzato il formaggio, a causa del suo proverbiale odore caratteristico captabile probabilmente a kilometri di distanza. c'è da aggiungere che quel bagno era il mio bagno, fuori dalla sua giurisdizione (abbiamo due fantastici cessi in questo spazioso-luminoso-centrale attico), e dotato di una funzionale e funzionante chiave. ultimo particolare: il formaggio abita qui da un paio di settimane ma l'avrò incrociato tre volte e non ci siamo mai scambiati più che un ciao.
ma perchè capitano tutte a me?
e ora il bagno puzza. e io sono traumatizzata.
m:
denti lavati, faccia pulita, sono pronto ad andare a nanna...
il risveglio è stato alquanto strano e sconvolgente, in questo mitico letto di o in cui non avevo mai dormito in quattro anni, da solo, senza lenzuola, alle otto e mezza e con un vago ricordo della sera prima. sono serviti almeno cinque secondi per ricostruire le circostanze che hanno portato a questa situazione inaspettata. e poi arrivano tutti i flash: le margarite, la conversazione sui cunilingus, gli abbracci, la pseudo-crisi isterica pre-mestruale...
però, fondamentalmente, la costruzione di un triangolo felice, si sa, è un percorso tutto in salita. già non è facile mettere due persone d'accordo, figuratevi tre. e poi se si aggiungono fattori esterni tipo un latino messengeriano, un'importante quantita di alcol, i fantasmi degli/delle ex, i non-detti irrisolti o il famigerato ciclo femminile, la probabilità tende verso lo zero assoluto. ma io ci credo, tre è il numero perfetto.
comunque i miei pensieri vanno a questa povera aggressive che bisognerebbe ribattezzare aggredit visto quanto le fischiano le orecchie (o le casse del computer nel nostro caso) in questo periodo. lei ha difetti, tanti difetti, come tante altre persone ma sicuramente non è una ragazza cattiva o completamente stupida. mi ha dato tanti momenti felici e tengo a precisarlo (soprattutto a me stesso, mi sembra). adesso è lontana e sono sicuro che è meglio così ma riesco solo ad augurarle tanta felicità sulla riva del danubio.
e poi, la natura è crudele che mi impone un fuji yama sul mento. magari vuole fare entrare la parte inferiore del mio viso nel patrimonio mondiale dell'umanità.
a:
questo blog è un blog fortunato. infatti, rientra tra le mie priorità.
dopo la cacca. dopo la doccia.
durante la mela. durante garbarek e the hilliard ensemble.
prima di un sacco di cose. comunque prima di chiamare il mio fantastico teddy bear, il più meraviglioso e comprensivo ed empatico ex moroso e attuale compagno di shopping ed insicurezze. è tutto il giorno che cerchiamo di sentirci: devo comunicargli una prodigiosa scoperta: forse, a letto, ci sapevamo davvero fare. o comunque c'era un'intesa non comune. una notizia importante, per due incalliti compagni di insicurezze.e poi pure prima di trovare il letto sotto ai vestiti. prima di massaggiarmi i piedini distrutti. prima del tre fasi clinique.
insomma. questo blog ha un alto valore in termini relativi.
ieri notte è stato tutto strano. timori. fastidio. alcol. sonno. reazioni incompatibili ed incongruenti. dissonanze. incomunicabilità. volevo essere altrove.
torno a casa irritabilissima. mi sveglio forse anche in condizioni peggiori. quell'angelo della sister appena mi vede ha il tatto di dirmi: allora, siete venuti tutti e tre assieme? ciò fa scaturire due sagaci riflessioni:
a) ma perchè cazzo avverto sta stronza di non farsi venire ansie da letto vuoto ogni volta che decido in estemporanea di dormire fuori?
b) forse in termini di tempismo ed interventi opportuni la sister sarebbe una degna sfidante del coinquilino logorroicodi o e m.
di lì in poi ho capito che era preferibile uscire di casa as soon as possible.
e quindi ho passato la giornata a fare interviste pro tesi a questi responsabili reparti vendita di megastore. eh. i casi della vita. le tipologie umane. quanta varietà. ascoltare questi tizi un po' folli e un po' idioti, a volte di fretta, altre appiccicosissimi. è stata un'ottima terapia per sfuggire alla depressione ed ai ripensamenti. ho ascoltato una marea di dischi nuovi. bevuto litri di caffè. sfogliato magazine esterofili ed esterografi. passeggiato per tutta milano.
stasera invece revival liceale. festa aperitivo di una vip della mia tranquilla terra d'origine. che in fondo mi sta simpatica, nonostante sia vip, e tutto il corollario di accidenti che ciò implica. il che sarebbe vestiti che costano come un mese di affitto di questa casa, localini milano da bere, soggetti che definire destrorsi sarebbe eufemistico... non so perchè continuo ad andare alle sue feste. forse è il solito masochismo. forse per essere fiera di me che, nonostante tutto, resto sempre più dignitosa di tutti loro. forse per far felice mia mamma che nutre speranze di fortuiti incontri matrimoniali con potenziali ottimi partiti, almeno sotto il profilo patrimoniale. sta di fatto che ogni volta, nonostante gli sforzi e l'impegno, risulto sempre assolutamente incollocabile. per quanto cerchi di camuffarmi, sono e resto quella "strana". quella con gli occhiali e perdipiù lozzi. quella che tracanna un po' più delle altre. quella sboccata. povera la mia mamma. lei ancora spera.
stasera la location era pessima. oltre ogni aspettativa. sono arrivata pure tardi per non saltare il corso di francais e quindi niente più cibo: tutto spazzato e trangugiato. in più, se per il corso di francais il mio outfit era assolutamente fuori luogo, tendente al ridico, per la festa ero, come dire... un tantino casual. insomma. tre quarti d'ora a blaterare di psicologia del lavoro e la mala educacion e non ricordo cos'altro e me ne son fuggita.
per premio, per aver resistito e pure stra sorriso per quasi un'ora, sono andata a regalarmi un cornetto cioccolato+fiordiriso alla fantastica gelateria in porta ticinese.
poi per punizione ho deciso di girovagare con gli interpol in cuffia sotto la pseudo pioggia con addirittura i tacchi.
quindi se qualcuno ha visto un'idiota in tiro con calzette fuxia e strascico di seta fiorita e cappello e gelato e borsa colma di quaderni e occhiali lozzi e sorriso ebete, c'est moi.
ora sono al sicuro nella mia stanza. mi fanno male i piedi. e c'è un casino terribile. musica celestiale sotto. sarebbero i compiti per casa. ma non è escluso che metta qualcosa di un po' più vivace. se no finisce che mi seppellisco sotto il casino.
vorrei sollevare una questione: la sister ha fatto le polpette senza noce moscata ma cuocendole col burro. ma non è terribile? il burro.
terribile. ma cazzo. grassi animali. ahhhh. brividi e ribrezzo. ditemi che mi sostenete.
il post di o mi commuove. forse sono psicopatica anche io.
non credevo fosse così dolce dormire con me. io ormai non ci faccio più caso. sì, che sono adorabile ho imparato a capirlo...
vabbè. troppe stronzate, basta. ho sonno. devo riassettare le interviste. devo almeno far sparire la roba zozza e da lavare.
mi spiace davvero che le prove del legshow siano saltate. mi spiace sopratutto che il rimpiazzo sia consistito in quell'aperitivo triste e mondano. mi mancano i miei due o e m. è stato davvero bello parlare con loro ieri sera. 100% onesto, credo ( a parte quelle due o tre cazzate su aggressive, ma il fatto è che anche la sola presenza verbale di aggressive implica l'insorgere ed il dipanarsi di un fiume di cazzate e mitomania). devo ringraziarli perchè dopo la chiacchierata di ieri io ed il teddy bear avremo una self stima un po' meno bassa per quanto riguarda la nostra ars amatoria. e mi spiace non aver dormito assieme. sarebbe stato davvero dolce.
o:
gli sbalzi ormonali mi dominano: non capisco nemmeno io se rido o piango. mestruazioni in arrivo (e speriamo che lo siano davvero).
o:
il mio computer virusato potrebbe spegnersi da un momento all'altro. da un bel po' di giorni (anzi, ormai si tratta di settimane) è in agonia. ieri non ero nel right mood per un triangolo con gli altri due terzi del blog. nemmeno un triangolo sleep oriented, come probabilmente sarebbe stato. ci sono situazioni in cui semplicemente non ti va. quando non ti va non ti va e basta. niente di personale. anzi...forse in un'altro momento sarebbe rientrato tra i miei sogni proibiti dormire nel lettone con a&m. ma ieri no. semplice. liscio come l'olio. chiaro come l'acqua.
sfortunatamente non è tutto così semplice, perchè l'alcol fa diventare paranoici, fa avere reazioni esagerate, fa dire e scrivere cose che non corrispondono a quello che pensi o che intendevi. l'alcol distorce e annebbia. o forse tira fuori la parte di noi che non ha il coraggio di emergere in altre circostanze. boh.
sono stanca. non ce la faccio a portare avanti nessuna sega mentale. voglio solo andare a dormire nel mio letto che m. ha definito duro. stanotte sarò in pigiama sotto le coperte, invece che in mutandine e reggiseno al freddo sul divano come la notte scorsa.
vi confesso un segreto: avrei proprio voglia di dormire con a. a volte è così acida e stronza che sembra una strega, (f)rigida, ma in fondo in fondo è una gran coccolona, una con cui è bello dormire. sicuramente molto più bello di quanto non possa sembrare guardandola muoversi nel mondo. mi mancano le risate prima di dormire, le facce sfatte al mattino e le colazioni rock'n'roll in uni del day after. e tutto il resto
anche oggi non è mancata la chat quotidiana col mio latino. mi ha mandato alcune sue foto da bambino. in una era bellissimo e sorridente. le sue guanciotte, con delle fossette appena accennate, sembravano fatteapposta per essere sbaciucchiate. delle autentiche guance da mangiare. e i suoi occhietti dolci brillavano di gioia. mi sono commossa. e ho cominciato a piangere. da quel momento per m. è diventato ufficiale: sono una psicopatica.
per m. innamorata = psicopatica
complimenti
a:
top della serata: b, il coinquilino logorroico dotato di ottimo tempismo, che dice "ma non siete un po' troppo vestiti per dormire assieme".
tutto questo con m ubriaco quanto addormentato. o incazzata e offesa. ed io che non vedo l'ora di andarmene.
o:
targettizzare. cacca e merda. non basta. marketing.
a:
ma sì dai, snobbiamo le c.o.s. ed il loro non troppo promettente dj set. vorrà direi che i dieci euri di oggi saranno saggiamente capitalizzati. ah. che donna che sono. che lungimirante risparmiatrice. che donna sempre più da sposare. mi adoro.
e poi il c-side non mi merita.
molto meglio infilarsi una birra in borsa e volare sul mio bicio scassato verso casa di o e m .
molto meglio tramare alle spalle del blog establishment piuttosto che sculettare sul solito elettroclash.
che dire. tele-apatia. autopersuasione. che altro? niente di meglio per me.
a:
buh. che delusione continua questa giornata. il mio sopralluogo al bancomat mi ha con poco tatto sbattuto in faccia la cruda realtà: ho più o meno dieci miseri eurini al giorno per sopravvivere fino a lunedì 1 novembre. e la cosa di per sè non sarebbe così terribile se nella mia dispensa non ci fosse l'eco. se i debiti con la sister non ammontassero già ad una cifra vicina al cento. se non fosse appena arrivata una bolletta aem. se per la tesi non dovessi recuperare una decina di cd e qualche libro. e se non ci fossero pure i regali di compleanno dell'ex moroso e dell'ex amica ancora da fare. e se non torno nella mia tranquilla terra d'origine da quasi due mesi ci sarà pure un motivo... aiuto. se continua così mi sputtano pure l'appannaggio di novembre prima ancora di entrare nel mese. aiuto. qualcuno mi disintossichi. please, non chiedetemi più di fare la personal shopper. io non so resistere. non posso guardare e basta. eccheccazzo. mica sono di legno.
comunque: passeggiare tra le nebbie è gratis. leggere libri altrui pure. così come dormire. ascoltare sempre la stessa musica. girare su un bicio scassato e moribondo. pulire e riordinare stile massaia compulsiva. eh. la vita 100% free è colma di emozioni. basta saperle cogliere.
o:
sesso amore masturbazione struzzi farfalle cervello gambe peli rosso soldi fame sonno pigrizia viaggio famiglia carne cuore
a:
a me continua a piacere anche la sexy-sado-sanguinaria macelleria assolutamente non politically correct.
però devo dire che le mie attuali derive salutistiche mi portano a gradire anche il mais.
dai, se dopo la laurea non si sa che fare ci diamo alla ristorazione elitaria...
o:
m. ed io abbiamo avuto un'idea di business geniale: un locale chic in cui insieme ai cocktail si servano piccole lattine di mais (molto minimal) accompagnate da forchette di legno dal design accattivante. si accettano suggerimenti per migliorare il progetto.
per il resto un'altra giornata persa tra pigrizia imperante e agonia del mio computer. non mi sono nemmeno vestita. sono ancora in camicia da notte. il rocket sputtanato di ieri sera ha fatto venire anche a me la nostalgia dei bei tempi andati. mi faccio abbastanza schifo per questo mio lasciarmi andare. perdo il mio tempo quando non dovrei volere altro che guadagnarlo. il futuro mi attrae ma non faccio niente per costruirlo, per avvicinarlo a me. perchè quello che mi attrae è un futuro a medio-lungo termine.
a:
mi sono svegliata alle undici, e credo di poter dire che questo sarà un po' il mio record stagionale per un bel pezzo. non ho idea di cosa fare. più che altro in che ordine. l'unica certezza è stata la tazza di latte e special k. poi ora ci sono troppe possibilità. fare una doccia. trovare il telefono in mezzo a questa montagna indistinta di vestiti e biancheria e libri e les inrockuptibles ed occhiali sporchi e pieni di ditate. poi vorrei uscire perchè finalmente sembra esserci bel tempo. e poi anche farmi qualcosa di degno per accompagnare lo stra fantastico contorno indiano che ho partorito ieri. davvero buono. molto spicy.
ieri solo un ennesimo e deludente rocket. ah, i bei tempi andati. ma non erano meglio quei bei giovedì dell'inverno scorso in cui c'erano quindici persone dj compresi, quando ballando si poteva sgambettare e pure allargare le braccia... quando alla fine ci si conosceva più o meno tutti... ah, nostalgia, malinconia. qualcuno mi apre un nuovo rocket? qualcuno trova un bel test di accesso ai locali affinchè non si corra il rischio di sputtanamento? un equo mix tra q.i. e stilosità. uffi. perchè sto raschiando il fondo del barile? ieri pomeriggio ho ripescato sconti nei posti più impensati. carta più in feltrinelli. sconto sui quaderni in libreria universitaria. carta fnac per avere un misero euro e cinquanta di bonus. ci manca solo che mi metta a rovistare nelle borse estive o nei cappottoni invernali alla ricerca dello spicciolo dimenticato. se fossi stata più previdente adesso non dovrei andare al rocket. uffi. e potrei pure ubriacarmi come m e k, la sua incantevole sorella. voglio un lavoro. anzi, voglio solo soldi, il lavoro no.
serata delle sardine ieri. e che gente. anche il rocket sta diventando spiccatamente etero. ma forse per me è meglio. così magari smetto di perdere la testa per prede impossibili. in effetti credo che m non sia il solo del trisex ad avere problemi col sesso. io, ad esempio, sono attratta principalmente da ragazzi che se non sembrano palesemente gay è solo perchè ancora non hanno preso consapevolezza di esserlo. alla lunga è frustrante. forse il mio inconscio adora vedermi maltrattata. non considerata. snobbata. sarà. ad ogni modo sono pur sempre (f)rigida, e posso dire serenamente che il sesso non rientra tra le mie priorità più impellenti, almeno finchè non mi ubriaco. ma tanto, non corro rischi. ubriacarsi è una cosa da ricchi. ed io, finchè non incomincia novembre, non sono affatto ricca. insomma. vivo con una certa serenità questa perdurante astinenza coatta.
i micetti sotto il mio terrazzo si stanno scannando. odore di focaccia appena sfornata. credo andrò a farmi una doccia.
m:
eh, back home dopo il gazoline che non ci sono stato perché niente gazoline e quindi pizza, urla, casa. dopo serata a+o. la solita sorella ubriaca persa, affascinata da o e che è semplicemente k. cin cin. santé. kippis. prost. ganz gut. c'è solo la vodka che ci salva... e shane che continua a viaggiare, lì, nel mio cervello. anch'io voglio diventare lesbica. forse anche tassista, che è più facile, perché non serve il cambio di genere. evviva le serate glbttt. l'ultima t è solo per le mie adorate o ed a. mia sorella sta sboccando in questo momento, ecco perché la amo... legame di sangue, di vomito, di altro... ecc...
ma dove cazzo sono spariti i miei ormoni? o dovrei dire il mio ormone...
a:
ascolto musica per me insolita: anouar brahem. bello. è bello scoprire di poter amare cose nuove. e scoprirle per motivi abbastanza imprevedibili. per oscure forze esterne.
la mia vita sta acquistando senso. il mio corelatore è simpatico, disponibile, entusiasta. e lavora in un fantastico sottoscala. una di quelle persone in grado di trasmettere interesse, di farti avvicinare alle cose col piede giusto. torno alla civiltà con credo l'ultima metro prima dello sciopero e via con i raid comparativi tra fnac e feltrinelli. saltello lungo la strada verso cosa con i miei sacchettini in mano: un libro e due dischi che non vedo l'ora di ascoltare distesa sul morbido del mio letto.
l'entusiasmo per le cose mi rende felice.
le mie condizioni economico finanziarie sono sempre più disastrate. il londonloves è posticipato ad un venerdì di novembre. mannaggia.
non vedo l'ora che o inizi a documentarsi per la tesi. finalmente potrò costruirmi una seria ed autentica cultura sul magico mondo dei pornazzi. così, ora che ho quasi imparato a sminestrare cibi commestibili, sarò finalmente una vera donna da sposare. ed allora ci sarà la fila. eh eh.
a:
la france (quella con la f maiuscola, quella dei francesi!) mi ama. ed io non posso che ricambiarla.
o:
si parla di pornografia. chissà se realizzerò il mio progetto di tesi: pensavo a una storia della produzione cinematografica porno in italia. ho anche trovato un prof abbastanza genio&sregolatezza da essere disposto ad appoggiarmi. in realtà è più entusiasta e gasato lui di me. e si proclama "senza falsa modestia" uno dei maggiori esperti mondiali sull'argomento. che per inciso sono non più di una dozzina. ora devo solo trovare il coraggio per chiamarlo.
baci dappertutto dalla vostra creamy girl
m:
piccola serata aspettando il mio orale di tedesco di domani. eccomi seduto sul divano, la testa piena di protagonisti di serie americane. il fascino di shane di l word, il mistero di laura palmer di twin peaks, il vuoto di brian di queer as folk us. dopo l'avventura di ieri sera nel mondo reale, eccomi tornato nel mio universo parallelo in cui tutti sono belli, affascinanti, doppiavitosi, lesbici o assassini potenziali.
la giornata è stata tranquilla, pulitzia della cucna, twin peaks, aperitivino, cena al cinese con o, s e b, l word, l word, twin peaks, queer as folk, queer as folk. è ora di andare a nanna.
come cazzo è che ci sono ancora zanzare a milano il 22 ottobre?
ps: dai commenti al post di a di giovedì, vedo che comincia a crearsi un suo piccolo fan club... sono geloso
a:
eccomi di nuovo. momento di interdizione. sono stanca e spossata, ma non del tutto ko. sto pensando a cose non troppo complesse da fare in attesa dell'ora della nanna. è bello dire questo quando sono circondata da vestiti che pendono da ogni protuberanza del mio mobilio. quando ho una lavatrice piena di roba in stato di imminente decomposizione. e non so dove appoggiare i gomiti mentre scrivo dato che la mia scrivania è ricoperta di quaderni monocromo e moleskine, libri, riviste en francais, make up a bizzeffe e molteplici paia di occhiali. invece mangio biscotti e vado a zonzo nella rete. ed a tratti spizzico acini d'uva.
devo andare all'ipercoop. ho voglia di caremelle alle erbe dell'ipercoop.
mi sento vuota questa sera. e magari cerco di riempirmi di savoiardi e frutta. no no. mi sento solo vuota e stanca. non ho dormito. nè fatto cose particolarmente dotate di senso.
gradirei andare al londonloves domani sera. per correre il rischio di mangiare pasta in bianco per tutta l'ultima settima di ottobre. ed io odio la pasta, soprattutto se in bianco.
perchè il mio shopping compulsivo si manifesta per lo più ad inizio mese?
a:
eccomi. fresca di doccia, i capelli tutti pulitini. ho di nuovo fame. mi sono svegliata con la gola secca ed una fascinosa voce da trave. in casa non c'è nessuno, cosa indubbiamente positiva. credo che appena potrò me ne andrò a vivere da sola. o con qualcuno in grado di capire che quando non si ha niente da dire è decisamente più salutare starsene zitti. io adoro non parlare. adoro anche parlare. ma la casa la vivo in modo silenzioso.
comunque. bella serata ieri.
tutti e tre sul divano ad immaginare il legshow. ad affibbiarci ruoli e poi caratteristiche. è strano abbandonarsi così in pasto agli altri, piacevolmente sul filo del rasoio. sapevo che sarei un po' rimasta sorpresa da almeno uno dei tre aggettivi chiusi nel box rosso melograno qui a fianco. ed infatti l'idea di essere percepita come leale mi incuriosisce. mi sento quasi in colpa. per tutte le volte che sono stata leale solo per interesse, o le volte in cui non lo sono stata affatto... eh eh, e ce ne sono... va beh, ad ogni modo, così è. sul fashion e sul (f)rigida assolutamente nulla da ridire.
sì sì, davvero divertente ieri. penso a noi tre coglioni in circonvallazione. m con una bici che sarebbe stata della sua taglia magari alla tenera età di dodici anni. o in ciabattine sbrilluccicose e gonnella di chiffon. ed io con mini inguinale in sella ad un bicicletto ansimante. (temo sia irrimediabilmente tisico il mio bicicletto, anzi, se nel pome non piove quasi quasi lo porto dal medico). pedaliamo sotto la pioggia e sul marciapiede. ridendo come tre bimbetti in libera uscita. basta poco, eh?
i magazzini mi lasciano indifferente. musica che non gradisco. e però sono gratis, quindi posso anche non lamentarmi. l'unica cosa che mi stranisce è la presenza di un folto pubblico di uomini palesemente morti di figa. non frequento da troppo tempo luoghi così etero. decido di dedicarmi all'ennesima missione fallita in partenza: sedurre assieme ad o il piccolo gay di turno e coinvolgerlo nelle nostre coreografie a base di boa, morsi e risate. il piccolo gay non ci caga minimamente. stronzo. non sa quel che si perde. la fauna maschile è senza dubbio deludente. continuo a ricordarmi perchè sono single ormai da un anno e mezzo. insomma: mettiamo in scena il nostro primo legshow pubblico e la gente mostra reazioni di perplessità. la mia coscia invece mostra i segni dei denti di m. fa anche un po' male, tra l'altro.
morale della serata: il mondo è pieno di avvoltoi. non faccio in tempo ad andarmene un attimino ino ino in bagno che subito becco questa tiziaccia che incombe sui miei amati due terzi. ecco, io, per costituzione, non sono in grado di provare gelosia. ma qui siamo oltre la gelosia, questa è una vera e propria invasione di proprietà altrui. sorprendo questa puffa pseudo mascolina col culo raso terra, il cui unico fascino deriva da un choker che giace in vetrina da purple ormai da anni, ad insidiare uno (e chissenefrega quale, probabilmente il primo che abbocca, quindi, sicuramente m) dei miei due amati partner e sono così magnanima da limitarmi a sridacchiare ed a permetterle di andarsene prima di dover subire l'impietoso confronto con la sottoscritta. eccheccazzo, un po' di rispetto per chi è più anziano nonchè più intrinsecamente figo. altro che collarini in 100% plastica. ci vuole ben altro, tesoro.
o:
para las mujeres sensibles
no hay mision imposible
prohibido instalarse
prohibido aparcarse
prohibido abusar
o:
qualcuno stanotte ironizzava su presunte non-telefonate da parigi che mi intristivano: la verità era che mi aspettavo che il mio piccolino non mi chiamasse (conosco i miei polli...). ma, come recita un celebre slogan, credevi...e invece! e stamattina ho ricevuto non una, ben due chiamate dall'aeroporto charles de gaulle, a distanza di un'ora l'una dall'altra. in questo momento il mio uomo vola verso il messico. e io mi sono alzata da poco.
ieri sera biciclettata a tre fino ai magazzini, nonostante il freddo e la pioggia molto divertente, magari la cosa più divertente della serata. l'ambient era molto sputtanato, mediamente etero con addensamenti omo sparsi qua e là. ma di trisex c'eravamo solo noi. purtroppo. una tipa abbastanza aggressive ci provava con me (e non con m.), ma l'incanto si è rotto quando a. è tornata dal cesso e ha cominciato a marcare il territorio intorno a me. la rimorchiatrice si è allontanata ma continuava a mangiarmi con gli occhi e a lanciarmi sorrisi.
sono troppo creamy, non mi si può resistere...
m:
sono le 4.21 e sono appena tornato a casa da una serata ai magazzini con o ed a. sono completamente ubriaco, per questo scusate la forma ed i contenuti di questo post. mi fa strano tornare in mezzo alla gente, tutto è così real: quando uno ti guarda sta guardando te, non la telecamera,che cazzo è? dopo una full-immersion nell'informatica di entertainment, mi fa strano, molto strange, tornare alla vita reale, quella della tequila...
incontro anche mio cugino f, dopo, tanto, tanto, tempo. l'amico bisex, pseudo-mago, cappello brutto, resto bello. una voglia di sesso, tutte queste persone che emanano feromoni intorno a noi. ma ho un problema col sesso ?
probabilmente...
... poi questa ragazza che ci prova con me (sicuramente non con o)... una lotta interna tra omo e etero sessualità.... tipico...
cin cin... nazdrovie...
a:
al diavolo the oc e l'alternasfigato. mi faccio una vita, eccheccazzo.
sfido le intemperie per raggiungere i miei amati due terzi a cavallo del mio bicicletto.
questa casa mette tristesse. chiudo la porta. alzo il volume. medito sull'ideal outfit.
a tra poco.
a:
a me la brillitudine è passata. ho fatto la maso-scelta di tornare a casa a piedi sotto la pseudo pioggia. ed eccomi. bagnata, con le guance rosse ed i capelli arrufati.
molto biancaneve. magari sotto i nani.
che carino il latino a dire che somiglio a biancaneve. decido che gli voglio bene.
anyway, adesso guardo the oc e mi vien su un bel sorriso ebete da tardoadolescente. poi un po' di vinaccio di serie b, e via in pista, un po' come i ghepardi di una volta.
a dopo!
o:
stanca e vagamente brilla. alla fine non ho dormito. cappuccio e birra in uni con a. non so chi delle due avesse la faccia più provata: proprio una bella gara... speriamo di riuscire a farci una vita. vinciamo la pigrizia e godiamoci la giovinezza!
un dubbio mi attanaglia: WKLP?
o:
lui è andato. e io sono tornata. a quest'ora sarà a parigi. con un paio di mie mutandine, le sue preferite. me le sono tolte nel cesso dell'aeroporto e gliele ho offerte in dono. pegno d'amore, o qualcosa del genere. mi ha detto che se mi scopo qualcuno preferisce non saperlo; non so, mi vede come una che non può reggere la monogamia. mi dice "tu non sei fatta per stare con un uomo solo, non ne sei capace". non capisco se ha ragione o no.
mi sento vuota. non ho ancora realizzato che se n'è andato davvero. non è andato a fare un giro. non tornerà tra qualche giorno. eppure la storia continua. la passione è viva più che mai, nonostante un'incognita importante: il numero di mesi che resteremo senza vederci e toccarci. voglio un futuro con lui. forse vivere insieme, un giorno. e magari avere dei figli...
intanto mi consolo con una pazza lettera dal giappone: è la mia amica kayo che mi scrive. mi manda strane cartoline, schede telefoniche, colorati bigliettini, adesivi e sapone in sottili sfoglie di carta. che personaggio! e che popolo! e pensare che lei dice di non sentirsi neanche tanto nipponica.
tornando a stranezze più europee, pare proprio che il progetto legshow prima o poi sia destinato ad andare in porto. m. ci sta mettendo tutto se stesso: pare sia diventata la sua fissa del momento.
vado a riposare. la nottata è passata in bianco per l'inquietudine pre-partenza, la mattinata è stata emotivamente intensa, il pomeriggio cercherò di sfuggirlo dormendo il più possibile. ho voglia di vedere film. ho voglia di cinema. ho voglia di scorrazzare in bici alla faccia del freddo, del traffico e dello smog.
di studiare non se ne parla neanche...
a:
oggi sono serena. e non è training autogeno.
o:
il latino discute dei massimi sistemi in cucina con m, ed io mi sento fuori luogo. domani partirà per il suo continente, il suo paese, la sua casa. mi viene da piangere. mi mancherà. ma mi sento quasi in colpa perchè sono felice di poter tornare alla mia vita sociale. mi manca a. mi manca il mondo di fuori. mi sentirò vuota senza di lui, ma devo ricominciare. davvero ho pensato tanto ad a. ho voglia di abbracciarla e passare del bel tempo con lei. perchè il tempo con lei è bello. strange feelings. sesso fino ad avere dolore dappertutto tra l'ombelico e le cosce. e domani bergamo orio al serio mi aspetta. per un addio che sicuramente mi strazierà e mi stranirà...
baci appassionati
a:
ps per poco non mi passava di mente: i miei più stra sentiti complimenti a m, perchè, come diceva la suora alle elementari, chi ben comincia, è a metà dell'opera!
pps ho mandato la mia mami a farsi i capelli da intrecci!
a:
rieccomi. mi spiace paccarvi, ma sono proprio esausta. è stata una giornataccia e le condizioni meteo mi impediscono un approccio sereno all'idea di raggiungervi in bici. la macchina è fuori discussione: con la sfiga che mi porto dietro da stamattina potrei passare più tempo alla ricerca di un buco dove mollarla stanotte che a casa vostra. l'opzione on foot non viene neanche presa in considerazione. dicasi the same per l'opzione salta sul nove.
ergo me ne sto qua in lifegate road a sentirmi la stronza della situazione tra quelle altre due che fanno comunella in tutta falsità e sorrisi.
giornata storica: mi sono presa un piatto di bucce di pera + un quarto di pera in faccia. il piatto era in 100& plastica, per fortuna. però c'era pure il coltello posato sopra in tutto ciò. il quale coltello non mi ha minimamente sfiorato. mannaggia. magari ci scappava pure una denuncia. vabbè. niente di serio, insomma. ho reagito con un impercettibile moto di stupore. davvero incredibile. probabilmente non mi capiterà mai più di subire un simile scatto d'ira. un misto tra l'animalesco e l'infatile.
ad ogni modo, l'avevo davvero detta grossa. brutale, ma tutto vero. in effetti è stata una reazione molto la verità ti fa male lo so.
eh... uno dice quello che pensa e si prende le bucce di pera kaiser in faccia.
uff, mi spiace non vedervi neanche stasera. mi state quasi mancando.
anzi, posso autoinvitarmi domani in qualche momento della giornata? dite voi quando. sono abbastanza libera e flessibile. magari anche la sera, rigorosamente dopo the oc.
no, davvero, tolgo il quasi. mi state mancando. quando facciamo una bella serata trisex?
a:
ah... ricordatemi di parlarvi di statistiche e di bdsm!
a:
wow. questa cosa del leg show mi sta pigliando. giuro che stanotte ci penso su seriamente. intanto mi dedico al crossover delle tue proposte: mi intriga l'idea del radersi le gambe con la panna montata.
per quanto riguarda the l word accetto con entuasiasmo l'invito... ma solo per i sottotitoli, sia ben chiaro!
ora me ne vo che sono un po' di fretta.
baci, miei cari!
m:
eccomi di nuovo dopo una lunga assenza. ragione: esame di tedesco. spreche ich deutsch oder nicht? ieri, mattinata al goethes institut a leggere articoli di giornale, ascoltare interviste radiofoniche e scrivere lettere a vecchie compagne di classe. speriamo bene
per il resto, sto sprofondando sempre di più nel terribile vortice delle serie televisive americane. qualche giorno fa ho visto l'ultima puntata di oz. cinquantasei puntate, più di cinquanta ore passate a seguire le avventure di beecher, o'reilly, said, mcmanus & co. cinquanta ore davanti a sto cazzo di computer. al cinema si guarda verso l'alto, con la televisione si guarda verso il basso, diceva più o meno godard (o era qualcun'altro?). ma sinceramente, a guardare in alto per cinquanta ore, ti viene il torcicollo. per la prima volta, sto mettendo in dubbio la superiorità del cinema sulla tv. sembra una cazzata, una sega mentale, ma per me non lo è, anzi, è una cosa fondamentale. cosa c'è, nella vita di una persona, dei suoi gusti artistici?
comunque sia, adesso mi sto lanciando in the l word. sono alla quinta puntata e mi piace. o l'ha semplicemente bollata come stupida americanata ma sono sicuro che ad a piacerebbe. molto trisex. (e poi le farebbe anche bene perché la guardo in inglese con i sottotitoli in francese... due piccioni con una fava). quindi se a è interessata, welcome.
infine, la mia mente bollente sta ideando progetti per il leg-show, ecco alcune idee buttate così (brainstorming...):
- stile: leg-show erotico-trash amatoriale russo (titoli d'inizio in cirillico) fatto con quattro soldi
- tre (o più) parti separate, ogni volta con un individuo che fa il proprio ls con la musica, gli individui devono essere completamente anonimi (parrucca, maschera, occhiali da sole, cappello...)
- idea n° 1, il cowboy: un individuo, con cappello da cowboy, occhiali da sole e baffi evidentemente finti ascolta la radio russa (magari nella sua cucina). cambia canale e arriva una canzone country americana. si toglie i pantaloni (o magari era già in mutande) e tira fuori una lametta di rasoio. inizia a radersi un po' le gambe senza schiuma e a tagliarsi muovendosi con la musica.
- idea n° 2, il bagno: un individuo è nella vasca da bagno con tanta schiuma. porta una maschera, magari di un animale. guarda il soffitto. c'è la radio accesa. inizia una canzone sputtanata romantica (tipo la canzone di ghost). prende il tubo di panna montata che ha di fianco e comincia a spalmarsela sulle gambe.
ecco le mie idee per il momento, aspetto suggerimenti e cambiamenti.
a:
hey ma chi mi spiega questo assenteismo multilaterale? suvvia, un po' di impegno...
m:
a me viene in mente carnage... non so se è molto meglio...
comunque giornate di partenze, ieri aggressive, oggi g. il solito rituale del coinquillino che se ne va: un po' di imbarazzo, un po' di tristezza, grandi saluti, grandi abbracci, grandi promesse di rivedersi prestissimo, "quando torni a milano, vieni qua, mi raccomando, bla bla bla" con la certezza completa ed assoluta di non mantenere alcun tipo di rapporto. strano, ma probabilmente è normale, boh...
per il resto, provo a pensare in tedesco per prepararmi all'esame di lunedì, magari sono un po' troppo fiducioso
a:
corso di francese.
ma perchè mentre la prof attende che io spari il primo nome maschile che mi passa per la testa terminante col suffisso -age a me viene in mente solo bondage?
m:
ecco, finita la serata, è ora di andare a nanna. una serata con o, col tex mex, con vi e la sua coinquillina e con b (che strano, prima serata con b). tanto alcol, poco cinema (lavorare con lentezza si farà un'altra volta). adesso c'è un bush-kerry in tv. mi viene da dire "che americanata" ma non è un film stavolta... eh? poco chiaro? si, sono ubriaco. "credo nella cultura della vita, dice bush, ogni bambino ha diritto di vivere". ma, dico io, piuttosto che difendere qualche cellula indefinita ed indesiderata, non vorresti proteggere la vita di famiglie intere irachene? boh, magari sono ubriaco, come al solito... chiedo io
m:
ritorno dalla nonna. anche qua storie familiari ma tutte felici. nonna in gran forma e sorella che viene a vivere a milano, finalmente nella stessa città dopo più di cinque anni. un raggio di sole nel grigiore milanese. lunghe telefonate a ridere a prevedere le serate che passeremo insieme. wow. grande felicità...
e nel frattempo un ministro della repubblica che rimpiange salò usa parole che credevamo scomparse dal linguaggio comune. magari sono solo luoghi comuni ma sono certi italiani che tengono a mantenerli vivi. e mi fa male pensare che questi individui ci governano (ormai anche nell'unione europea, difficile scapparne...). boh, luca e abdul, tenete duro... (e tenetelo duro che fa sempre bene)
a:
i tre tizi mi chiedono di presentarmi, usando il materiale a mia disposizione che hanno lasciato su un tavolo. cioè tre riviste: panorama, famiglia cristiana, viversani e belli.
eh? ma scherziamo.
e per fortuna che c'era la pubblicità di dior homme by hedi slimane.
a:
non ho il coraggio di uscire dalla mia singola perchè la coinquilina nuova di pacca mi vuole solo col sorriso smagliante. e, decisamente, le mie attuali condizioni tutto sono fuorchè smaglianti. fino a qualche ora fa ero solo stanca e scoglionata. ora, dopo l'ennesimo scontro di civiltà con mia sorella, ho occhi gonfi, naso arrossato, tazza di camomilla alla mano, ed un aspetto riassumibile come pesto. la sua filosofia in soldoni è se non riesco nè a tirarmi su, nè a farmi tirar su, allora che tutti cadano con me.
eccomi, scendo subito.
appunto.
in fondo le cazzate che ci si racconta son più o meno sempre quelle. cazzate, così, per dare un senso a se stessi e alla propria vita ed ingannare il tempo. si sa che son cazzate, però si fa finta di crederci, insomma, tanto per salvare le apparenze.
lei non riesce proprio a mentirsi, e questo, of course, la far star male.
ed invece di soffrire in solitudine viene da me. la bastarda viene da me a sgretolare tutto il mio sistemone di cazzate acrobatiche. dopodichè lei se ne va dal personal fucker dirimpettaio, io resto chiusa in camera con tazza di camomilla e bonnie prince billy ad alleviare malesseri psicofisici. con la paura di uscire e farmi sorpendere in atteggiamenti poco propositivi ed ottimistici dalla coinquilina nuova di pacca. lei così operosa. così sorridente. con la bocca che trasuda frasi di circostanza. la mitica siciliana dalla dizione corretta. una che legge il giornale, tanto per capirsi.
ma le posso dire che si fa prima a saltarle sopra che a girarle attorno?
magari ha una frase di circostanza pure per ribattere a simili luoghi comuni poco amichevoli ed altrettanto poco sofisticati.
ho malditesta.
il mio ripassone non è ancora terminato.
la macchinuzza giace ancora sul carico&scarico.
quanto al caso buttiglione...è strano
devo ancora decidere se ci sottostimi o se effettivamente la situazione è così grave.
forse hai ragione.
però sarei più d'accordo con te se fossi 100% dei nostri eh eh.
non so se è la solita macchietta dell'italia vista dagli stranieri, tutta preti mafia cazzeggio e code in posta.
o se è il risultato di un impietoso confronto con la realtà europea.
forse è un po' tutte e due.
però finchè ho sotto il naso lettrici del giornale come la mia coinquilina, anche tenere in vita la speranza diventa cosa non da poco...
a:
anche io crepo di freddo.
le solite catastrofi familiari al telefono e non.
il nuovo ottuso sistema meritorio di gestione degli spazi pubblici domestici.
le interminabili attese del sedici sempre in ritardo.
l'inutile ripasso di quattro anni di uni condensati in un'ora per fare una figura decente o comunque poco comica al colloquio all day long che mi attende domattina.
un'ennesima indigestione di kiwi.
una sorella che ormai è un alieno. un alieno in piena crisi adolescenziale. o pre menopausa. chissà.
comunque, giornata di merda.
e poi ho lasciato la macchina in divieto di sosta.
uffiiiii.
o:
freddo vero. il solito cielo grigio della metropoli lavoratrice e modaiola. ho fatto bene a chiudermi per un paio d'ore nella biblio dell'uni. meglio non vederlo, questo panorama desolante, e il buio che cala ogni giorno più presto. questa città fa la figa ma è provinciale. il mondo intero fa il figo ma è provinciale. in biblio nemmeno una pausa, neanche un incontro, zero parole scambiate con altri esseri umani. solo studio. e poi, tornando a casa, quiete al di là di ogni aspettativa. nessuno. pace totale. solo io qui in silenzio. non ho neppure voglia di mettere musica.
soffro il freddo, per la prima volta nella mia vita. io, che ero la ragazza senza stagioni. io, che ero una macchina da guerra. questo cedimento fisico mi fa sentire vecchia più di tanti altri piccoli segni dell'età che si manifestano giorno dopo giorno in maniera discreta. soffro il freddo e la stanchezza. le amnesie da sbornia si fanno più frequenti. le energie mi mancano sul più bello.
o:
un attimo da sola. difficile trovarlo in questi giorni. difficile gestire il mio latino, che dopo la tempesta è diventato 1000 volte più dolce e innamorato di prima. fra una settimana dovrà tornare in messico. e solo allora capiremo cosa ci riserva il futuro. è un pazzo fuori di testa. geloso fino all'inverosimile. crudele. affetto, a quanto pare, da un inguaribile complesso di superiorità. egoista. paranoico. ma mi piace.
e per lui passo sopra cose per cui con qualcun'altro mi sarei infuriata:
ieri andiamo al supermercato, io lui e l'altro (il suo amico latino con cui lo condivido da domenica). c'era anche elio, di elio e le storie tese. facciamo 5€ di spesa, paghiamo. ci avviamo verso l'uscita, e lì un simpatico vigilante ci ferma chiedendoci lo scontrino. ci invita a seguirlo nello stanzino della vergogna, dicendo "mi è sembrato che non abbiate pagato tutto". ma va'... me lo sentivo. comincio ad agitarmi. so che io sono pulita. ma so anche che la filosofia di vita dei miei shoppingmates comprende la lotta per "liberare" le merci su cui ingiustamente vi sono enormi speculazioni per colpa del modello capitalista eteroimposto che ci priva del nostro libero arbitrio... o qualcosa del genere. l'amico vigilante tutto sa (nonostante l'assenza di telecamere) e tutto può, ma si rivela molto clemente. li riconosce immediatamente come non italiani. mi domanda retoricamente se io invece lo sono. e meno retoricamente se sapevo che stavano rubando. dopo un lungo mezzo secondo di esitazione rispondo di no, in simultanea con loro due. butta lì una minaccia light di chiamare la polizia, ma si vede che non ci crede troppo nemmeno lui. alla fine si limita ad appuntarsi su un block-notes bisunto età e nazionalità del ladruncolo (solo l'amico del mio lui è stato colto in flagrante) e quello che ha rubato...ma faranno delle statistiche di consumo??? non gli ha chiesto nemmeno un documento. poi li ha costretti a pagare il non pagato.
ergo: 1 salame da 10,55€ + 1 bottiglia di aperol da 7€ .
complimenti.
il mio latino l'ha fatta franca con una confezione di prosciutto da 3€ nei pantaloni (un po' meno vistosa di un salame e un boccione) sfuggita all'occhio vigile del vigilante. mi hanno chiesto scusa per mezz'ora. all'inizio volevo piangere, invece ho riso come una pazza e ho esorcizzato la figura di merda prendendoli per il culo. ma nel frattempo pensavo che dopo 4 anni mi sa che dovrò cambiare supermercato. ma sì, tanto mi era sempre stato sul cazzo, ed è pure troppo caro!!!
almeno cucinano, lavano i piatti, sono di compagnia, mi offrono sigarette. li perdono. in fondo dopo questo evento li vedo più vulnerabili, più bambini. e mi sento più a mio agio, meno in soggezione con l'amico del mio lui.
li stimo molto
a:
giusto due cose.
com'è andato l'aperitivo con aggressive? qualcosa mi fa pensare che non abbia avuto esiti "imprevedibili" come la volta scorsa. comunque, dato che mi son di nuova persa sex & the city, vorrei sentirmi aggiornata almeno sugli ultimi eventi della vostra storiellina terminale.
parlo solo con te perchè o sta facendo l'assenteista. ma l'hanno deportata in messico?
l'ora l'ho sistemata io, il che vuol dire che come operazione era di livello decisamente elementare.
ad ogni modo, è bello sapere di essere vicina ad aggressive. ed anche che tiene a me.
a:
che figata... il "compi la tua missione" per quanto riguarda me significava aggiorna sto benedetto blog, metti su le foto e tutto il resto.
la gente nel parlare (e soprattutto nell'origliare) a sproposito riesce a costruire situazioni davvero divertenti!
m:
sono arrivate le foto, questo blog migliora d'ora in ora... se a vuole cambiare la sua, non c'è problema, questa è l'unica che ho di lei e il computer di o si sta avviando verso il paradiso dei computer.
tra meno di un'ora, aperitivo di addio con aggressive, stavolta sul serio, definitivamente. non ci voglio andare ma ormai è troppo tardi. vi terrò aggiornati.
m:
per quanto riguarda l'orologio, non so proprio come sistemarlo, non sono abbastanza competente per quello, sorry...
heidi + cazzi vari =
"comunque io il nostro rapporto lo vivo in maniera personale, non vado a parlarne in giro con la gente, se c'è una cosa che odio sono le persone che raccontano cose personali agli altri" (qui ho negato l'evidenza dicendo che non avevo fatto leggere la mail ad a ma che le avevo semplicemente chiesto il nome del blog dopodiché avevo fatto tutto da solo) ;
"alla festa, volevo invitare solo persone molto vicine a cui tengo: voi tre (!?!) e quelli del palazzo, poi sono arrivate altre persone (ale fa parte di queste altre persone ???) e la serata è diventata brutta"
"qual'è la tua missione? eh, dimmelo? an mi ha detto che o ed a ti hanno detto << compi la tua missione>>. sinceramente mi sembra stupido"
le altre perle non me le ricordo... ma ce ne sono state
le ho mandato un messaggio per andare a prendere un caffé ma non ha risposto, magari non la vedrò più e magari è meglio così...
a:
la mia mattinata è cominciata tre ore fa. sono le dieci. magari il blog sosterrà una versione diversa, ma ora sono le dieci del mattino e posso dire di essere finalmente del tutto sveglia. ribadisco l'appello: hey, tecnico del blog, sistemi st'orologio dispettoso?!
anyway, lui c'era. dimagrito di dieci chili più o meno. il che mi fa pensare che la storia della malattia sia anche abbastanza verosimile. insomma: ho di nuovo un relatore. happiness pure per me! forse prima o poi mi laureo addirittura...
m sei fantastico. adorabile. grande. l'uomo che ogni donna sogna. eh eh.
è possibile avere delucidazioni sul topic heidi666 e cazzi vari?
comunque, lancio un sentito appello ai restanti due terzi del blog: non lasciatemi più bere così tanto, per favore! stanotte ho sognato che un improbabile tizio molluschiforme, ingegnere addirittura, che viene con me al corso di francese, nel baciarmi mi sussurrava "a, sei bellissima, sei pure più bella di nico" (quell'esserino così sciatto insignificante dei velvet undeground, per interdeci...)
questo è stare male. devo davvero farmi un vita.
credo comunque di essere rimasta impressionata dall'aver visto alla mostra di andy warhol quella sua fantastica foto in vestito cartaceo. il tizio del corso di francese invece proprio non me lo spiego. ci ho pensato per due ore senza riuscire a riaddormentarmi. non mi ricordavo neppure che esistesse...
ad ogni modo, quando vedete che sono al quinto bicchiere, fermatemi.
la serata secondo m:
l'invito arriva stamattina ma non toglie le paure, l'angoscia, l'apprensione di andarci. a casa di r, una ragazza importante, molto, anche con i suoi difetti, molto visibili ultimamente. e poi o ed a non aiutano, il solito sarcasmo. la prima ora è solo tensione, sto per svenire, non so se è la fame, la tensione, l'alcol, l'agorafobia. vedere r mi fa strano, mi sconvolge, anche se lo sapevo, dall'inizio. sono venuto per vedere lei (e anche il suo mitico (!) ex) ma mi sento debole, traumi psicosomatici forti. ma ci sono o, a, orl, an e da bere... l'atmosfera è buona e la tensione svanisce, sminuisce. arriva anche ale (il mitico (!) ex) che mi convince, mi piace anche se troppo timido per me, per r... la vodka aiutando mi sciolgo, torna la spontaneità, cerco r e lei mi cerca, il solito giochino inizia, penso sia tutto prevedibile, anche stasera finirà semplicemente a letto. trattengo il bacio per renderlo più bello dopo, per fare finta di non avere previsto niente. siamo in camera sua, lei accarezza la mia gamba, tutto è così scontato, la fine la conosciamo tutti. a ed o se ne vanno, mi lasciano il campo libero, quasi un invito a scoparmela, il poker è finito, tutti hanno messo le carte in tavola. usciamo, andiamo al conchetta, la fase intermedia tra la chiacchierata e la trombata, tutti ci vanno in macchina e ci lasciano da soli, quindici minuti da soli per assicurarci di una cosa scontata...
però lì me ne accorgo: spara le solite stronzate, le cazzate aggressive. tocca anche l'argomento heidi666, le dico che ha torto però continua, si autoconvince sempre di più. pensa (come sempre) di avere ragione, mi dà lezioni di vita. io dico: BASTA, basta veramente, non parlarne... lei continua, cazzi suoi. la lascio entrare al conchetta con gli altri, io sicuramente non ci vado!
e qua arriva la svolta della serata, chiamo vi per vederla, da quanto tempo! sto bene, molto bene, sdraiato sul letto, sul lato, una birra in mano ed il cuore pieno di gioia. la solita serata vi, mi sento a casa, mi sento bene, sorrido. una semplice chiacchierata, così pacifica, così felice. una discussione utile piuttosto che una trombata inutile. happiness. grazie vi, stasera mi hai dato la felicità infinita che non potevo neanche immaginare di desiderare...
a:
(ma perchè sono sempre la prima a tornare?! forse perchè giro in bici? o banalmente perchè non ho il personal fucker? mah... indagherò)
comunque. iniziamo degnamente il post: un sentito grazie ad aggressive, perchè senza di lei difficilmente avrei provato così tante volte un simile ed imbarazzante senso/complesso di superiorità. e non è per i venti centimetri che ci separano. non è neanche perchè è mitomane (o, detta più volgarmente, cazzatara incallita). e neppure perchè mette su compilation indegne e neppure coerenti. ma giusto perchè è noiosa. lei ed i suoi originali e riccamente argomentati discorsi anti hollywood ed anti leonka. perchè io studio le multinazionali e mi fanno schifo. perchè io conosco il nemico. perchè è giusto pagare quando chi suona ci mette anima e stomaco. eh?!
e che noia. e che palle.
tutto qui? ma sì, aggressive è così ospitale, così alterna-massaia, così piccolina che fa quasi tenerezza eppure così riot. ma quando si piazza in mezzo a cinque maschi vagamente brianzoli e certamente idioti ed inizia a sbraitare con tono da maestrina missionaria la solita minestra tardoadolescenziale mi fa solo venire voglia di infilarmi la mia bella giacchetta, prendere o sotto braccio, tirare un respirone ed uscire di casa. ed il sollievo di esserne uscita indenne ed ancora reattiva mi dà pure l'illusione di poter gridare liberamente stronzate. tipo "quasi quasi busso ai tizi del primo piano così ce li stupriamo un po'". e poi succede che quei morti di figa del primo piano, proprio quelli che ci hanno tampinato stoicamente per tutta la festa, quasi incapaci di recepire ed accettare il nostro totale disinteresse per loro (sfociante pure nel disprezzo), siano proprio piazzati di fronte alla porta, ci abbiano sentite, e se la stiano pure ridendo. eh sì... le donne di oggi, tutte finte ritrose... se la tirano se la tirano e poi zac...
ah... per colpa di aggressive ho fatto questa sana figura da figa di legno arrapata e repressa con questi due sicilioti alti un metro e ottanta messi uno sull'altro. e va beh. cose che capitano.
che dire.
ho magiato e bevuto troppo.
però non ho preso la pioggia.
ho conosciuto un uomo insulso di busto arsizio che dopo essersi seduto due volte di fianco a me senza essere riuscito a tirar su un discorso neanche vagamente interessante ha deciso di rinunciare all'impresa di farmi parlare.
peccato però. ero anche riuscita ad impappinarlo su tematiche tipo: le provincie e le regioni d'italia. che dire, gente di un certo livello.
insomma, complessivamente è andata così così: non mi piace essere affetta da complessi di superiorità. è poco stimolante.
m credo sarà poco imparziale nel giudicare l'evento. lì per lì era troppo emozionato da questo tripudio di ex, tutti concentrati in un metro quadrato. e poi lui è preoccupantemente buonista.
o invece è giustamente cattiva, e questo mi piace. e mi diverte pure.
io invece ho sonno. domattina devo svegliarmi stra presto, c'è il puntuale ricevimento-pacco delle otto e trenta del lunedì mattina. credo sia il quinto lunedì di seguito. che bello. sfogo il mio masochismo represso. mi alzo all'alba. assumo con difficoltò sembianze umane. arrivo con cinque, a volte pure dieci minuti di anticipo e lui non c'è. lo stronzo. si nega, il bastardo finto malato!
insomma, non resta che la buona notte. spero che i restanti due terzi di questo blog si stiano dedicando ad intensa attività sessuale. o in quanto fidanzata nonchè riconciliata di fresco e m perchè in fondo se lo stra merita: è addirittura riuscito a rimanere alla festa nonostante i discorsi, la fauna e l'alcol in esaurimento.
a va a nanna, sola soletta. non suscito un po' di compassione?
o:
il cielo era contro di noi. letteralmente. ma m è stato più ostinato e perseverante del diluvio. voleva andare a questa festa ad ogni costo. avrebbe persino preso un taxi...io ho rifiutato categoricamente. abbiamo aspettato che spiovesse. mi sono resa abbastanza fastidiosa e ostruzionista fino all'ultimo secondo, fino al piede fuori di casa e al bottone dell'ascensore pigiato.
dico no all'uomo-zerbino. dico no alla stupidità
(di aggressive con i suoi discorsi antitutto)
(dei suoi ospiti maschi arrapati e femmine sfigate).
cosa mi resterà di questo tempo sprecato con idioti ignoranti e narcisisti fino all'autolesionismo? nel complesso è stata una bella serata. sono stata bene con a, ho staccato un attimo dal mio latino, ho recuperato autostima. ma dall'altro lato mi son girate parecchio le palle. perchè sono intollerante, razzista e cattiva nei confronti delle persone poco interessanti e assolutamente prive del quid... e poi non sopporto i personaggi 100% costruiti a tavolino, privi della benchè minima spontaneità. tutti siamo più o meno artefatti, ma esiste un limite oltre il quale, per me, si scade nel patetico. e oserei dire che ad aggressive con i suoi sproloqui tanto vuoti quanto irritanti preferisco gli squallidi (maschi medi italiani) che hanno tampinato a e me fino ad essere acidamente insultati e mandati a vomitarsi addosso. e poi che dire del tristissimo ex anti-social di aggressive, chiuso in cucina per l'intera serata??? no comment, avrò pietà di lui...d'altra parte la vita non è stata clemente con lui (10 anni con aggressive), cercherò di esserlo almeno io.
musica da dannata festa delle medie. troppo poco alcol. cattiva compagnia. i survived 10/10!!!
mi stimo molto
o:
fervono i preparativi per l'aperitivo di aggressive...il finto addio, pretesto per un'occasione mondana. riscaldo fagioli (amorosamente cucinati dal mio latino), mentre m mangia qualcosa di triste e prepara l'acqua per il bagno. che uomo zerbino: mette la dignità sotto i piedi per un face to face con l'ex della sua ex. ne varrà la pena? e adesso si lamenta pure perchè non è nemmeno stato dal parrucchiere.
narcisismo e insicurezza. continui tentativi di distinguersi dall'uomo comune.
lo stimo molto
a:
a quanto pare nessuno ha ancora espresso grandi verità sul trisex. secondo me è cosa doverosa.
e allora comincio io, citando il simpatico latino affiatellatore: il trisex sei tu, come la coop.
a:
mi dicono che questa nuova nuance sia stata scelta in mio onore.
credo di non voler spiegare il perchè.
o:
i latinos ci invadono...fra poco dovremo ammazzarne qualcuno per riaffermare il nostro potere. è in gioco la supremazia su em city. appena fatta doccia. zero voglia di uscire dalla mia stanza. mi sento in imbarazzo a fare la simpatica con l'amico del mio uomo dopo la sfiorata tragedia di ieri. non sono tipa da comitati di benvenuto. sono più diesel, io. ci metto il mio tempo a reagire.
scrivo mentre ricevo notizie sull'invito di m da una fonte attendibile. certo che aggressive ha proprio degli strani processi mentali. ho avuto conferma dalla mia fonte del fatto che ci sarà il suo ragazzo storico.
i capelli mi si asciugano addosso annodati e insensati. ci vorrebbe proprio una non-stop di puntate di twin peaks per tirare su il morale.
vi stimo molto
a:
buondì. eh, lo sapevo che era un falso allarme. ormai ho maturato una certa esperienza nella posta del cuore, e quello di ieri era un evidente nonchè innocuo falso allarme. alla fine non era certo un'ottima situazione: il tuo uomo che si fa in quattro a cucinare e noi che monopolizziamo la conversazione con il solito trisex, il solito gossip su aggressive, i soliti riferimenti da iniziati. era anche prevedibile che sparisse. che tenesse un po' il broncio e tutto il resto. nel senso, comprensibilissimo.
però secondo me mi odia. è evidente. secondo me ha appositamente riempito il mio piatto di aglio tritato non ritracciabile nè scansabile. sto malissimo. fiatella assolutamente antisociale e bruciore di stomaco. ha scoperto il mio punto debole, bastardo.
un trillo da collare di gatto mi ricorda che la sister è in arrivo. vado a darle il benvenuto.
ah, prima che mi dimentichi, chi viene alla festa di addio ad aggressive? dai, non scaricate su di me tutta la responsabilità della cronaca ufficiale dell'evento, potrei cedere a tentazioni creative!
ops, dimenticavo che m non è invitato...
peccato...
o:
buongiorno. falso allarme. lo dico anche per a&m. pare proprio che non mi abbia mollata. stamattina era tutto "amore mio" "bambola" "bellissima" e frasi sdolcinate e baci e carezze. "manochenontivogliolasciare". come se nulla fosse accaduto. non so, ho la sensazione che se non esplodiamo imploderemo. e ho paura. forse sono ingenua o stupida a credere in questo rapporto. comunque grazie per la solidarietà ai membri del triangolo felice.
mi presento. scusate il ritardo. più piccola (solo anagraficamente) rispetto ad a&m, sono la più romantica, la meno cinica e la più pessimista in questo blog.
ho l'impressione che qui stia prendendo il sopravvento una vena davvero troppo "nostalgicomalinconica". mi viene voglia di dire: facciamoci una vita. non siamo così vecchi, nè così tristi. o forse sì?
m:
dopo il rocket, ritorno a casa. serata nostalgica continua. leggo, rileggo un vecchio diario. l'incontro con a, i problemi con o, le incomprensioni (misunderstanding...), i momenti felici. quanto tempo quante evoluzioni ? tanto. tante. e mi convince che la storia ha un senso, va verso il meglio. quanta felicità adesso, quanta communione. il triangolo felice. tanta sym-pathia per o, sofferenza con, nei momenti difficili come questo. domani è un altro giorno, così si dice e così si spera. buona notte stelline
a:
eccomi. sono tornata. non riesco a dormire: birra ancora sullo stomaco e sono in pensiero per o. in effetti mi è parso di abbandonarla. comunque. ricerco i postumi della cena svoltasi qui in mia assenza. un fiore un tantino triste mezzo annegato in un bicchiere rubato al mom. odore di salatini tuttasalute. nastri dorati di pacchetti da pasticceria. poco altro di sufficientemente notevole per me qui ed ora.
il rocket è ufficialmente sputtanato. peccato.
io e m tentiamo di addentrarci ma rinunciamo dopo mezzo metro e finiamo col bere birra appoggiati allo spartitraffico. un tizio ci chiede se siamo fratelli per via della forma degli occhiali e dell'andatura. gli dico che siamo ex. cosa non del tutto vera nè del tutto falsa. cosa che darà una piega un po' nostalgicomalinconica alla conversazione futura. ah, i bei vecchi tempi. che io ricordo fino al minimo dettaglio e che m sembra aver rimosso.
comunque, tengo a sottolineare che la mia montatura non solo è diversa, e pure molto, da quella di m, ma è pure del tutto più figa. e non ci sono cazzi.
mi resta oscuro però il legame tra genetica e montature di occhiali. mah.
a questo punto non mi resta che andare a nanna.
antics e malinconia.
penso ad o. provo ad immaginare qualcosa di temporaneo. il solito misunderstanding. la rappresaglia di gelosia.
maldischiena, pensieri, stomaco annacquato. buona notte.
a.
a: martini e janis joplin
m: (non per scelta)
a: il martini sì, rigorosamente. presèntati:
m = non lo so, maschio (probabilmente) giovane (sicuramente)
a = femmina, giovanissima, sicuramente più di m e meno di o.
m: o = non c'è
trisex
un'etica, uno stile, una ricerca continua
oltre il sesso, un'esperienza a sei mani, tre stomaci
un tentativo, probabilmente utopico, di darsi un nome
il trisex sei tu
tre blogger
a: leale fashion (f)rigida
m: fascinoso nordico egoista
o: passionale possessiva creamy
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