o:
e così succede che letteralmente dall'oggi al domani ti ritrovi (e cioè, nella fattispecie, mi ritrovo) senza un lavoro. a piedi. in mezzo alla strada. senza un vero perché. e il bello è che è tutto assolutamente regolare.
mi perplimo e non poco.
o:
mi chiedo se è normale o naturale o come vogliamo chiamarlo svegliarsi e avere solo voglia di essersi svegliati con qualcuno accanto nel letto. quando apro gli occhi il primo pensiero è che sono sola e avrei voluto dormire abbracciata a un corpo, un po' di calore umano. o forse è semplicemente la voglia di una qualche forma di compensazione di tutte le mie frustrazioni. non lo capisco e non mi capisco.
o:
ce la raccontiamo di brutto. facciamo finta che vada tutto bene e invece siamo pieni di problemi. hahaha, ho scopato col mio gingillino. hahaha, ho fatto un weekend di sfascio e divertimento. hahaha, c'è il sole. hahaha, tizio e caio ci hanno provato con me. hahaha, al lavoro va tutto benissimo. e via di seguito.
siamo allo sfascio in tutto e per tutto. continuo ad annaspare tra l'infelicità e l'insoddisfazione, naturalmente condite da mondanità, divertimento e distrazioni in abbondanza.
scendo dal letto e sono pronta a recitare un'altra giornata.
o:
venerdì notte siamo stati a letto insieme.
abbiamo fatto sesso.
è stato bello.
non si è risolto niente.
dice che non succederà più perché ci sono in gioco troppi sentimenti.
troppi, e troppo pochi.
una specie di trapano mi sta perforando lo stomaco.
o:
nessuno di quelli con cui parlo è felice. io men che meno. ognuno ha le sue e ce n'è per tutti i gusti.
piango regolarmente. non conto più su nessuno. cammino meccanica in una solitudine infinita. ogni conversazione è superficiale, ogni discorso è frettoloso.
le amiche e gli amici che credevo più vicini ormai non condividono niente con me. sono l'ultima ruota dei loro carri.
la persona fisicamente a me più prossima mi ha nascosto per mesi i suoi sentimenti, peraltro corrisposti in modo platonico, con un collega, amico, nonché coabitante di un certo vegetale a me ben noto.
egoista e biologica penso che l'unico modo per uscire da questo dolore lacerante di tutti i giorni sarebbe riprodurmi, e obbligare qualcuno ad amarmi e a vivere in nome e per conto mio.
a:
io ho un fidanzato, un lavoro che sembra figo e sperpero soldi.
ho anche un appuntamento dal dermatologo domani pomeriggio. e non ho aspettato sei mesi, ma l'ho chiesto ieri. centoventi euri per tenere a bada la mia dermatite e soprattutto placare le ansie da nei assassini.
mi sto scoprendo ipocondriaca, e da una settimana ho problemi a dormire.
vado a letto troppo presto, circa alle undici, e la mattina mi sveglio troppo presto, tra le cinque e le sei.
una volta, per prendere sonno, mi bastava pensare alle cose belle.
non pensavo alla pace nel mondo.
pensavo a cose semplice, cretine, molto egoiste.
il vestito che desideravo.
il ragazzo che mi piaceva.
l'evento che attendevo.
a volte, anche tutti e tre assieme.
era molto divertente. castelli in aria, molto più efficaci della conta delle pecore.
ora mi sveglio al mattino e penso solo a lavoro.
le mail a cui non ho risposto.
le situazioni che non ho gestito.
i comitato con l'amministratore delegato a cui dovrò partecipare.
i problemi che sto rimandando.
cerco di pensare alle cose belle.
non mi viene in mente niente.
o.
passano giorni, mesi e settimane. il tempo corre velocissimo, non faccio in tempo ad accorgermene che le persone si allontanano, le routine si consolidano, i pc si scassano, le astinenze si prolungano. il vuoto e la mancanza di senso invece rimangono, restano al mio fianco come due fedeli compagni di viaggio. nemiciamici con cui devo fare i conti ogni mattina quando mi sveglio e ogni notte quando non riesco a dormire, ma anche durante il giorno mentre fatico a concentrarmi al lavoro o sorrido agli amici.
il senso è forse fidanzarsi? è forse avere successo? il senso è guadagnare tanto e potersi permettere quasi tutto? il senso è riprodursi? il senso è essere buoni e gentili con gli altri? il senso è avere tanti amici? il senso è piacere agli altri, a quanti più altri possibile? il senso è rispettare la legge scout? mi tormento, non trovo risposte, e anche se davvero la chiave di tutto risiedesse davvero in una o più di queste robe qui, beh, per me di senso non ce ne sarebbe. tirare avanti costa fatica, quasi niente è un piacere, tutto è un andare col pilota automatico. svegliarsi lavarsi vestirsi uscire stare in ufficio mangiare fumare uscire bere distrarsi ridere scopare masturbarsi leggere cantare. arriverà una bomba a rompere le abitudini stanche? o la mia nonvita continuerà sempre così?
m:
dopo avermi rovinato la pelle, mi sta rovinando la vita. è iniziata con un piccolo brufolo sotto l'ascella. ho pensato prima che fosse qualche schifezza beccata facendo sesso random in un posto un po' losco. mi sono preoccupato un po', sono andato in farmacia ed ho pensato che sarebbe tutto finito dopo qualche settimana. invece si è espansa a poco a poco sul resto del mio corpo e nel cuoio capelluto. poi ha deciso di colonizzare pure il mio viso, adesso è arrivata sugli organi genitali. è spaventosa e pare che non si possa fare niente per lottare contro. avere pazienza, soffrire in silenzio. i medici possono forse aiutare un po' ma in questo paese in cui devi aspettare sei mesi per vedere un dermatologo, ho poca speranza. proverò l'acupuntura la settimana prossima. se quello non funziona, forse tenterò la settimana di spa al mar morto o i pesciolini magici turchi. ho veramente paura perché mi sembra di essere senza diffese, contro una cosa che viene dall'interno di me.
psoriasi di merda.
a:
io sono una ragazza troppo ingenua.
chi lo avrebbe mai detto che è possibile infilare così tanto aglio in un solo hamburger da farti ininterrottamente ruttare aria pestilenziale per ormai già due ore?
insomma. zio pesce non mi fa dormire. il finto belga non mi va vivere. willy mi si piazza sullo stomaco e mi fa venire sete tutta la notte.
sono anche una chiavica.
e con questi profondi pensieri, buona notte.
a:
giuro che ci sto provando. sto tentando disperatamente di scaricare una qualunque prima puntata di una qualunque delle mille serie che ho abbandonato a metà perchè sono una stronza fidanzata che trascura tutto e tutti. ma accidentacciolina. zero. uno stracazzo. va tutto a rilento, a parte fantozzi contro tutti. e non fatemi spiegare che ci faccio io con un fantozzi contro tutti nell' amule.
comunque.
l'ho detto.
ce l'ho mezza tutta.
se stasera riapro la cofana della prima serie di OC è perchè proprio sono una donna all'ultima spiagga, è stata una brutta giornata, domani sarà ancora peggio, e non ho soldi per svaligiare la mia dreambox.
vedi che succede a stare sole una notte.
proprio vero, sempre più stronza.
a:
"ma volevo solo ribadire che da quando sei fidanzata sei la peggio..."
a:
ho appena fatto fuori mezzo pacco di crack...ini alla paprika da consumarsi preferibilmente entro il 31 gennaio 2009.
vorrei rifugiarmi dentro alla mia dreambox, tra un sandalo tacco nove di paul smith e una ballerina stramba di viktor & rolf.
in questi giorni sono un po' malinconica, ho malditesta e stringo troppo i denti durante la notte.
poi mi sveglio. mi dico qualcosa di rilassante. penso alla dreambox. cose così.
sto diventando una stalker patologica di piccole fashion blogger internazionali.
queste ragazzette tra i venti e i trenta che si fotografano e si fotoscioppano a ritmi quotidiani.
e sono vestite sempre così carine, e sono quasi sempre in h&m, zara e e pull&bear.
e mi chiedo, ma sono così brave a fotosciopparsi, o sono io che distruggo al primo lavaggio qualunque capo possibile di uno qualunque tra h&m, zara o pull&bear?
oppure loro hanno i super poteri e sembrano fighe anche vestite di stracci?
e sono domande, queste.
da quando ho cambiato lavoro vivo praticamente solo di web.
cioè, è il web che vive dentro di me.
io interagisco sempre meno.
ora completo l'opera mangiando tiramisù vecchio di due giorni.
o:
avere attori in giro per casa, dimenticare vibratori sdraiati nel bidè, ubriacarsi come se non ci fosse domani (e invece domani c'è e si lavora), provare la solita infelicità, annegare nella frustrazione, cercare di mettere tutti d'accordo e di far stare insieme le persone, pranzare sempre nello stesso posto tutti i giorni, avere tantissimo sonno, sentire la mancanza degli amici, sentire la mancanza di un amore, avere un bisogno fisico di coccole inappagato, non sapere che farai domani, non riuscire a risolvere i problemi e a rispondere alle domande.
o:
ci siete?
o:
ho imparato un tot di parole tedesche che probabilmente disimparerò presto perché non ho più la memoria di una volta. sono morta di freddo e sono rimasta a bocca aperta. ho trovato una lingua da studiare e un posto dove andare per i miei mesi sabbatici prossimi venturi.
ho comprato abbigliamento da squinzia, mangiato panzerotti, riso, bevuto e sperato nell'anno nuovo.
ho abbracciato e sono stata abbracciata, ho baciato e sono stata baciata.
al momento mi sento stranamente serena. sarà solo la fase up del bipolo?
il corpo chiede pietà per gli eccessi mangerecci e beverecci di questi giorni.
vorrei perdere di colpo quattro chili e rivedere subito il mio gingillino.
o:
pranzo di natale al lavoro.
le braccia corte della direzione hanno imposto un menù a base di soli due primi, serviti a buffet e accompagnati da vino; poi panettone/pandoro e spumante. that's it.
come se non bastasse abbiamo anche dovuto comprare i regali gli uni agli altri con il sorteggio dell'amico segreto. zero regali aziendali. a me però con l'amico segreto è andata bene, e una scrittrice ha scelto per me una borsa di plastica viola che mi piace un sacco.
ho ricevuto anche un mazzo di fiori da dei grafici con cui avevo lavorato. sono venuti a portarli di persona e hanno attaccato una chiacchiera di un'ora... normalmente mi stanno molto simpatici, ma hanno avuto il pessimo tempismo di arrivare quando stavo per prendere il caffè al bar con tutti gli altri colleghi "più intimi", in quello che doveva essere il vero momento di decompressione dopo la farsa del pranzo e dello scambio dei doni. e grazie a loro non ho salutato una certa persona, che da una parte è anche una cosa buona, però...
il problema adesso è che io stasera ho delle voglie che non potrò soddisfare.
il gingillino lo rivedo dopo le vacanze. l'innominato anche (e comunque con lui non c'è storia).
in compenso però questa casa sembra una casa, abbiamo un albero di natale che sembra un albero di natale, con sotto tantissimi regali e regalini veri, impacchettati bene e tutto.
conto i giorni per il 2009. e non vedo l'ora di lasciarmi alle spalle quest'anno di merda.
o:
avrei dovuto usare le maiuscole per dichiarare al mondo la fine della mia lunga astinenza sessuale nella notte tra sabato e domenica scorsi. con un ragazzo che ieri ha compiuto ventiquattro anni. invece non l'ho fatto: ho preferito aspettare un attimo per non scrivere cose avventate, precipitose, di cui mi sarei pentita. volevo lasciar sedimentare l'esperienza.
è quello conquistato col fattore simpatia, tanto per intenderci. mi sembra un tipo solare, intelligente, con un sacco di interessi e un sacco di amici. uno intrigante per la sua età, nonostante tutti i limiti del caso. il suo segno zodiacale è altruista e ottimista, mi ha detto una mia amica. e crediamoci.
mi faccio training autogeno per dirmi di andare con calma, mi ripeto che lui non è altro che un gingillino, tengo a freno la mia testolina frettolosa. in fondo il sesso non è stato niente di che, aveva troppa foga da film porno addosso. molto alla wannabe rocco siffredi, poca sintonia... e poi c'è il fatto che so bene che è giovane e ha gli ormoni in tempesta e vuole divertirsi e ha più che ragione di farlo: avrà mille tipine in ballo uno così carino, simpatico e furbetto. ogni sera una festa, ogni giorno un paio di amiche in più su facebook. tutto regolare. ma io la prendo in relax. sono tranquillissima. ho chiuso con gli stronzi come quel vegetale quadruplogiochista. ho chiuso per sempre con soggetti del genere... da oggi punto e a capo.
e invece mi ritrovo più o meno come prima. con uno che mi racconta gli aneddoti piacioni, che mi dice "ti prenoto", che mi parla di "beccarsi", che mi tratta come una delle. è anche vero che le modalità sono molto diverse, e così le circostanze e il livello di attrazione, però mi sembra un po' di rivivere lo stesso film con un attore cinque anni più giovane.
a:
che questa settimana passi presto.
e non perchè deve arrivare natale, le vacanze, o cosa.
io lo so perchè deve passare presto.
questione di sopravvivenza, pazienza, atarassia.
che passi, a costo di andare a dormire tutte le sere alle dieci.
ora, prima di andare a nanna chè già sono abbondantemente oltre il mio coprifuoco, vorrei rinnovare la fondamentale distinzione tra bannare ed eliminare i propri contatti msn. laddove msn è l'abbreviazione di msngr che è l'abbreviazione di messenger, che è di msn. e dico rinnovare perchè mi sembra incredibile che in tutti questi anni non l'abbia mai fatto.
allora.
io ti banno quando ti odio, non ti sopporto, non voglio saperne di te, non voglio parlare con te, non voglio che tu sappia cosa faccio, voglio sperare che tu di dimentichi che io esisto, non voglio mettermi in condizione di parlarti, ma sapere quando sei online e poterti mandare qualche accidente mi fa sempre comodo.
bannare spesso è definitivo.
bannare quasi sempre è un'ammissione di debolezza.
poi vabè, io certa gente la banno anche per mezzore. perchè sono offesa o semplicemente perche non ho voglia di spiegare come mai non ho voglia di uscire la sera.
eppoi c'è eliminare.
io ti elimino quando ti odio, non ti sopporto, non voglio saperne di te, non voglio parlare con te, ma sono una troia e voglio che tu sappia cosa faccio, voglio essere certa che tu sappia che io esisto, senza perdere la comodità della condizione di impossibilità di contatto.
insomma. tu sei una merda, rosichi e mi cerchi. io, anche volessi, non posso.
non ti posso contattare, vedere, controllare, quindi non esisti.
eliminare è provvisorio (nel giro di poco o si ripesca il contatto, o lo si banna per sempre e vissero tutti felici e contenti).
anche eliminare è spesso ammissione di debolezza.
ma lì per lì non sembra.
lo dicevo, eh.
cazzo.
fate finire questa settimana, io non la sopporto.
a:
uhm.
una volta ero molto più brava in queste circostanze.
avrei tirato giù qualche riga di spocchia velenosa e via.
una passata di trucco, e pronta per la serata.
ora invece sono una babba felicemente accasata che passa il venerdì sera a ragionare di template html per improbabili progetti per finanziare viaggi improbabilmente esotici.
che se anche fosse, non avrei abbastanza ferie per farmeli tutti.
cioè, io non ho più ferie.
uff.
quante volte devo copincollare la parola vaffanculo per sentirmi sufficientemente soddisfatta e in abbondantemente in regola con tutti i conti?
un altro avverbio, e sogni d'oro.
o:
sono parecchio in down. ok, non è una novità.
nelle ultime settimane sono riuscita a scazzare praticamente con tutti: amiche, colleghe, coinquiline.
e la sensazione è di tristezza e di inadeguatezza. mi sembra, l'ho già detto altre volte, di avere il superpotere di irritare la gente, e quando irrito la gente, la gente perde la pazienza e comincia a vedere tutti i miei difetti. e secondo me i miei difetti sono molti più dei miei pregi. quindi quando la gente comincia a rivedere i difetti che aveva dimenticato, come sotterrato per poter essere mia amica e volermi bene, secondo me la gente inizia a disprezzarmi, a chiedersi perché mai è amica mia, e ha solo voglia di mollarmi. forse è solo la mia paranoia o forse no.
mi hanno dato della bipolare, della pazza gelosa, della pigra, dell'indecisa cronica, della vittima piagnucolosa. è tutto vero quello che dicono di me.
e insomma stasera, che per la prima volta sono a casa dopo un secolo e ho cercato di fare la brava e ho pulito il bagno e la cucina anche se ho mal di testa, stavo chattando con un ragazzo che ho conosciuto una sera e non avevo più rivisto. avevamo parlato di vederci per bere qualcosa. coraggiosamente (e virtualmente) l'approccio, faccio la splendida, gli chiedo quando la mettiamo in agenda questa bevuta. lui mi dice domani sera e io nel rispondergli faccio un tanto clamoroso quanto sgamabile lapsus freudiano: gli dico che occhei, domani va benissimo, prima palestra e poi ceretta, sarà la serata ideale. poi cerco di metterci una pezza con nonchalance, gli dico era birretta ovviamente, non ceretta, però se vuoi organizziamo un ceretta party. seguono minuti di angoscia in cui non mi risponde più in chat... alla fine mi manda un messaggio su facebook dall'oggetto birretta e ceretta. l'appuntamento di domani sera non è cancellato, anzi. e mi ha anche lasciato il suo numero. e adesso la ceretta mi tocca proprio farmela.
o:
stasera ho visto un film messicano che si chiama quemar las naves, e poi il film di madonna. non certo dei capolavori, ma nei loro generi piuttosto carini.
sulla strada verso casa mi sono forzata a piangere. sentivo che ero sul punto di farlo ma proprio non mi usciva niente. e allora ho strizzato la gola fino a che il groppo non è uscito. l'ho proprio dovuta spremere con tutta la forza che avevo, era una specie di massaggio cardiaco fatto senza mani, e però alla gola. ho pianto perché avevo fame e non c'era intorno niente da mangiare, perché ho bisogno di scopare ma non ho nessuno intorno con cui farlo, perché avrei bisogno di coccole ma non ci sono vicino amici che possano o vogliano farmele. l'ho già detto un milione di volte: nella mia vita sta andando tutto a scatafascio. un attimo prima sono tutta sorridente che mi identifico in un filmetto ottimista, e un attimo dopo il peso di tutto mi sembra insopportabile. mi sembra insopportabile non avere tutto quello che vorrei. non abbiamo forse diritto alla felicità?
inseguo e non riesco ad acchiappare. cerco di scappare ma non sono abbastanza veloce, né sveglia per farcela.
avrei quasi voglia di andare in mezzo alla strada, spogliarmi e farmi fare del male da qualcuno. e magari avrei delle difficoltà anche a trovarlo, questo qualcuno. sono così una merda che non riesco nemmeno bene ad autodistruggermi. eppure sarebbe così facile. e mentre lo scrivo piango. e non so esattamente perché: se è perché mi faccio paura, pietà o schifo.
m:
la mia coblogger o lo chiama da sempre il fascino della tristezza. questa mia passione per le destinazioni est-europee non proprio maggioritarie. quanto mi ha rimproverato il mio viaggio di laurea a belgrado o la mia esperienza nei bassifondi dell'unione sovietica. poi ha vinto un viaggio in russia ed ha cambiato idea. è stata lei alla fine a visitare bucarest per prima.
adesso tocca a me.
ed in questa tristezza non ci vedo niente di affascinante. bucarest è orrenda e grigia. palazzi di quindici piani dove le persone vengono sovrapposte senza speranza. un gigantismo nel piano regolatore che culmina con il cosidetto "palazzo del popolo", la più grande verruca del mondo dopo il pentagono che neanche dopo cento anni perderà quell'odore di sangue del dittatore psicopatico che ha controllato questo paese per troppi decenni. del cibo pietosamente disgustoso, molto aldilà dell'immangiabile che permette al mcdonald's di diventare un isola gastronomica tanto sognata. un'assenza di spirito critico che porta un'intera generazione a vedere il mall come un piccolo paradiso dove passare la domenica.
beurkh, che schifo. sono orrificato. un'ultima notte da passare qua prima di tornare alla civiltà. voglio dimenticare.
a:
grande o.
http://trisex.splinder.com/post/14416444/chi+chatta+coi+cattivi+pianga+
a:
questa era la serata dei concerti, ed io sono andata ai ting tings.
davvero bravi e divertenti.
un ottimo spettacolo, peccato, in parte molestato da vicini puzzettoni e fidanzate bielorusse di professione con maschio polipo pagante al seguito - what the hell are you doing here?.
nella serata dei concerti l'offerta proponeva, tra le altre cose, dei franz ferdinand ormai sold out da mesi, la cui presenza nel delirio di un paio di lunghe trasferte in macchina, mi ha ispirato molteplici vagheggiamenti sull'avvenenza del buon alex.
ah alex quanto è figo, ah alex solo a lui riesce la mossa kapranos (...), ah alex quanto e stiloso.
ah alex.
orbene, taglio corto perchè sto crepando dal sonno.
due ore dopo mi sono ritrovata all'atomic nella tradizionale coda per la pipì, proprio dietro alex kapranos.
e insomma, gli dovevo proporre di darmi 500 euro in cambio del mio corpo.
ma poi l'idea di parlare di soldi mi è sembtata così svilente
a:
ieri ad inizio seratina ho incrociato gli occhi sfuggenti di questo uomo scimmia, tutto ciccia e peli.
il mio ex infausto oggetto del desiderio in persona, con almeno una decina di chili in più.
che abbia passato gli ultimi otto mesi a raccattare in giro buona parte di quelli che ho perso io?
ma soprattutto, quando precisamente ho smesso di uscire?
o:
non capisco più niente, specialmente se sono sotto pressione. sono rabbiosa, emotiva, piango per un nonnulla, sono gelosa, invidiosa. vengono fuori i peggio istinti e i peggio sentimenti. me ne rendo conto ma è più forte di me. mi sembra che tutti i miei amici organizzino viaggi insieme senza di me per farmi un dispetto o perché non mi vogliono intorno. la congiura mondiale contro di me appare ingigantita (ancora di più) rispetto al solito. vorrei solo rispondere male a tutti o non parlarci affatto. mi verrebbe da gridare: "ma non lo vedete che sono occupata, non lo vedete che devo lavorare da mane a sera anzi notte fonda ed essere sorridente anche se sto male, non lo vedete che queste cose sono inconciliabili". ma quelli no, non mi capiscono: pensano che io vada a divertirmi solo perché sto con quelli del cinema, e malelinguano e dicono che dovrei solo ringraziare che vado alle cene e alle aperture e ai cocktail. ma che se ne vadano tutti a quel paese che non capiscono niente di me e della durezza di quello che faccio.
anche stamattina ho mangiato due banane e bevuto un bicchiere di acqua tiepida e adesso se mi liberano il bagno vado altrimenti faccio tardi.
o:
non ne sono così sicura. ma c'è qualcosa, forse spirito di sopravvivenza, che mi fa sempre ripigliare dalle peggio situazioni. quindi io ci conto.
o:
stasera sono schifosamente sentimentale. in effetti è qualche giorno che è come se fossi in piena pms, pur essendo ben lungi da quel periodo del mese.
non mi spiego il rimuginare su certe cose, le fantasie a occhi aperti. mi guardo intorno e vedo il bello nelle persone marce che mi piacciono, e solo il marcio in molti altri.
quasi piango senza motivo.
basta un mezzo sguardo o un mezzo sorriso e mi sento subito complice con chiunque. a meno che non si tratti palesemente di degli stronzi. e capita di incontrarne...
a dire il vero ne ho abbastanza di chi scrive e dintorni. sono stufa di dover sempre dimostrare qualcosa, di quell'atteggiamento di chi vuole a tutti i costi avere l'ultima parola, prenderti in giro se non sei del giro, metterti un po' in ridicolo ma non troppo (quanto basta per restare simpatico ai più), sminuirti, fare a chi è più figo. io non voglio fare a chi è più figo, almeno non così. ma è tanto difficile trovare persone non egocentriche, vanitose e autoreferenziali? non mi pare di chiedere tanto.
e comunque in tutto ciò si scopre che la teoria delle coincidenze di a. funziona sempre. e non dico altro.
ho rivalutato certi aspetti dell'innominato. in un certo modo c'è in lui dell'integrità, e persino della coerenza.
insomma, sono ancora infognata.
o:
obama è presidente. io vado in giro un po' scollata e vagamente carina nella speranza di dare un messaggio chiaro. e se non dovesse bastare uso tutto il body language a mia disposizione. ma che fare quando non basta nemmeno quello? bevo e faccio bere. rido e m'incazzo e m'intristisco. zero risultati. il mondo cambia e sono fiduciosa per il lunghiiiiiiiiiiiiiiissimo periodo. certo però, se si trombasse nel breve sarebbe meglio.
a:
non si può stare in pace da nessuna parte.
nel luogo di lavoro, anche non reale, così come nella più sfigata e neonata delle community indotte.
accidenti, se sapesse, se ne starebbe un filo più in silenzio.
e se potessi parlare io, uscirei all'istante da questo frustrante anonimato.
e invece niente.
mentre io mi constringo allo zen, qui è tutto il solito ammazzare la noia snocciolando interventi oziosi, per cui ormai ho la certezza che non sussiste alcuna remunerazione economica come commentatore ufficiale.
ed io zitta e zen, chè la mia copertura vale.